Il vero villaggio dei Sette Nani

Margharete von Waldbeck - la vera Biancaneve.
Margharete von Waldbeck – la vera Biancaneve.

Si dice che in ogni leggenda c’è un fondo di verità. Quest’affermazione vale forse anche per le fiabe? Forse non per tutte, ma per alcune sì.
Per Biancaneve, per esempio, pare che i fratelli Grimm abbiano attinto a poco noti personaggi storici, da cui ricavare i protagonisti di una delle loro fiabe più famose.
Siamo nella Germania del XVI secolo, in una remota provincia, nota alle cronache soprattutto per la bellezza della giovane contessa Margarethe von Waldbeck. La ricchezza della sua contea era dovuta alle miniere di rame, in cui lavoravano dei bambini “ritardati nella crescita a causa del lavoro faticoso, della scarsa alimentazione, e vestiti con indumenti larghi e dotati di cappucci, tali da renderli simili ai nani delle leggende“.
Pare che la bella Margarethe fosse destinata in sposa a Filippo II di Spagna, ma poi il matrimonio fu annullato, perché così vollero altre esigenze politiche e altre pretendenti più importanti.
La giovane contessa morì avvelenata a soli 21 anni, per motivi ignoti.

Secondo alcuni seri studiosi delle fiabe dei Grimm, i due fratelli si avvalevano di collaborati per raccogliere informazioni e suggestioni riguardanti lo scenario e i personaggi delle storie che si accingevano a scrivere.
Uno di questi referenti si occupò di inviare rapporti dalla contea dei von Waldbeck e in particolare dal villaggio di Bad Wildungen, sorto sulle già citate miniere di rame. Qui vivevano i bambini-minatori, descritti appunti “simili a nani”, vuoi per gli abiti che indossavano, vuoi perché molti di loro era probabilmente ritardati, venduti dai genitori per lavorare negli angusti e ricchi sotterranei.

Abbiamo dei dati molti circostanziati: l’anno è il 1533 e il conte, fratello di Margarethe, è Samuel von Waldbeck. Dopo aver perduto la madre e allo scioglimento dell’importante fidanzamento, la contessina venne affidata a una matrigna di un casato minore. Da qui potrebbe derivare il personaggio di Grimilde, la regina cattiva della fiaba di Biancaneve, su cui torneremo a breve.

Biancaneve reinterpretata da una modella.
Biancaneve reinterpretata da una modella.

A Bad Wildungen viveva anche un alchimista con la fama di essere un grande esperto in veleni. Pare che i suoi esperimenti con tossine e altre pozioni avvenissero soprattutto sulle mele prodotte dal frutteto locale. Quando Margarethe venne trovata morta avvelenata, fu l’uomo a essere accusato, catturato e giustiziato, anche se probabilmente si trattava di un omicidio su commissione (per motivi politici o di eredità, immagino).

Un altro aspetto che corrisponde alla fiaba dei Grimm è una grossa abitazione collettiva che ospitava quei bimbi-minatori rimasti orfani o definitivamente venduti dalle loro famiglie. Era un edificio dotato di saloni ampi ma dal soffitto basso, con dormitori che ospitavano fino a sette bambini per ciascuna stanza.

Eckhard Sander, uno dei più rinomati studiosi dei Grimm, elenca tutte queste “coincidenze” come spunti presi dai fratelli per la prima stesura di Biancaneve. Ne aggiunge un altro, riguardo ad alcuni roghi di streghe a Bad Wildungen, tra il 1532 e il 1534, anni in cui la contea fu attraversata da fenomeni di questo tipo. Dunque è possibile che la già citata matrigna di Margharethe venne “fusa” – narrativamente parlando – con la figura dell’alchimista untore, e con una delle streghe arse vive, dando così origine alla malvagia Grimilde, uno dei villain più riusciti di sempre.

Grimilde.
Grimilde.

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22 commenti

      1. Sempre interessanti, i risvolti delle fiabe… anche io mi imbattei in qualcosa su Hamelin anni fa, se non ricordo male qualcuno legava i fanciulli alla crociata dei bambini o a bambini venduti, non ricordo bene… fatto sta che ci fu un tempo in cui i bambini sparirono da Hamelin. E i topi non c’entrano 🙂

  1. Interessante, come sempre 😉 Mi aspetto di vedere in futuro un film al riguardo 😛 dato che ultimamente c’è questa tendenza a reinterpretare le fiabe, rendendole più “verosimili” o allineate alle stesure originali. In questo caso, fatto come si deve, potrebbe essere una pellicola interessante.

  2. Complimenti, un articolo veramente interessante e, soprattutto, un ottimo lavoro di ricerca e approfondimento che mi ha spinto a ricordare i vecchi libri di fiabe della mia infanzia che ancora conservo con cura. Storie come Hansel e Gretel altro non sono che racconti horror privi di qualsiasi buonismo se non il lieto fine. Anche se nel pifferaio magico non c’e neanche quello. P.S. la modella che interpreta Biancaneve nella foto a corredo di questo articolo, non è una qualsiasi ma Rachel Weisz…..

    1. Sicuro che sia Rachel? Io l’ho trovata su un Deviantart, indicata genericamente come modella. Nel caso, colpa mia 😀

      Il resto te lo quoto tutto.

      1. Si è Rachel fotografata da Annie Leibovitz nel 2007 insieme ad altri personaggi noti come Federer e Beckham per interpretare personaggi delle favole. Io lo ricordavo solo perché ho una fissazione tutta mia per la Weisz.

  3. Il mio film preferito del genere è “i fratelli grimm e l’incantevole strega” *-* e anche ‘Biancaneve nella Foresta Nera’ mi era piaciuto di più rispetto all’ultimo. Non sapevo ci fosse una Biancaneve così ‘recente’ e reale. Anche per via della statua di Grimilde sulla cattedrale che usarono gli animatori Disney (quelli famosi per esser entrati in Germania negli anni Trenta per lavorare ad un film di animazione e molti di loro pare non sapessero disegnare), l’uso della mela e dei nani minatori mi retrodatavano tutta la faccenda. Certo è che tutte le storie coi bambini tipo Pifferaio, Hansel&Gretel etc mi hanno sempre inquietato.

      1. So che lui adorava Biancaneve perchè era una storia tedesca, voleva fare un sacco di progetti ma la mia sapienza si ferma qui *-* per cui aspetterò il tuo post futuro!

      2. Hitler aveva un culto per Biancaneve e si faceva proiettare privatamente la pellicola dato che ufficialmente il regime non distribuiva film americani. Forse questo è l’unico punto in comune con il suo rivale Stalin che dopo aver visto sempre privatamente Biancaneve definì Disney un benefattore dell’umanità.
        Da parte nostra Biancaneve uscì regolarmente nelle sale anche durante il regime dato che Mussolini era un grande ammiratore di Disney(mi pare che fu indetto un concorso per trovare la doppiatrice di Biancaneve).
        Ho visto un documentario che parlava di queste cose.

  4. Molto interessante (e inquietante).
    Non pensavo che venissero usati bambini nelle miniere, anche da un punto di vista cinico credevo che il lavoro fosse troppo duro per loro e quindi fossero “scarsamente produttivi”.
    O forse “costavano poco”.

  5. Non sapevo nulla di queste fonti reali per la fiaba dei Grimm! Fantastico, ho scoperto un sacco di cose nuove. Certo, così la storia diventa un po’ più macabra… Poveri bimbi.

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