fumetti

Cosa ci insegnano gli eroi

L'Eroe

Questo post va a riagganciarsi con quello su mitologia e media moderni.
Nei commenti all’articolo in questione mi è stata suggerita una corposa graphic novel di David Rubìn, divisa in due volumi: L’Eroe. Devo ringraziare Salomon Xeno per la segnalazione, perché si è rivelato il libro a fumetti più bello di questi primi mesi del 2014.
Con L’Eroe Rubìn riscrive la storia del grande Eracle (Ercole) e delle sue leggendarie dodici fatiche. Lo fa attualizzando però il contesto in cui il figlio bastardo di Zeus si muove. Non è più la Grecia antica, bensì una versione semi-fantascientifica di quell’epoca. Accanto a mostri e guerrieri ci sono elementi di contemporaneità, quali i computer, i telefoni, le auto, la pubblicità. Quindi Dei e semidei sono un compromesso tra i moderni supereroi e le icone classiche della mitologia ellenica.
In questo coloratissimo romanzo a fumetti “pop-epico” l’autore ci regala soprattutto una lucida, coinvolgente e profonda riflessione sul significato dell’eroe, su quanto esso può essere tormentato, e al contempo indispensabile per l’umanità intera. Sia per quello che fa, sia per ciò che rappresenta. Non solo: Rubìn ci mostra anche come un eroe può fallire miseramente, ma comunque essere ricordato come uno dei più grandi di sempre.

Ma questo articolo non vuole essere una recensione vera e propria.
L’Eroe è un dittico che sicuramente vi consiglio. Recuperatelo e conservatelo, perché ne vale la pena. Costa parecchio, ma appartiene a quel genere di graphic novel che un vero appassionato dovrebbe collezionare e rileggere almeno una volta all’anno.

Mi permetto invece di fare qualche breve considerazione sugli eroi.
Negli ultimi anni c’è stato un dilagare progressivo di antieroi, ossia di combattenti tormentati, sempre divisi sottilmente tra bene e male, spesso senza pietà (anche quando combattono per i giusti), di sicuro da non prendere come esempio per i bambini.
Parlo di personaggi come il Punitore, il Mad Max dei primi due film, il Giudice Dredd, il Giustiziere della Notte, i membri della squadra anti-supereroistica dei The Boys, etc etc.
Personaggi che io adoro, e che trovo riuscitissimi.
Al contempo c’è però da registrare un rapido decadimento della figura dell’eroe old style, il classico buono in senso assoluto, che fino a trenta/quarant’anni fa era l’unico (o quasi) presentabile al grande pubblico.

L'Eroe 2

Tex Willer, Zagor, Superman, Flash Gordon, Steve Rogers, Doc Savage: gente tutta d’un pezzo, che non ha mai dubbi nel momento di prendere la decisione giusta, ossia quella porta meno danni al prossimo, e un bene maggiore a chi lo merita.
Sono personaggi giudicati parecchio sorpassati e – per molti versi – spesso lo sono davvero.
Non a caso molti degli eroi old style hanno subito dei reboot un poco più dark e violenti. Come si dice… è il marketing, bellezza.
Però a volte i vecchi leoni funzionano ancora, come nel caso dell’ultimo film su Cap America, dove il supersoldato si presenta al mondo intero come tutti hanno imparato a conoscerlo: coraggioso e schierato dalla parte del Bene, senza se e senza ma.
Un simbolo.

Ma quindi sarà poi davvero così moda, parlare di eroi indiscutibilmente buoni? Magari umani, come umano è l’Eracle di David Rubìn.
Umani, ossia fallibili, coi loro difetti, le loro controversie interiori. Ma sempre convinti di combattere per un bene superiore.
Parafrasando la graphic novel in questione:

Un eroe non è chi vince una lotta, ma chi lotta pur sapendo che potrebbe non vincere.

L'Eroe 3

Il che riassume per bene il succo del discorso.
E, attenzione, non voglio commenti populisti del tipo “I veri eroi sono i dottori/pompieri/volontari del pronto soccorso/poliziotti” etc etc. Perché è una banalità. Vera, ma pur sempre banale.
Qui parliamo di simboli. E sosteniamo che, a furia di leggere/vedere le azioni di eroi con ideali, per quanto calati in contesti fantastici, è inevitabile assorbire qualcosa di buono da loro.
Il che, a a voler ben guardare, non può che giovare a chi decide di percorrere questo percorso formativo.

L'Eroe 4

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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22 risposte »

  1. Ho sempre adorato i personaggi mascalzoni però buoni, ovvero personaggi caotici, ribelli che lottano per sé stessi, ma che facendolo non fanno realmente male a nessuno.
    Ero innamorato della figura “romantica” del ladro, un avventuriero esperto che ruba agli altri non per necessità, ma per dimostrare il proprio valore e la propria abilità.
    Poi crescendo ho scoperto “Doctor Who” e da lì mi sono innamorato del concetto dell’eroe presentato in quella serie tv.
    Un eroe intellettuale, che non lotta fisicamente ma cerebralmente, un eroe su cui dipende il destino di migliaia di mondi e di universi.
    Nonostante le cose orribili che egli vede, per la maggior parte il Dottore rimane integro, saldo sui suoi principi come una montagna incrollabile.
    Uno degli aspetti più interessanti di “Doctor Who” è sempre stato quello del cercare una soluzione pacifica, il Dottore fornisce sempre un’opportunità ai suoi nemici di redimersi nonostante loro siano il male assoluto.
    Nel recente reboot poi hanno cominciato a renderlo più “dark”, più oscuro, mostrando oltre alla patina da fantascienza “caciarona” anche gli aspetti più seri e le immense responsabilità che il ruolo del Dottore comporta.
    Il Dottore non è solo un eroe, è un simbolo di come l’umanità deve migliorare ed è per questo che mi piace molto come personaggio.

    • Il Doctor Who è un ottimo esempio di eroe positivo e senza particolari ombre (tranne quelle che sottolinei tu verso fine commento).
      Non sono un fedelissimo del telefilm, ma ne riconosco la bontà assoluta…

  2. A me piacciono gli eroi con qualche debolezza perché riesco più facilmente a identificarmici (quelli fermissimi che non esitano mai, beh, li vedo troppo perfetti, non so se rendo l’idea).
    Comunque è vero che un eroe positivo deve necessariamente trasmettere qualità positive. Credo che il proliferare di eroi non proprio positivi rispecchi l’incertezza morale del mondo d’oggi, un mondo in cui i disonesti spesso fanno più strada degli onesti e vengono persino giustificati da mass media compiacenti. Ovvio che diventi difficile credere che esistano ancora gli uomini “tutti d’un pezzo”.

    • Oppure gli eroi in stile “giustiziere” (che a me per inciso piacciono) denotano una sfiducia totale nella risoluzione civile di problemi e soprusi.
      Per certi versi è inquietante.

  3. Punisher nasce dal desiderio della marvel di pensionare Cap (anni ’70 circa, cap è il fumetto che per i ragazzi rappresenta la vecchitudine dei padri) e contemporaneamente di seguire l’attualità (il Vietnam fu la prima guerra davvero documentata bene, gli americani ne presero una caterva e PUFF esce l’antieroe). Così è stato per Dredd -anni ’80, l’Inghilterra era piena di controversie sociali-. I supereroi ormai rispecchiano la società che li ha creati estremizzandola, oppure rubano a piene mani da mitologie spostando l’asse da magia verso la fantascienza. Il problema penso sia che negli ultimi 10 anni siamo stati investiti solo da reboot, parodie e l’unico nuovo se non sbaglio è Sentry (che poi è stato terminato). L’eroe per me resta quello che, nonostante le esigenze di ambientazioni, riesce a manifestare umanità fino alla fine -al contrario l’antagonista sacrifica di più. Per questo abbiamo gli eroi mitologici “figli di” (eracle e thor) e non i “papà” (odino e Zeus, la cui immagine è troppo assoluta).

  4. Saro old style ma l’eroe vero è proprio quello al di sopra degli interessi personali e che sceglie sempre per il bene (in un certo senso se non fosse superiore alla massa non sarebbe un vero eroe). Per questo ho apprezzato tantissimo l’ultimo Capitan America che fa la figura dell’unico veramente puro; una figura degna di Parsifal.

  5. Sono contento ti sia piaciuto! Anche per me è stata una bella scoperta.

    A me gli eroi piacciono. Rispetto all’antichità, per risultare credibile, l’eroe moderno ha bisogno della sua umanità: è solo attraverso l’identificazione che risalta il suo eroismo. Io sono un grande fan di PK, che ho divorato nella mia adolescenza, e una delle storie più belle, “Trauma”, ha come tema il superamento della paura da parte di Paperino, non solo un supereroe, quindi, ma anche un piccolo papero.
    (Ok, sostituite “umano” con “papero” e il discorso regge!)

  6. Un eroe parla per una collettività, per una comunità, per una civiltà.
    Incarna gli elementi migliori di quella civiltà, è come i membri di quella civiltà vorrebbero essere.
    Nella narrativa, o nella vita reale.
    Perché poi la narrativa è uno strumento per mediare e filtrare la vita reale.
    Per imparare.
    Io appartengo a una generazione fortunata – a differenza di chi era venuto prima, noi ragazzini nei primi ’70 avevamo eroi “veri” che non erano guerrieri, erano astronauti.
    L’avventura come esplorazione (o viceversa!)
    Io credo che un sacco di cose abbiano smesso di girare nel senso giusto, quando gli astronauti hanno smesso di essere i nostri eroi.
    Li abbiamo sostituiti con le celbrities.
    Non desideriamo più lo spazio, vogliamo il red carpet.
    (e credo ti ruberò l’idea, e ci farò un post)

    • Io sono molto legato all’idea classica dell’eroe.
      Il buono, magari con tanti difetti, che combatte per il debole.
      L’Ercole di questo fumetto è stupendo, in questo ruolo.

      Però sì, anche quando erano gli astronauti a essere eroi non era affatto male 🙂
      O anche una vecchia generazione di sportivi, che erano più “combattenti” che non facce spendibili per il marketing.
      Mi viene in mente, per dire, Jesse Owens.

      Aspetto ben volentieri il tuo post!

  7. Bellissimo post, mi spiace averlo letto solo ora… Io ho un debole per l’Eroe buono, quello senza macchia… Per le macchie ci sono già io, mi bastano. 😀
    Forse in particolare l’inizio del commento di Davide è la.cosa.che rispecchia meglio ciò che penso… È il motivo per cui, ad esempio, preferisco gli eroi di Tolkien ai personaggi di Martin. Diciamo che sono un po’ fan dei “legali buoni” XD
    E anche se subisco il fascino del “caotico buono”, il malvagio non mi attira…

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