film · recensioni

… E la Terra prese fuoco (1961)

E la terra prese fuoco

… E la Terra prese fuoco
di Val Guest
UK 1961

Sinossi

Nella redazione di un grande quotidiano di Londra c’è una tensione esaperante per le incredibili notizie che si stanno susseguendo, riguardo a un improvviso aumento della temperatura terrestre. Notizie contradditorie attribuiscono il fatto a due contemporanei esperimenti nucleari; uno da parte degli americani e uno da parte dei russi.  A quanto pare essi hanno cambiato di undici gradi la rotazione dell’asse terrestre, e al contempo hanno alterato l’orbita del pianeta, avvicinandolo al sole.
Si prepara l’Apocalisse?

Commento

Film della vecchia scuola fantascientifica britannica, …E la Terra prese fuoco (coi punti di sospensione davanti) è una pellicola catastrofista probabilmente invecchiata non tanto bene, ma ancora capace di regalare forti emozioni senza ricorrere ai costosissimi effetti speciali moderni.
No, non sono un nostalgico. Sinceramente mi stanno anche sulle scatole tutti quelli che “eh, i vecchi film/attori/registi di una volta erano più bravi di quelli di oggi!“. Le trovo considerazioni banali, che nascono dal rapporto tra la nostalgia della gioventù passata e il tempo che avanza inesorabile. Esistono e sono sempre esistiti buoni film e pessimi film, tutto qui.

… E la Terra prese fuoco (d’ora in poi ETF) appartiene alla prima categoria.
Film catastrofico costruito in un crescendo, dal punto di vista dei protagonisti principali, un giornalista è una centralinista del Centro Meteorologico londinese, che grazie ai loro ruoli sono in grado di far capire allo spettatore ciò che sta accadendo al mondo.
Certo, in ETF c’è forse un po’ troppo infodump, perché la tendenza di quei tempi era quella di spiegare ciò che accadeva, pavoneggiandosi con bizzarre teorie scientifiche, invero molto affascinanti.
Ovviamente sarebbe sciocco condannare tali scelte di sceneggiatura secondo i parametri moderni. Oggi, tra l’altro, lo “spiegone” assume ben altro significato (tipo quello di un sussidiario per diversamente intelligenti), e il fascino della teoria (fanta)scientifica è sostituito da una serie di sciocche informazioni su passaggi fondamentali della trama.

E la terra prese fuoco 2

La trama pensata dal regista Val Guest fa leva sul terrore che a quei tempi suscitavano le armi atomiche, e sulla paranoia della Guerra Fredda.
Una serie di esperimenti incrociati per potenziare l’arsenale nucleare porta a dei test che causano il progressivo “deragliamento” del pianeta, col duplice cambio di rotazione d’asse terrestre e dell’orbita del pianeta medesimo. Man mano che tali mutamenti (un tantino inverosimili, ammettiamolo) si manifestano e vengono resi pubblici, la Terra viene progressivamente colpita da un crescendo di disastri naturali: inondazioni, picchi di calore, terremoti su vasta scala, incendi, e infine l’avvicinamento verso il sole, per quel poco che basta per bruciare la vita organica sul pianeta.

Da Londra il giornalista Peter Stenning e la giovane centralinista Jeannie Craig assistono a ciò che accade, col ruolo più o meno passivo che spetterebbe a tutti noi, qualora venissimo coinvolti in una tale Apocalisse incontrollabile.
In ETF non ci sono quindi eroici astronauti che cercando di salvare il mondo, né avventurieri improvvisati che cercano di sopravvivere raggiungendo il Tibet o chissà quale altra terra miracolosa e miracolata.
Il senso di inevitabilità del film inizia a pesare come un macigno da metà pellicola in poi, quando l’evidenza della fine inizia ad apparire inesorabile.
Come piccola speranza a cui aggrapparsi, le superpotenze annunciano un tentativo di raddrizzare l’orbita terrestre con una nuova, duplice detonazione nucleare in due punti della Siberia. Il conto alla rovescia domina gli ultimi minuti del film, con una rapida carrellata sulle principali città terrestri, spopolate e deserte, quasi come in un presagio del fallimento di questo ultimo tentativo di salvezza.
Ma alla fine la Terra si salverà?
Allo spettatore non è dato saperlo, perché il film non dà risposte definitive.
La nota di colore è che la Universal chiese e ottenne di aggiungere una sequenza finale per la sola versione americana. In essa si vede una chiesa e si sente il suono gioioso di una campana, nel chiaro tentativo di suggerire una conclusione positiva dell’esperimento congiunto USA/URSS.

Pellicola attualmente in rotazione sul circuito Rai Movie/Rai4, meritevole di una visione, nel suo bianco e nero livido e nel suo doppiaggio un tantino macchiettistico, ma senz’altro suggestivo.

E la terra prese fuoco 3

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Alex Girola – follow me on Twitter

13 risposte a "… E la Terra prese fuoco (1961)"

  1. Segnalo un film inglese apocalittico poco conosciuto, che mi è capitato di vedere tempo fa. Il titolo italiano è “2000: la fine dell’uomo”, tratto dal libro “La morte dell’erba”. A causa di un virus, la vegetazione muore e il cibo finisce, con tutte le conseguenze sociali immaginabili. Il titolo inglese è “No blade of grass”.

  2. Bel post , Ale, come al solito, mi ricordo un film analogo più o meno delo stesso periodo , ma credo di produzione statunitense , dove per salvare la terra da distruzione certa si cercava di far detonare all’interno di un vulcano attivo africano ( o in Madagascar..?..boh..), una bomba termonucleare , con relative trivellazioni agguerrite , eroi sudatissimi, un aereo che sgancia atomiche sulla bocca del vulcano ec. ecc. mi pare che alla fine ” sorgesse ” una seconda luna dalla spaccatura creatasi…l’ho visto da ragazzino e mi impressionò moltissimo, non l’ho più beccato in tv , e purtroppo non ricordo il titolo.Comunque in quel periodo la paura del nucleare/finedimondo ( Stranamore docet ), imperversava sugli schermi da grandi film come Stranamore, appunto, od al bellissimo Fail-Safe ( a prova di errore da noi ), ed altri.. ognuno esorcizza i demoni del presente come può..adesso abbiamo Gnamgnam style e compagnia..sob..

    1. Abbiamo buone cose anche adesso, solo che bisogna industriarsi a cercarle perché c’è molta dispersione.
      Qui da noi di certi generi non se ne parla più (non sui grandi media) perché la tendenza è quella di occuparsi di ben altro.
      Per questo occorre qualcuno fuori dagli schemi che ne parli 😉

  3. Dettaglio inutile – il poliziotto che si vede all’inizio del film è Michael Caine, al suo esordio.
    Il film di Val Guest è un buon prodotto, tutto considerato – ed ha un suo perché.
    Pochi soldi, effetti speciali a zero, e un sacco di idee – perché così si faceva nei tempi antichi.

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