Ragni (di Claudio Vastano): recensione

Ragni

Ragni
di Claudo Vastano
Dunwich Edizioni
196 pagine, 2.49 euro

Sinossi

«Potevano essere dappertutto e non emettere alcun rumore. Alcuni erano velocissimi, furtivi e con riflessi oltremodo sviluppati. Vi fosse stata più luce, la situazione sarebbe stata più gestibile. Loro odiavano l’illuminazione intensa. Li rendeva ciechi e vulnerabili.»

Charles MacDermhott è l’ultimo superstite della città di Revel e lotta strenuamente contro i ragni giganti che hanno scalzato l’umanità dal podio di specie dominante del pianeta Terra. Le giornate dell’uomo trascorrono in completa solitudine fino all’arrivo di Lucia; la ragazzina è in fuga da Jacksonville, l’inferno terrestre presidiato da orde di aracnidi corridori. Nessuno sa da dove provengano queste creature né chi le abbia create. C’è una sola certezza: non c’è modo di arrestarne l’avanzata. Se MacDermhott sembra abituarsi alla sua nuova condizione di “cacciatore eremita”, altri individui non sono dello stesso parere. Dalle ceneri della società umana divorata dai ragni giganti iniziano a emergere nuovi e più terribili mostri. Chi sono i misteriosi uomini in nero che tiranneggiano fra le strade di una città in rovina e quali sono le loro intenzioni? Mentre una nuova progenie di incubi si appresta a invadere Revel, MacDermhott comprenderà che la più terribile delle minacce può nascondersi soltanto nei meandri più reconditi della mente umana.

Commento

Io sono leggenda coi ragni giganti al posto dei vampiri.
Quest’affermazione potrebbe bastare come recensione. Fatte le debite proporzioni (Matheson resta inarrivabile), Ragni, di Claudio Vastano, è godibile quanto il super-classico della narrativa d’assedio testé citato, e ne richiama le atmosfere in moltissimi passaggi.

Tuttavia sarebbe limitante e sbagliato far passare questo romanzo per una semplice sorta di omaggio al maestro Matheson. Esso riecheggia infatti di altri pregevoli ingredienti. Su tutti va citata l’atmosfera di certi b-movie degli anni ’50, in cui erano proprio gli insetti giganti a minacciare l’umanità.
Solo che qui i ragni titanici hanno già vinto la battaglia, conquistando il nostro mondo. Il loro scopo è semplice e senza fronzoli: mangiarci tutti. Nessuno sa da dove siano arrivati – si pensa a esperimenti militari sfuggiti di mano, ma sono solo voci. Quel che è certo è che i ragni hanno sconfitto gli uomini, trasformandoli in prede di cui cibarsi.
Poche comunità sopravvivono, sparse qua e là, anche se alcune di esse si stanno organizzando come grandi tribù violente e selvagge, governate dalla più classica legge del più forte. Legge al cui solitario Charles MacDermhott (nome che forse omaggia il radiofonista de Il Giorno degli Zombi) vuole sottrarsi a tutti i costi, preferendo il suo status di solitario. Status che però viene meno quando si trova nelle condizioni di dover badare a un’orfanella…

Angolan Witch Spider. Che per fortuna non esiste (anche se circolano foto su FB).
Angolan Witch Spider. Che per fortuna non esiste (anche se circolano foto su FB).

Gli elementi classici del genere post-apocalittico ci sono tutti, ma sono ben gestiti, cosa che, vale la pena ribadirlo, non è mai né semplice né scontata.
Vastano ha una lodevole proprietà di linguaggio e dimostra di aver fatto delle minuziose ricerche sui “cattivi” del suo romanzo, vale a dire i Ragni. Il rigore scientifico con cui sono descritti è lodevole e dimostra grande professionalità.

C’è anche una lettura più “alta”, che però appare piuttosto scontata: chi sono i veri mostri? Gli aracnidi giganti che cacciano perché è la loro natura, oppure i barbari appartenenti al clan del Tribunale, che basano la loro sopravvivenza su saccheggi e brutalità assortite? La risposta che ci dà l’autore non sorprende affatto: meglio gli aracnidi.

I Ragni è un ebook sicuramente consigliato agli appassionati del genere. Non sconvolge con chissà quali slanci di originalità, ma si fa leggere tutto d’un fiato, come un vero e proprio voltapagine. A volte non è lecito chiedere di meglio.

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14 commenti

  1. A me è piaciuto molto , ho dato 5 stelle e lasciato su Amazon una recensione molto positiva , indubbiamente c’è anche Ballard con la sua tetralogia delle catastrofi scritta negli anni ’60 e spunti narrativi di altri autori , però tutto rivisitato in chiave personale , ottimo ritmo e buona caraterizzazione dei personaggi .
    Oltretutto personalmente ritengo sia più complicato rendere tutto in prima persona come ha fatto Vastano .
    C’è un bel finale aperto che lascia spazio ad un seguito …speriamo!

    1. Sì, è un romanzo citazionista, ma scritto bene.
      Gli omaggi ai vari big del genere catastrofico non sono affatto gestiti male, anzi.
      Come nota negativa direi che ai non-appassionati potrebbe proprio non piacere.

  2. Ecco, direi che la parte interessante è senza alcun dubbio quella survival, l’idea dei ragni, considerando anche le reazioni che queste creature suscitano in molte persone già con le loro dimensioni ridotte è semplice ma geniale.
    Mentre invece l’idea dell’ uomo come mostro peggiore dei mostri, forse l’ho già vista troppe vole, a partire dal maestro Romero per apprezzarla appieno.
    Anche se riconosco che sia vera e purtroppo fin troppo realizzabile- del resto i collaborazionisti di tutte le dittature insegnano- però forse mi piacerebbe, di tanto in tanto, trovare qualcuno che utilizzi una chiave di lettura diversa.
    Detto questo però ammetto che il romanzo m’interessa molto, potrebbe diventare una delle mie prossime letture.

    1. Infatti io spingo per far capire esattamente che tipo di romanzo sto recensendo.
      Credo che sia più utile un servizio del genere, piuttosto che straziare il lettore con discorsi su infodump e show don’t tell, che alla fine riguardano pochi “eletti”.

  3. Forse se lo leggessi non lo prenderei troppo sul serio, pensando al divertentissimo Arac Attack! 🙂
    Comunque buona l’idea dei ragni, anche solo per variare un po’ il genere.

  4. questo post mi ha fatto venire in mente il ciclo dei granchi assassini di Guy N. Smith, ben sei libri!
    A proposito di libri apocalittici, io invece ho appena finito un romanzo italiano, “Cronache della fine – Il diario dell’apocalisse” di Francesco Carraro, dove la fine è data dalla sparizione delle persone, prima poche per volta poi in numeri sempre più grandi. Come esordio non è per niente male, forse un pochino tirato per le lunghe e con uno spiegone finale sui motivi delle sparizioni che è un po’ troppo X-Files, però almeno non ci sono zombi. 😉

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