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Decameron dei Morti (di Mauro Longo)

Decameron dei morti

Decameron dei Morti
Di Mauro Longo
Origami Edizioni
Ebook in formato ePub e Mobi
4.90 euro
Link per l’acquisto

Sinossi

“Dico dunque che già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di Mille e Trecentoquarantotto, quando nell’egregia città di Fiorenza, che noi diciamo anco Firenze ed era allora la più bella di ogni altra città italica, pervenne la mortifera pestilenza dei Trapassati Redivivi.”

Dieci storie di altrettanti sopravvissuti raccontano i terribili avvenimenti di un’epoca oscura in cui l’Europa cadde nella morsa della mortifera pestilenza in grado di far rialzare i morti. Tre donne e sette uomini narrano le vicende loro e della compagnia in cui militano, in modo da lasciare un ricordo di quei terribili giorni, e perché la loro esperienza possa essere di aiuto alle generazioni future.

Commento

Dopo mesi che non parlavo di zombie, questa è la terza recensione nel giro di tre settimane che riguarda un romanzo dedicato ai tanto amati ritornanti antropofagi di romeriana memoria.
Questa volta è il turno di un libro disponibile in solo formato digitale, nella duplice versione ePub e Mobi (quest’ultimo non è null’altro che il formato Amazon Kindle). Sto parlando del Decameron dei Morti, scritto da Mauro Longo, prendendo spunto dalle celebri novelle del Boccaccio, declinate però in una deliziosa riedizione horror/zombesca.

Non me ne vogliano gli altri autori recentemente recensiti, ma il Decameron di Longo è il senz’altro il migliore romanzo di zombie letto da qualche anno a questa parte, ossia dal giorno in cui finii quel capolavoro assoluto che è World War Z, di Max Brooks. Libri, il Decameron dei Morti e WWZ, che hanno tra l’altro diversi punti di contatto, come vedremo in seguito.

Ora, ciò che mi è piaciuto maggiormente del romanzo di Longo è il suo essere ambientato in un 1300 alternativo, in cui la peste nera narrata dal Boccaccio è sostituita da una pandemia zombesca di stampo piuttosto classico. Idea semplice, in fondo, ma soprendentemente buona, funzionale e vincente.
Tra l’altro non si tratta di un mero espediente di fortuna. Longo adotta un linguaggio consono al tempo, studiato nei minimi dettagli e capace di regalare un realismo pressoché totale alle novelle raccontate dai dieci protagonisti del Decameron. Non solo, la ricostruzione della Firenze dell’epoca risulta essere accurata, minuziosa, tanto che il lettore viene catturato da ciò che avviene nella città toscana, invasa dai morti, come accade anche in buona parte del resto d’Europa.

zombie nel trecento

Inoltre l’ambientazione trecentesca regala delle sfumature eccezionali, con tutto quel giocare tra ignoranza e superstizioni che un evento terribile quale è una zombie apocalypse avrebbe (ipoteticamente parlando) davvero portato in un’epoca fatta ancora di poche luci e di molte tenebre.
Questo giocare sulle cause della resurrezione dei morti, tra ragioni medico/virali, religiose, magiche o quant’altro, regala al Decameron una serie di sfumature vagamente fantasy che risultano essere non solo godibili, bensì vere e proprie perle preziose.
Perle perché in un genere statico e ripetitivo quale è il filone zombesco ogni variante riuscita non può essere che frutto di un duro, geniale lavoro di fantasia e originalità.

Le dieci novelle sono tutte ben bilanciate, avvicenti, e regalano momenti di puro terrore e disgusto, cosa che altri autori ben più di lungo corso non sono mai riusciti a fare (non col sottoscritto, quantomeno).
Sempre nell’ottica di trastullarsi con una certa dose di originalità, pur senza tradire i canoni romeriani, Longo offre al lettore una serie di varianti sfiziosi, per esempio i terribili verri-zombie, forse i primi a portare la pestilenza a Firenze, oppure la missione segreta del crociato Raolino, che imputa alla Lancia di Longino, usata per punire degli eretici valdesi, la diffusione della peste dei morti.
Tutte supposizioni fatte dai vari personaggi, visto che l’autore non scivola nella tentazione di regalare facile infodump, e lascia la soluzione riguardo alla pandemia a livello di pure teorie non dimostrabili.

Ottima anche la classificazione che l’autore dà di varie categorie di zombie, a secondo di come essi sono trapassati e risorti. Abbiamo così le Carcasse, gli Afflitti e gli Scheletri, lenti e deboli, paurosi nella loro capacità di far massa, ma anche le Arpie, ossia quei ritornanti che hanno mantenuto i riflessi di quando erano vivi, e che quindi sono assai più veloci e pericolosi rispetto agli altri.
Dettagli, appunto, che impreziosiscono un romanzo ottimamente riuscito, che con una punta di italico orgoglio potrei definire una sorta di WWZ del Basso Medioevo, in versione horror-ucronica.

Una sola parola: compratelo.

Il blog dell’autore: http://maurolongo.wordpress.com/

zombie nel trecento - orda

– – –

Alex Girola – follow me on Twitter

21 risposte a "Decameron dei Morti (di Mauro Longo)"

  1. Ciao alessandro, grazie innanzitutto per aver trovato il tempo di leggere questo pastiche e, in secondo luogo, per aver condiviso la tua recensione su Plutonia! Sono contento che ti sia piaciuto…

    1. Hai scritto un gran bel romanzo, molto più bello del 90% della roba che trovo ogni giorno in libreria.
      A questo punto posso solo incitarti a lavorare su un nuovo progetto: le qualità per riuscire ce le hai tutte!

      1. Per ora si pensa di continuare su questa falsariga, ovviamente se il progetto va avanti e ci riserva un certo successo. Se così fosse, tra raccolte di racconti, librigame e gdr, saresti il primo a saperne di più!

      1. iniziato ieri sera, molto interessante, mi ha fatto sviluppare una teoria, a cui stavo ragionando dopo la lettura di tutto il materiale zombi letto negli anni, ma tutto ambientato nel ns secolo.
        Questo invece, apre una almeno per me , nuova visione.

  2. Azzo!
    Dalla quarta di copertina sembra una figata! Devo cercare di saperne di più, però, prima di comprarlo. Me lo studierò per bene 🙂
    io avevo tentato di scrivere un romanzo ambientato durante la pestilenza, che pestilenza non era, ma invasione di zombie. Lo scenario era un’abbazia in Val D’Aosta e i protagonisti erano i frati (m’ero studiato la piantina dell’abbazia e tutti i ruoli monastici) c’avevo messo pure l’ebreo errante, fra i morti a far casino, ma poi era venuta fuori una cosa che non stava in piedi.
    Amen.
    Leggo Mauro Longo e faccio prima 😉

    Saludos!

  3. Grazie per la segnalazione. Ora, non credo che avrò modo di leggerlo a breve, ma vedo di segnarlo da qualche parte. In realtà non sono neanche un fan di zombie, ma mi piace moltissimo l’idea di una ucronia trecentesca ambientata in Italia.

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