I fantasmi dello tsunami

tsunami

Lo tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011 ha causato oltre 19.000 vittime. Una tragedia immane, che noi italiani, fortunatamente poco avvezzi a fenomeni del genere, fatichiamo perfino a immaginare.
Ovviamente anche i sopravvissuti delle aree più esposte alla catastrofe hanno un bel da fare per sopportare le conseguenze di quanto è accaduto. A moltissimi di loro è stata diagnostica una sindrome post-traumatica da stress, tanto che vengono regolarmente seguiti da psicologi e analisti.
C’è poi un numero non indifferente di superstiti che si dice certo di essere perseguitato dai fantasmi delle persone morte in quella immane tragedia. La cosa che inquieta è che quasi tutti questi soggetti, anche quelli che non si conoscono affatto tra di loro, raccontano più o meno delle stesse apparizioni: spettri di persone senza testa, o di individui intenti a simulare piccole attività della vita quotidiana.

Un team di esperti sta prendendo in seria considerazione il fenomeno, anche se dal puro e razionale punto di vista scientifico.
Lo psichiatra Keizo Hara spiega queste visioni come proiezioni mentali dei ricordi vissuti in quei giorni e in quei luoghi. Per alcune persone lo stress post-traumatico è talmente forte da causare vere e proprie allucinazioni audiovisive.
E questo e, come già detto, il punto di vista della medicina e della scienza.

Secondo la parapsicologia le apparizioni potrebbero avere un’origine psicocinetica. Gli individui esposti a gravi e terrorizzanti rischi di morte avrebbero quindi sviluppato inconsci poteri mentali, in grado di manipolare la realtà percepita attorno a sé stessi. Ossia, in parole povere, di generare autentitiche allucinazioni tridimensionali. Si tratta tra l’altro di una teoria che la psicologia studiò intensamente negli anni ’70, senza però produrre una prova inoppugnabile a sostegno di questa teoria.

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C’è poi una terza spiegazione, ancora meno credibile (almeno agli occhi dei razionali assoluti): le visioni di fantasmi sarebbero, appunto, veri fantasmi.
Secondo gli esperti di fenomeni paranormali è del tutto logico che in luoghi di grandi tragedie e sofferenze si accumulino energie tali da assotigliare i confini tra il mondo del visibile e quello dell’invisibile. A sostegno, per così dire, di tale ipotesi ci sarebbero gli avvistamenti di spettri impegnati in attività quotidiane sui luoghi distrutti dallo tsunami. Per esempio sono stati visti dei fantasmi in zone precedentemente occupate da negozi e centri commerciali, e i loro comportamento era assimilabile a quello di persone impegnate a fare acquisti, con tanto di carrelli e sacchetti della spesa. Come se in quei luoghi fosse rimasta impressa una fotografia medianica della vita precedente. Altri casi ancora più inquietanti parlano di tassisti della zona a cui è capitato spesso di caricare passeggeri che si sono poi smaterializzati dalle loro auto.

In altre parole l’area maggiormente colpita dallo tsunamni sarebbe ora soggetta a un’onda medianica (che fa molto Ghostbusters, se me lo concedete) di enormi proporzioni.
Cosa che tra l’altro qualcuno già ipotizzò per altre grandi catastrofi naturali, per esempio per il disastro portato da Katrina a New Orleans (città già attraversata da forti correnti “soprannaturali”, se vogliamo dar credito agli studiosi dell’occulto).
Lo stesso potrebbe avvenire fra qualche mese a Oklahoma City, colpita pochi giorni fa da un tornado largo ben due chilometri, che ha raso al suolo buona parte del sobborgo di Moore.
Argomenti delicati, su cui è bene non scherzare, ma sui quali è anche opportuno aprire la mente e cogliere indizi su fenomeni che io stesso definisco a dir poco improbabili.

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Questo articolo, ispirato da una notizia comparsa su Yahoo! News, mi ha fatto venire in mente un vecchio romanzo pubblicato nella collana Urania: Psychlone, di Greg Bear. La quarta di copertina è sufficiente per farvi capire di cosa sto parlando:

Ammettiamo che non esistano né Dio né il Diavolo, e che l’uomo non abbia un’anima immortale nel senso religioso del termine. Ma ammettiamo ugualmente che qualcosa, una specie di emanazione mentale o fluido psichico, sopravviva ordinariamente alla morte del corpo. Una questione che allora si pone è la seguente: sopravvivrebbe il suddetto fluido o emanazione all’impatto diretto di un’esplosione atomica come quella di Hiroshima o Nagasaki? L’altra questione è: come e da chi è stata massacrata, in una sola notte, l’intera popolazione di una cittadina nei pressi di Albuquerque, New Mexico?

Una lettura che a suo tempo mi inquietò, e che vi consiglio di recuperare, magari battendo le bancarelle dell’usato, vera e propria miniera di perle come questa.
E sulle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki torneremo fra qualche settimana, con un articolo cospirazionista da pelle d’oca…

Aggiornamento: Vi segnalo un interessante articolo di Danilo Arona, pubblicato nel novembre 2009, che aggiunge ulteriori testimonianze riguardo alle “scorie medianiche” che infestano soprattutto i luoghi di mare, o comunque d’acqua. S’intitola proprio Scorie, e lo trovate qui.

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(A.G. – Follow me on Twitter)

15 commenti

  1. Grazie per la segnalazione.. Molto interessante come articolo, mi attirano sempre certi fenomeni. M’è pure venuto in mente la bizzarra teoria di un mio amico circa i fantasmi e le apparizioni spettrali, soprattutto ora che hai detto che quelli che sono stati avvistati spesso compivano azioni quotidiane. In pratica questo amico sostiene che quelli che vengono avvistati siano piccoli squarci di esistenza reale, soltanto situata in un tempo diverso. Si vede insomma per qualche attimo il passato, persone che in quei luoghi ci sono state davvero state e stavano compiendo quelle azioni. Ecco… 🙂 Anche questa come teoria, per quanto strampalata mi è abbastanza piaciuta.

    1. Nemmeno questa è un’ipotesi da scartare a priori. Del resto fin quando non ci saranno prove in un senso o nell’altro, tutto vale e niente vale.

  2. Io continuo a pensare che i fantasmi siano residui di attività elettromagnetiche. Che il nostro cervello riesce a leggere, visto che i neuroni funzionano con lo stesso principio. In pratica si tratterebbe di letture esterne ai nostri organi di senso.

    La cosa comune è che questi “residui” si trovano facilmente in luoghi dove sono accadute tragedie, causati per l’appunto dall’intensità delle sensazioni provate.

    Altra ipotesi è che noi non vediamo cos’altro c’è là fuori a causa della limitatezza dei nostri organi di senso. Il visibile si ferma a ciò che noi riusciamo a vedere, ma l’esistenza non è certo finità lì. Prima di riuscire a vedere gli atomi e le particelle subatomiche eravamo convinti che non esistessero, no? ^^

    1. Mi piace pure questa teoria! Alla fine col tempo si vedrà, forse! E i figli dei nostri figli vedranno i vecchi film horror sui fantasmi ridendosela di quanto eravamo stupidi a spaventarci per cose così ”spiegabili e logiche” come i fantasmi! 😀

    2. Residui elettromagnetici anche per me.
      Mi domando se esista qualcosa già in grado di misurarli. Considerando che i cospirazionisti parlano di tecnologie segrete che sono di cinquant’anni più avanti rispetto a quelle in commercio non lo escluderei affatto.
      Comunque già le scritture parlavano di “fantasmi”, col piglio di chi sapeva di preciso a che si riferiva.

  3. Ma lo sai che Psychlone c’è l’ha mio fratello nei suoi vecchi urania? Quella copertina mi attirava e spaventava molto quando ancora andavo all’asilo, ora lo ricerco, visto che mi sa di non averlo mai letto, alla fine!

  4. Permettimi una battuta, Alex: la cosa che,vivendo in Italia, mi pare più paranormale è racchiusa in questo brano: ” A moltissimi di loro è stata diagnostica una sindrome post-traumatica da stress, tanto che vengono regolarmente seguiti da psicologi e analisti”. Ecco, venendo da una bella serie di terremoti nella mia zona e ben sapendo qual’è la situazione dei sopravvissuti negli epicentri (e senza voler fare paragoni (irriverenti) , l’idea che in qualche paese si possa venire regolarmente seguiti perchè vittime di una catastrofe mi appare a dir poco Fantascientifico.
    Ciò detto, scusandomi per essere uscito dal seminato, so che in passato tra le tante cose in tema spettri, si dicesse che “i fantasmi appaiono solo a chi li vuol vedere”. Forse, nel caso che illustri, siamo più o meno in zona.

  5. Guarda, personalmente credo a spiriti e affini e ho una mia interpretazione del fenomeno che si avvicina di molto a quella dei parapsicologi.
    In fondo le capacità della nostra mente sono appurate, così come poco utilizzate, quindi non mi stupirei se a seguito di qualcosa di immane come un disastro, resti una scia di energia delle persone che l’hanno vissuta in prima persona.
    Sia che siano sopravvissute che non…

  6. Io sono una “razionale assoluta” ma le storie di fantasmi e affini mi piacciono sempre e se sono buone mi fanno anche molta paura. In questo caso, poichè si tratta di persone vere e non di personaggi, la mia sensazione è che i sopravvissuti abbiano una struggente nostalgia di chi non c’è più.

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