acceleratore quantico

Comprare ebook: sì o no?

due euro

Il titolo è stupido oltre l’inverosimile, ma sono certo che piacerà tanto a mr. Google, che ama le domande dirette e le chiavi di ricerca sciocche, ma esplicite.
Però la questione che sollevo, tra l’altro non certo per la prima volta, potrebbe interessarvi. Che poi, va da sé, è un po’ tirare l’acqua al mulino di noi scrittori e scribacchini… ma da qualche parte occorre pur iniziare.
La faccenda, ridotta in parole povere, è questa: leggo molti commenti di potenziali lettori che titubano nell’acquisto di un ebook, perché il prezzo va oltre la fatidica soglia dello 0.99 euro. Prezzo che gli esperti chiamano, non a caso, “il nuovo gratis”. Il commento standard è qualcosa a metà tra “aspetto quando sarà in promozione a meno di un euro” e “Lo comprerei se costasse di meno“.
La prima reazione dello scrittore, inutile negarlo, è un mix di arrabbiatura e di depressione. Scrivere un racconto o un romanzo richiede tempo e fatica. Sistemarlo per renderlo presentabile/vendibile è un altro step impegnativo e a volte costoso. Sentirsi poi dire che due euro di prezzo sono troppi è alquanto desolante (anche perché di questi due euro allo scrittore va una percentuale compresa tra il 3% e il 30%, a seconda dei casi).

Uno dei casi più buffi che mi è capitato riguarda un tizio che mi segue su Facebook. Davanti a un mio ebook di nuova pubblicazione – prezzo di copertina 1.99 euro – mi scrisse: “come sai aspettavo da tempo questo tuo romanzo, ma il prezzo di quasi due euro mi frena. Credevo lo vendessi a 0.99 euro. Tu non sai cosa posso farci io con l’euro in più, però dovevi fare anche questa riflessione“.

Per carità, tutto può essere vero. Per un senzatetto un euro rappresenta la differenza tra un giorno col Tavernello, e un giorno senza.
Però direi che siamo molto lontani da questo caso limite.
Sicché a me vengono in mente altri esempi più calzanti.
Un mio collega compra ogni mattina una copia del Corriere della Sera. Lo sfoglia per un tempo compreso tra i 15 e 20 minuti, poi lo butta nel cestino dei rifiuti. Un quotidiano del genere costa circa 1.30 euro, senza allegati.
Ho poi diversi amici che dicono di comprare mensilmente Dylan Dog “per abitudine”. Nel senso che da anni non lo amano più, ma compiono comunque il gesto di recarsi dall’edicolante per pura abitudine. Una copia di Dylan Dog costa circa 3 euro (se non ricordo male).
Ho anche scoperto che molte persone, come me, acquistano le Lego Figures o le macchinine Hot Wheels alle casse dell’Esselunga, come gesto quasi automatico. Prezzi compresi tra 1.50 e 3 euro.

Senza contare l’aperitivo fatto contro voglia, per abitudine, spendendo anche fino a 12 euro.
Idem per un sacco di altre cose (la serata al cinema “tanto per uscire”, 8 euro che se ne vanno, oppure le sigarette, l’App stupida presa per il cellulare etc etc).

Prezzo medio degli ebook (in dollari) da agosto 2012  a marzo 2013.

Prezzo medio degli ebook (in dollari) da agosto 2012 a marzo 2013.

Possiamo quindi dire diverse cose.
Innanzitutto è una questione di pura e semplice percezione.
La copia del Corriere cestinata in 20 minuti viene percepita come più “tangibile” dell’ebook. Eppure l’ebook, che è fatto di bit, ti rimane a vita nell’eReader. Ma la tua percezione ti comunica diversamente. Ossia, distorce la realtà.
Idem chi spende 10 euro per un Negroni annacquato, rispondendo a un’eccessiva percezione della sete (a meno che siate degli alcolizzati, e allora la storia cambia).

Però considerate questo secondo fattore: il Corriere, il Dylan Dog, le Hot Wheels in coda al supermercato, l’aperitivo del venerdì sera, l’App comprata su Itunes… cos’hanno in comune?
L’abitudine.
Sono gesti che facciamo in automatico, spesso controvoglia, ma che fanno parte del condizionamento mentale dettato dai nostri stili di vita.
Come il caffè al mattino (1 euro circa).

Allora, che deduciamo? Che qui da noi gli ebook sono visti ancora come qualcosa di “straordinario” (fuori dall’ordine delle cose). Qualcosa sul cui acquisto occorre meditare, anche se si tratta di spendere soltanto due o tre euro.
In altri paesi in cui sono stato, UK, USA, Germania, Danimarca (per esempio), la diffusione degli eReader è capillare in tutte le fasce d’età, sicché anche gli ebook sono diventati parte dell’ordinarietà delle cose.
Proprio come comprarsi un caffè o una copia del solito quotidiano.

Fin quando in Italia non arriveremo a questo step, ci sarà sempre chi si lamenterà dei due euro di prezzo di copertina di un ebook.
Aggiungo che, con le cifre assurde adottate per il digitale da parte dei grandi editori (ebook venduti a 10, 12 o anche a 15 euro), di certo non si aiuta a fare chiarezza, né a sviluppare il mercato.
E a molti va benissimo così.

NOTA BENE: Ogni commento sull’inutile diatriba “carta vs. ebook” verrà immediatamente cancellato. Non siamo qui a discutere di questa faccena, né mi interessa leggere le solite banalità su una guerra che esiste solo nella testa degli sciocchi. In questo articolo si parla di ebook e basta.

Per lui gli ebook a 0.99 euro fanno la differenza!

Per lui gli ebook a 0.99 euro fanno la differenza!

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

Segui la pagina Facebook di Plutonia Experiment

48 risposte »

  1. Credo dipenda dal fatto che tanta gente legge poco o niente.
    Chi compra il giornale legge i titoli, due righe di sport e lo butta perché impegnarsi nella lettura di un articolo è già impegnativo. Il fumetto, anche se ormai noioso,si legge senza molta fatica, tutte le altre attività che hai indicato chiedono pochi o minimi sforzi.
    Ecco. Il problema è la pigrizia, i cervelli ormai intorpiditi non riescono ad apprezzare il piacere della lettura

    • Ah, questo è senz’altro il primo problema, che si estende anche ai libri classici (di carta).
      Aggiungerei che c’è anche una voglia di scoprire cose nuove pari a zero.
      Quelli che, come me, si mettono a sfogliare il catalogo Amazon in cerca di titoli stimolanti sono davvero pochi.

  2. Ho sentito anche gente che preferisce spendere 5, 6, 7 euro per un giornale di viaggi, pieno solo di foto e sponsor, piuttosto che 1 euro per un ebook o un articolo di blog. Perché? Perché quel giornale è fatto da gente che “ne sa a pacchi”. Le stesse persone che storcono il naso davanti a un tuo ebook a 2,99€, ma comprano quello del big a 10,50.

    • Come ho detto, è tutta questione di percezioni distorte. Che però sarebbe possibile evitare, con un minimo di elasticità mentale.
      Ecco, appunto.
      Poi con ‘sta menata degli “autori qualificati” molta gente tira soltanto acqua al suo mulino. Poi li si vede con Facebook e si scopre che sono sfigatissimi blogger, che però aderiscono a case editrice create nello scantinato di casa.

        • Qualcosina si sta muovendo, ma io vedo anche il rischio di una popolazione di compratori di Ebook composta totalmente da lettori/scrittori.
          Io vorrei anche molti lettori/lettori, come dovrebbe essere nella normalità delle cose. Sennò ci sarà sempre il sospetto dell’acquisto interessato.
          Non so se mi sono spiegato…

  3. E’ una questione che affronto spesso con alcuni amici “tradizionalisti”. Pur essendo gente che legge abbastanza, non vanno aldilà di quello che gli viene proposto “perchè vende”. Stesso vale per gli ebook. Hanno tutti il tablet, ma guai a scaricare un’app di lettura, perchè… Poi tanto devi spendere per gli ebook e nom ti rimane nulla in mano. Invece la copia brossurata dell’ultimo di Twilight la potranno tramandare ai posteri…

  4. Penso anch’io che sia solo una questione di abitudine. Rispetto ai paesi che hai citato siamo sempre in ritardo, vedrai che fra qualche anno anche qui si vedranno persone in metro con l’ereader che leggono il corriere digitale, e poi magari si connettono a ibs e si comprano un ebook.

  5. Un articolo molto interessante, di cui condivido tono, impostazione e contenuti. Nel merito, la mia impressione è che molti considerino l’autopubblicazione in formato digitale come una sorta di ultima spiaggia per i delusi dell’editoria tradizionale. Perché pagare per qualcosa che gli editori hanno rifiutato? È come rovistare in un cassonetto e poi scoprire che il proprietario vuole soldi per la sua immondizia. Ragionamento, aggiungo, tipicamente italiano, per cui è normale spendere 1000 euro per un telefono ma oh! guai a fargli pagare le app.

    • Grazie mille per i complimenti 😉
      Interessante il tuo paragone con le App
      Ricordi la guerra degli utenti, quando What’s App da gratuito fu portato all’esoso prezzo di 0,99 euro?
      Follia…

  6. La mia impressione è che l’Italia non sia ancora matura per la lettura digitale (eBook). Scardinare una certa mentalità è dura e in più e contrastata dai metodi educativi troppo ancorati al passato. Nelle scuole si continuano a usare i libri di carta perché c’è troppo interesse. Io credo che sia lì dentro che deve cominciare la rivoluzione, altrimenti saranno sempre i soliti a leggere gli ebook. I prezzi, le diatribe sono solo scuse

    • Però, in realtà, nelle scuole stanno pensando di distribuire ereader in tutte le classi, ma poi vai a vedere e non ci sono nemmeno i soldi per la carta igienica.
      È proprio il paese della demagogia spicciola.

  7. Gli ebook con i prezzi folli degli editori, questo anche all’estero, sono una conseguenza di una strategia protezionistica. Quando si renderanno conto che è inutile (Perchè, esempio, uscita la versione economica del CImitero di Praga si era arrivati, non se ancora ora, alla folle situazione che l’ebook costasse più del cartaceo) saremo tutti più felici.
    Si, in Italia ci metteremo un po’ di più, ma non dispero!

  8. C’è anche da considerare che molte persone non “sanno” come si fanno acquisti on line.
    Figuriamoci andare sul kindle store di Amazon.
    E non esagero quando dico che non sono in grado. Sperimentato direttamente. Persone intelligenti, eh…miei coetanei o anche più giovani che entrano nel panico quando si tratta di comprare qualcosa su internet.

  9. Credo che alla base ci sia molta ritrosia ad usare la carta di credito per i micropagamenti, se l’ebook si potesse comprare in contanti al bar o in edicola paradossalmente sarebbe percepito come una spesa ragionevole.
    poi dipende anche dall’atteggiamento del lettore. Io sono un curioso per natura, quindi mi piace scoprire nuovi autori, molti sono lettori da best sellers o da cinque libri l’anno

  10. Io non compro ebook che costano più di 5-7 euro. Considerando il fatto che sopra quel prezzo ci costano soltanto i libri editi dalle grandi case editrici non ritengo sia un prezzo giustificabile.
    Sotto quella cifra considero tutto lo stesso prezzo: 0,99 è equivalente a 2,99, etc. per influenza sulle mie tasche (e credo per chiunque compri libri).

    Quello che cambia, al momento, è la percezione dell’acquisto elettronico.
    Non c’è nulla da fare, noi siamo ancora nell’era della “percezione tattile” delle cose, quindi va bene comprare lo smartphone ma non le app, l’ereader ma non i libri, etc.
    Gli stessi pacchetti benessere vengono venduti in cofanetti pieni di carta e fotografie del luogo. Io credo che la gente al momento non vuole comprare ciò che non può toccare con mano.

    • Io ho il tetto di 5-6 euro per gli autori (praticamente tutti stranieri) con cui vado a occhi chiusi.
      Per il resto concordo con te: da 0.99 a 2.99 per me è una fascia unica.
      Certo, se mi fai pagare 2.99 un racconto di 10 pagine (visto anche questo!) magari ci penso su.

      Concordo sulla percezione dell’acquisto elettronico.
      Aggiungerei: soprattutto in Italia.
      Pensa che altrove fanno quasi tutto oramai ticketless, compresi i biglietti aerei, quelli dei musei etc, mentre qui si deve avere il biglietto tangibile e cartaceo, magari pagato in contanti.
      Questo tanto per fare un esempio che esula dai generi di intrattenimento.

  11. Per un romanzo che trovo anche in formato cartaceo, spenderei 10eu, mentre ho comprato romanzi in formato elettronico per 5-6 eu di scrittori poco conosciuti, ma che ho poi apprezzato prendendo anche i successivi romanzi.
    Per 0,99 si trovano cose che valgono molto di più.

  12. Intervengo con una storiella… L’anno scorso finii in ospedale e tirai fuori dall’esperienza una sorta di diario ironico che pubblicai in ebook. Poi venni a scoprire che nell’ospedale (fra medici, infermieri e altri operatori) il libercolo stava andando a ruba, ma invece di comprarlo a 1 euro e 50 lo fotocopiavano a spese dello stato visto che usavano il fotocopiatore dell’ospedale. Probabilmente se fossero stati costretti ad acquistarlo nessuno lo avrebbe letto. Troppo caro? Loro parlavano di problemi a scaricarlo, non tutti hanno lo smartphone o non lo sanno usare etc. Ma io vedo che per utilizzare facebook ci riescono… Non dico altro.

    • Va beh, non ho parole! Ma sentirsi un po’ merde no, vero? Mai?
      Sarà che io, essendo dall’altra parte della barricata, ho sempre trovato sacrosanto versare il mio “obolo” per ripagare le fatiche creative, sia che si tratti di un mp3 che di un ebook.
      Il bello è che stiamo parlando di gente adulta e pure con una cultura sufficiente per capire certe cose…

  13. ci sono troppi ostacoli da superare prima:
    – le persone che leggono sono pochissime… io conosco sì e no 20 persone che leggono almeno un libro all’anno, se poi togliamo chi legge più di uno o due libri (esclusivamente qualche novità vista in tv) la cerchia si restringe a cinque o sei
    – di questa cerchia solo UNO possiede un ebook reader (e lo possiede solo perché stando insieme per circa 10 ore al giorno ho avuto parecchio tempo per spiegargli i vantaggi quindi non so quanto faccia testo) mentre gli altri non concepiscono nemmeno l’idea di comprarlo
    – quell’unico che possiede un ebook reader spende soldi per un ebook solo se ci tiene molto ad averlo, costa meno di 3 euro e non riesce proprio trovarlo per “vie alternative”
    come se non bastasse ci sono altri ostacoli da superare:
    – come già detto da qualcuno tantissime persone entrano nel panico quando si deve comprare qualcosa su internet

    così alla fine di tutta questa selezione arriviamo a quel gruppetto di persone (non mi sorprenderei se in tutta Italia il numero non fosse nemmeno a 5 cifre) che si ritrovano a guardare gli scaffali di amazon… e qui c’è la mazzata finale: ci si aspetta di spendere 99 centesimi o 3-4 euro se il libro è “importante” (e non mi dilungo su cosa ciò voglia dire per alcune persone), 2 euro invece spiazzano il potenziale acquirente che da un lato non può inserirlo nella categoria dei libri “importanti” perché costa troppo poco, dall’altro lo ritiene troppo caro rispetto alla categoria da 99 centesimi… non a caso è considerato il peggior prezzo possibile per un ebook

    troverai interessante questa lettura:
    http://strategieevolutive.wordpress.com/2013/09/27/il-buco-nero-da-1-99/

    • Davide lo seguo quotidianamente, avevo letto l’articolo in questione 😉

      Su tutto il resto, ho già risposto “a spezzatino” negli altri commenti.

      Aggiungo che “le vie alternative” che giustamente citi sono una vera vergogna, specialmente quando si tratta di risparmiare uno o due euro. Spesso si spendono ore per trovare il forum dove si trovano i torrent, iscriversi, scaricare… tutto questo per non spendere pochi spiccioli.
      In questi casi, se ci pensi, non stiamo di persone che vivono del panico dell’acquisto via internet. E’ che proprio sono dei pezzenti.

  14. Io ci sto prendendo la mano in questo periodo a leggere ebook, e il mio problema principale è solo che non vedendoli sulla scrivania, mi dimentico di averli e ci metto molto di più a leggerli (durante una lezione al riguardo è stato evidenziato come problema l’accumulare titoli che poi non si leggono). 0.99 fino a 2.99 (fino ai 5 se é un romanzo e non qualcosa di breve) è un prezzo onesto che non ri cambia la giornata dato che parliamo di qualcosa che viene veicolato tramite aggeggi costosi (ok 12 euro dan brown si invece), penso però che il “titolo” influisca molto: Dylan Dog e il Corriere quando li leggi li ‘mostri’ in metro, l’ebook no. Comunque dovrebbe contare la qualità e la cura, perchè mi è capitato di comperare libri da 12 euro senza che il testo fosse minimamente curato dall’editore.

    • Sì, anch’io accumulo tantissimi titoli, che magari leggo soltanto dopo un anno o due 😛
      In compenso con 20 euro mi porto a casa 7-8 romanzi, al posto che uno soltanto, dal peso di un mattone 😛

  15. La risposta è, come abbiamo sempre detto: “Sì, purché sia gratis, sempre e solo gratis.” Non è gratis? prenderanno altro. 99 centesimi è una concessione assai graziosa verso l’autore, che quasi dovrebbe ringraziare.

  16. Come quelli che, scandalizzati, paventavano sanguinari scioperi ed abbandoni quando hanno scoperto di dover pagare 80 cent annui per whatsapp…
    Con questi non ci puoi ragionare, non puoi sperare di capirli, sono al di là di ogni speranza. E non credo sia una questione di tirchieria o abitudine, è proprio aver buttato il cervello ed utilizzare il cranio come una boccia per i pesci rossi.

    Poi, se uno non è interessato ad un libro, non c’è nulla di male, si fanno anche delle scelte; io stesso ho una lista di libri da leggere così lunga che probabilmente sarà lei a finire me piuttosto che il contrario, e quindi a volte piuttosto che comprare tanto per mettere lì, aspetto, tanto con i prodotti digitali non c’è più il rischio di vedere qualcosa finire fuori stampa.
    Ma di fronte a due euro lamentarsi per il prezzo, significa proprio ” senza addurre motivazioni plausibili”

    • Anche a me è rimasta impressa la “rivoluzione per whatsapp”… una roba che anche se la vedi fai fatica a crederci.
      Ricordo che c’erano i talebani del “tutto gratis” che già suggerivano applicazioni simili, cinesi o russe, per “fargliela pagare a quelli di whatsapp”. Che, nelle loro testoline, evidentemente vivono di spirito santo.

  17. mi par di rifare la pubblicità della Mastercard, ma secondo me “la cultura non ha prezzo”. Certo poi c’è cultura e cultura. Certo non spenderei 3,99 per la trilogia delle 50 s(merd)fumature a meno che non stia morendo dal freddo e necessiti di un falò immediato. Ma per il resto, nn credo proprio sia un prezzo eccessivo meno di 2 euro per un eb…anzi! E poi restano sempre e pesano poco 😉

  18. Se il prezzo è ragionevole io direi sì. Altrimenti, vedi ebook da 8 euri in su, anche no! Manca la percezione dell’ebook perché non è una cosa ”tangibile” secondo me. Con il tempo magari… Anche perché qui non è ancora molto di moda avere l’ereader.. Si perché dato che non si legge molto uno dei pochi modi per farlo espandere è puntare sul farlo essere di moda.. Yeah!

  19. Per me la colpa è della scuola.
    Se si diffondesse la cultura del libro digitale la si estenderebbe per forza di cose anche all’editoria obbligatoria, nel senso che sarebbe una semplice considerazione dire, ok, ma perché non anche per la scuola dell’obbligo/università?
    minor costo= minor prezzo e meno ingombro.
    Sai quanto si ridurrebbe il guadagno complessivo?!
    Ovviamente la mia è una boutade, però che l’editoria tradizionale (italiana) freni su un rinnovo tecnologico è sotto gli occhi di tutti

  20. Ci metto una piccola aggiunta. Essendo il fenomeno dell’autopubblicazione, soprattutto in Italia, all’inizio, c’è molto fermento e anche molta confusione… Ci sono moltissime cose gratis per esempio (non c’è giorno che non si trovi l’invito a scaricare un libro FREE) e molte in promozione a pochissimi centesimi… I lettori digitali (pochi, anche se in crescita, mi sembra che stiamo arrivando al 2% del mercato) sono circondati da infinite possibilità che al portafoglio costano poco o niente. I lati positivi si conoscono. Questo permette forse di aumentare il numero dei lettori digitali e consente ad autori altrimenti sconosciuti di farsi conoscere (come autore indipendente ammetto che gli strumenti a nostra disposizione per emergere dal ‘mare magnum’ del numero infinito delle pubblicazioni sono pochissimi).
    Lati negativi? Il lettore tende ad accumulare sul suo tablet titoli che qualche volta neppure legge e a non considerare la mole di lavoro che c’è dietro quel ‘prodottino’ che si porta a casa con un semplice ‘click’. Dall’altra, a difesa dello stesso lettore va detto che ancora una grande ‘scrematura’ non c’è stata e tra l’infinità di titoli tra cui deve scegliere non c’è sempre una forte garanzia di qualità.
    Credo che sia un mercato che si deve assestare, ecco. Per tutte le cose scritte sopra. Per arrivare a un momento in cui il prezzo di un buon ebook (dico ‘buon’ per dire professionalmente scritto, professionalmente editato e con una buona copertina. Che lo stesso libro faccia impazzire qualcuno e venga detestato da qualcun altro è normalità anche nell’editoria tradizionale) si aggiri intorno ai due/tre/quattro euro e che – anche per gli autori più quotati – non superi i 5 euro (considero i prezzi di molti editori tradizionali ancora eccessivi). Questo mi sembrerebbe abbastanza onesto per chi i libri li scrive e per chi li legge. È vero che un ebook è più facile da acquisire ma il rischio è che gli si dia poco valore. La carta di un libro è bella, ma quello che conta di più sono le parole che ci sono stampate sopra. Quindi il prezzo di un ebook dovrebbe essere quello di un libro tradizionale, sottratte le spese tipografiche.

  21. Veramente assurdo il commento del tuo lettore. Io avevo un e-book a 2.99 l’ho portato a 1.49, ma non si vende uguale. Perché chiaramente non è a meno di 99 centesimi 😉 .
    Quando ho pubblicato il mio romanzo a giugno scorso, ho comprato una copertina, ho fatto 2 anni di correzioni dopo 2 anni di scrittura, ho pagato un’editor con cui ho lavorato bene assieme e che ha reso il testo ancora più bello di quello che è (si lo so me la canto e me la suono). Quelli che lo hanno letto lo hanno gradito molto, ora o mi hanno tutti mentito, oppure è vero. Questo e-book costa 3.99. L’ho tenuto in promozione per un po’, ma la gente, come dici tu, o compra a meno di un euro o si lascia affascinare dai prezzi dei grossi editori, magari ritrovandosi 100 o 200 refusi nel testo. Sto leggendo un e-book che presenta tale problema. Oppure preferiscono comprare l’iPhone 5s anche possedendo già un modello precedente, oppure il nuovo iPad mini, oppure un nuovo tablet perché oggi tutti hanno un tablet, ecc,ecc.
    Il mio non ha DRM, sono stati fatti varie correzioni di bozze, editing con professionista, so che metterlo a prezzo basso non porta la gente a comprarlo, ma a depositarlo nel lettore. Se uno sarà interessato a leggerlo lo comprerà anche a 3.99, che poi sono disponibile anche a regalarlo a chi vuole davvero leggerlo e non vuole spendere 3.99, basta me lo si chieda e che si parli dell’e-book.
    Ho venduto manco 10 copie e mi sta bene. A quel prezzo non ne venderò di più. Tra i bestseller in genere (tra indie e non indie) ci sono certi libri così ben scritti che mi fa piacere non essere un best seller. Ultima chiccha e poi ti lascio. Ho visto che i nuovi editori digitali propongono testi di 30 paginette e-book a 2.99 alcuni anche con DRM. Il mio non ha DRM e ed è di 345 paginette. A questo punto sono contento che i lettori comprino con DRM 30 paginette a 2.99 di un editore e non il mio libro, perché io, quei lettori non li voglio. E non voglio nemmeno quelli che spendono 15 euro per un e-book con DRM e pieno zeppo di refusi. Chiaramente con il mio ragionamento non vado molto lontano, ma se ce l’impegno e il testo dice la sua bisogna anche farlo notare in qualche modo. Fosse anche un modo sbagliato. Io non ne capisco nulla di marketing e l’argomento mi è ostico, forse non dovrei più pubblicare non essendo preparato in tal senso e non avendo il numero di commenti che hai tu nel tuo blog 🙂 .
    Sto pensando di spostarmi sul mercato anglossassone, ma per farlo occorrono risorse economiche. Una traduzione fatta senza errori non è una passeggiata, l’inglese usato in narrativa è lievemente diverso dal solito inglese. Bisogna conoscere bene la lingua, benissimo, oppure pagare un bravo traduttore e le traduzioni costano, ma di certo si viene davvero apprezzati più che nel proprio paese, ma è tutto ancora incerto.
    Complimenti per l’articolo.

    • Esperienza che comprendo bene, la tua.
      I problemi sono tanti.
      Prima di tutto si generalizza molto, sulle autoproduzioni. Come se fossero tutte uguali.
      Molte sono al di là del pessimo, altre sono valide e professionali. E’ che questa cosa occorre ribadirla all’infinito, e comunque molti continuano a non crederci, a non approfondire.
      Poi sì, il prezzo. Inizio a trovare lo 0.99 quasi insultante, eppure sembra l’unico che tira. Praticamente dal gratuito allo 0.99 non cambia poi molto.
      Il mercato anglosassone è forse l’unica alternativa valida.
      Non che sia facile…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.