Le ospiti di Plutonia: Intervista a Marta Perego

Marta Perego 6

La mia ospite di oggi è una ragazza davvero in gamba, con cui condivido una grande passione: la lettura.
E lei, Marta Perego, coi libri ci campa, visto e considerato che presenta una trasmissione decisamente a tema: Ti racconto un libro, in onda su Iris. Per qualche sorta di magia si tratta di uno dei rari magazine televisivi dedicati alla lettura e alla scrittura che funzionano davvero. Questo, in particolare, funziona proprio bene.
A differenza di molti altri personaggi che fingono di essere degli esperti soltanto per guadagnarsi la pagnotta, Marta è davvero una voce autorevole del settore, nonostante la giovane età. La sua bravura non è sfuggita a chi si occupa di TV, tanto che ultimamente è stata “reclutata” anche in una trasmissione che parla di cinema. Scommettiamo che negli anni a venire sentiremo sempre più parlare di lei? Anche perché è senz’altro un volto che buca lo schermo.
Oggi è per me un grande piacere presentarvela, con una bella e ricca intervista.
Buona lettura!

Intervista a Marta Perego

Marta Perego 1

A.: Ciao Marta, benvenuta sul mio blog! Per chi ancora non ti conoscesse, tu presenti il magazine televisivo Ti racconto un libro, in onda su Iris. A parere mio è l’unica trasmissione italiana in grado di parlare di libri e di editoria nei modi e nei toni giusti. Come sei finita a occuparti di libri in TV?

Marta: A volte il destino incrocia i desideri e questo è stato il mio caso. Mi occupavo di Libri e Spettacolo per Class Cnbc quando è partita la collaborazione di Class con Mediaset. E da lì è nato Ti racconto un libro.

A.: Inutile far finta di niente: la situazione italiana, per quel che concerne i libri, è disastrosa. Pochi leggono (ma per contro molti sognano di scrivere) e pochissimi sanno scegliere cosa leggere. Tu che conosci bene il settore cosa ne pensi? Hai qualche idea su come uscire da questa situazione di eterno stallo?

Marta: Penso che come in molti altri settori la situazione sia molto difficile. In più l’editoria deve fare i conti con la rivoluzione digitale e le nuove abitudini di lettura che coinvolgono soprattutto le generazioni più giovani. Credo che si debba aprire gli occhi e smettere di lamentarsi. Conservare la qualità, difenderla con i denti, le unghie e il cervello ma aprirsi al nuovo. Anche pensando a nuove “forme” di libro.

A.: Il mio blog si occupa principalmente di lettura del fantastico, di speculative fiction. Generi che vanno fortissimo in tutto il mondo, ma che in Italia arrancano, imprigionati da quella che un mio amico chiama “la dittatura del realismo”. Tu che rapporto hai con la narrativa dell’immaginario?

Marta: Purtroppo qui Alex non ti renderò felicissimo perchè non è un genere che seguo particolarmente. Ho letto i grandi classici, uno su tutti Philip Dick ma preferisco altri generi. Posso dire… preferisco gli eroi del quotidiano ai supreroi. Non so se c’entra, ma mi piace come concetto.

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A.: Chi parla di libri di solito è affascinato anche dalla scrittura. Hai mai pensato di poter scrivere qualcosa di tuo? Se sì, su che genere di libro di orienteresti?

Marta: Ci ho pensato molte volte. Ho anche diversi progetti. Mi orienterei (e mi orienterò quando la tv mi lascerà un po’ più di tempo) verso un genere non necessariamente fiction. Ci sono molti scrittori bravi a inventarsi storie e che io amo leggere. Io in un eventuale ruolo di scrittrice preferirei non abbandonare del tutto la mia vocazione giornalistica del “racconto di vite di altri”….. in effetti è l’unica cosa che da sempre ho voluto raccontare. Sia in tv che in un libro.

A.: Da grande esperta non puoi proprio sottrarti a questo giochino: cita cinque titoli di libri (romanzi, saggi, fumetti, quello che vuoi) che hai letto e adorato in questi ultimi mesi, e che ti senti di consigliare.

La verità sul caso Harry Quebert: quando un libro di grande successo è anche un grande libro. Una trama perfetta che vi lascia incollati alle pagine. Ma anche grande spessore narrativo. Non fatevi ingannare da quello che dicono: è soprattutto un libro sui libri, poi un noir
La sposa in nero di Cornell Woolrich: un grande noir classico americano diventato poi uno dei film di Truffault che preferisco. Recuperatevi sia il libro che il film, un viaggio nel passato e nell’eleganza della scrittura.
NW di Zadie Smith. Lo sto leggendo ora. Zadie Smirh è una grande narratrice del contemporaneo. Non a caso il suo è un “realismo isterico”… vizi, manie e quotidianità. Un romanzo che racconta l’oggi come in pochi sanno fare.
Vite che non sono la mia di Emmanuel Carrere. In realtà l’ho letto un paio di anni fa, ma è il miglior libro dell’autore di Limonov. E forse uno dei migliori romanzi che abbia mai letto.
Schiavo d’amore di Somerset Maugham. Sarà il mio classico dell’estate. Ho già letto Il filo del rasoio. Mi preparo ad un altro viaggio nella psiche e nella grande letteratura.

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A.: Internet è una ricca fucina di progetti letterari non canonici, che coinvolgono un gran numero di persone. Parlo di romanzi collettivi, Round Robin, blog novel a puntate, forum di scrittura, concorsi indipendenti etc etc. Cosa ne pensi di questo sottobosco estremamente variegato, di cui i media tradizionali parlano pochissimo?

Marta.: Penso che come ogni forma di espressione e narrazione siano da apprezzare, seguire e raccontare. Mi sento di dire una cosa: non basta autopubblicarsi un racconto per essere scrittori. Ci vuole costanza, talento, serietà. La domanda è, e la faccio a voi, prima erano editor e editori che giudicavano chi far “diventare scrittore”, oggi tutti possono scrivere, pubblicare, farsi notare superando anche limiti e barriere (sbagliate forse, e a volte anche terribilmente distorte, soprattutto in un periodo di crisi come questo) che un sistema, come quello editoriale, può avere all’ingresso. Ma chi giudica? Il pubblico? Il popolo del web? Giudicare è necessario?
Come avrete capito… su questo tema sono molto “riflessiva”. In generale mi sento di dire: ben vengano nuove forme di espressione e distribuzione, attenzione però alla qualità.

A.: Permettimi un complimento: sei la dimostrazione vivente che gli appassionati di libri non sono persone noiose e snob come spesso qualcuno se le immagina (ovviamente basandosi sui più orridi cliché). Anche sugli scrittori ci sono molti, troppi stupidi preconcetti. Tu che ne hai intervistati molti, potresti rivelarci quali sono i più folli e divertenti che hai conosciuto?

Marta: Ahah grazie per il complimento!
Sì ne ho conosciuti veramente tanti. Ti regalo una top 5 delle cose più divertenti/belle/toccanti che ho visto/sentito
– I calzini bianchi di Safran Foer a 40 grandi a due passi dai Faraglioni di Capri (ahhh con i mocassini!)
– Jonathan Coe arrivato a Pordenone a inizio ottobre vestito di bianco con il panama convinto di mangiare ricci di mare (ma non siamo in Italia scusa?)
– L’abbraccio di Yehoshua alla moglie che sta con lui da 40 anni e che lo accompagna dappertutto
– Dan Fante che mangia gomme alla nicotina incessantemente e vuole con la scrittura “entrare nel cervello delle persone”
– La casa di Amos OZ a Tel Aviv, piena di libri e il suo caffè caldissimo, nerissimo e lunghissimo. Un uomo cortese che ad ogni giornalista che lo intervista dice “complimenti per le domande”.

In effetti, faccio un lavoro meraviglioso.

Marta Perego e Nick Hornby
Marta Perego e Nick Hornby

Marta Perego è giornalista di libri e di cinema. Scrive e conduce su IRIS MEDIASET “Ti racconto un libro” (in onda tutti i giovedì alle 15) e, con Christian Mascheroni, Adesso Cinema! (in onda il giovedì alle 23.30, il sabato alle 16 e la domenica alle 12.00).
Potete seguirla su Twitter, dove è molto attiva: https://twitter.com/marta_perego

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(A.G. – Follow me on Twitter)

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