Top 5: Tutti i brividi del cinema

La prima Top 5 dell’anno la copio da Luca Morandi. Precisamente da questo suo bel post.
Siccome sono pigro, copio anche questa sua definizione per introdurre il post di oggi: “I brividi, secondo Wikipedia, sono sono rapide contrazioni asincrone provocate da impulsi cerebrali involontari riflessi.
Oltre che per scaldare il sangue in condizioni di estrema necessità, insorgono a fronte di determinati stati emotivi.
Paura, gioia, estasi.
Ed ecco che, come ha fatto Luca prima di me, vado a introdurvi cinque scene di altrettanti film, sempre in grado di causarmi brividi. Brividi di paura, di commozione, di eccitamento: poco importa. Nota bene: non intendo giudicare i film nella loro interezza, bensì solo le scene citate. Perché sì: a volte una pellicola può essere orrenda, ma rendersi comunque memorabile anche per una sola inquadratura particolarmente azzeccata…

Brivido numero 1

Da: Gattaca (1997)

La scena in cui si vede il razzo decollare per una missione di esplorazione spaziale solitaria.
Un momento di pura poetica fantascientifica, da cui trapela tutto ciò che dovrebbe spingere l’uomo verso il futuro: la sete di sapere, la voglia di svelare l’ignoto, la fame di gloria (che di per sé non è negativa).
La scena, che non mostra nulla del viaggio spaziale in questione, funziona assai meglio di tanti film di space opera pura.
Momento da brividi in un film ottimo per più di una ragione.

Brivido numero 2

Da: I predatori dell’Arca Perduta (1981)

Indiana Jones è stato uno dei miei primi miti cinematografici assoluti. E’ per colpa sua che da ragazzino andavo in giro dicendo che da grande volevo fare l’archeologo, e non il calciatore o il cow boy.
Questa scena de I predatori dall’Arca perduta – l’apertura dell’Arca dell’Alleanza – ha senza dubbio influito alla formazione del mio senso dell’immaginifico. E’ un momento che esalta, che spaventa, che diverte, che fa sognare. C’è avventura, fantascienza, azione, mistero. Un brivido lungo 37 anni, che ancora oggi mi caratterizza.

Brivido numero 3

Da: Excalibur (1981)

Una scena, una citazione che riassume tutto ciò che dovrebbe essere e avere un film epico, leggendario. “Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri, Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause, ora, fratello mio, io sarò RE.
Brivido. Brivido intensissimo.

Brivido numero 4

Da: Nove settimane e mezzo (1986)

Ne dovessi parlare ora lo definirei un film glamour, con la sensualità di un catalogo della Postalmarket (il che non deve essere inteso necessariamente come un difetto). In realtà Nove settimane e mezzo, che vidi quando avevo dodici o tredici anni, fu una bella scarica di erotismo per il ragazzino che ero allora. Di tutte le scene conturbanti non è però il celeberrimo spogliarello a essersi insinuato, imperituro, nella mia cassaforte dei ricordi, bensì la scena del cibo. Questa qua.

Brivido numero 5

Da: L’Attimo fuggente (1989)

Sarà banale citarlo, sarà sciocco o forse perfino scontato, ma questa scena mi fa venire i brividi ancora adesso. Brividi di cosa? E chi lo sa. Esistono i brividi di giovinezza, o qualcosa del genere?
A ogni modo la scena in questione è quella finale de L’Attimo fuggente. Cinque minuti di cinema intensissimo.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

11 commenti

  1. Per quanto mi riguarda, condivido assolutamente i brividi n. 2, 4 e 5. In particolare, mi soffermerei sul n. 4 perchè si tratta di un film che in tema di abitudini sessuali, fece un pò da spartiacque, forse, più di Ultimo Tango a Parigi. Lo dico tra il serio ed il faceto ma, da allora, siamo stati tutti un pò costretti a farlo strano…

    1. Guarda, per me Kim Basinger ha rappresentato la scoperta di tante cose…
      Adesso sembra erotismo molto patinato, ma ai tempi, per l’età che avevo…

  2. Brivido Numero cinque, condivido in pieno!
    La scena di Indiana Jones, invece, che mi ha dato questo tipo di brividi, mi ricordo, ero bambino e lo vidi per la prima volta, era quando il sacerdote di Kalì estraeva cuori arrandom, scena epica *O*

  3. Bellissima idea, e bella classifica, che condivido. Uno dei miei momenti cinematografici preferiti di sempre? Quando (la testa di) Ash descrive lo Xenomorfo a Ripley: “Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità. […] Ammiro la sua purezza. Un superstite; non offuscato da coscienza, rimorsi o illusioni di moralità.”

    Epico.

    1. E ho dimenticato anche la scena dell’arrivo dei guerrieri a Coney, con la mitica battuta “Abbiamo combattuto tutta notte per tornare in questo posto di merda”.
      Senza voler citare la solita trilogia romeriana, che per me sta sempre bene in qualunque top 5 cinematografica 😉

  4. Lieto di averti ispirato.
    Hai ragione, la scia in Gattaca della navetta, della quale non si scorge neanche un dettaglio (e non è importante) è un momento emozionate e profondamente evocativo.
    Proprio nel suo minimalismo visivo, contiene molte più immagini di tante altre rutilanti, dettagliatissime astronavi che ci hanno mostrato sullo schermo.

    E di Nove Settimane e Mezzo, mio film culto da sempre, adoro la sequenza del frigorifero: divertente, sexy, allegra, con un commento sonoro dei Devo perfetto.
    Uno specchio perfetto di quei meravigliosi anni ottanta.

Scrivi una risposta a Max_Headroom Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.