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Mitologia e media moderni

Norse Mythology

Riagganciandomi al post di ieri (che tra l’altro segnala una promozione in corso oggi), voglio spendere due-parole-due sulla mia passione di lunga data per la mitologia. Soprattutto per quella classica, ma non solo.
Uno dei primi libri che mamma mi regalò era, se ricordo bene il titolo, La Storia delle Storie del Mondo. Una sorta di versione semplificata dell’Iliade, con tanto di splendide illustrazioni. L’amore fu immediato e assoluto. Un bambino di 7-8 anni poteva forse resistere al richiamo di battaglie, eroi, armature, divinità guerrieri e chi più ne ha più ne metta? Certo che no.
Per me fu come l’aprirsi di un universo parallelo, che andava ben oltre il reale e il tangibile. Seguirono, a stretto giro, letture ancor più di fantasia (e certamente più attuali), dai librogame a La Storia Infinita, passando per i romanzi di Conan pubblicati dalla Fantacollana Nord. Impiegai qualche anno per comprendere che, gira e rigira, gran parte di queste narrazioni si rifacevano proprio alla mitologia. E non solo in campo fantasy, bensì anche nella fantascienza, spesso nei thriller (dove i rimandi sono simbolici) e altrove.

Il termine “mito” (μύθος, mýthos) possiede in Omero ed Esiodo il significato di “racconto”, “discorso”, “storia”.
Un racconto “vero” , pronunciato in modo autorevole [8] perché «non c’è nulla di più vero e di più reale di un racconto declamato da un vecchio re saggio».

La passione per la mitologia non è mai svanita.
Ne ho cercato i richiami in molti campi, a partire dall’Arte, passando per il cinema, i giochi di ruolo, i fumetti. Il media principale è però rimasto il libro (o ebook, non fa differenza).
Sia come lettore che come scrittore ho sempre reso omaggio a quell’immaginario che, da ragazzino, mutò per sempre il mio modo di vedere il mondo.
Da piccolo era soprattutto una questione di fascinazione per mostri, guerrieri, eroi e prodigi. Crescendo si notano altre sfumature, più profonde e complesse. Il già citato simbolismo, che racchiude una magia molto più intensa e concreta di quella venduta un tanto al kg dai romanzetti fantasy moderni.
C’è poi da considerare il discorso degli archetipi, che nei racconti mitologici sono tanto ben rappresentati. Non a caso, ancora oggi, ci sono pochi film o libri che sfuggono a strutture narrative già delineate migliaia di anni fa, nei cosiddetti cicli mitologici.

Two Satyrs: 1618 by Peter Paul Rubens.
Two Satyrs: 1618 by Peter Paul Rubens.

Non da ultimo, la mitologia intesa come Arte offre una quantità infinita di bellezza di cui nutrirsi. Parlo di quella bellezza che va oltre la rappresentazione del reale e del visibile, per far viaggiare la mente altrove, con altre prospettive.
Oggi assistiamo e ci beiamo (io per primo) di certi prodigi riguardanti certe creazioni grafiche che girano sui social network. Basta fermarsi qualche secondo a riflettere per comprendere che tali cose già venivano offerte all’uomo in tempi remotissimi, vuoi dal poeta, dal cantore, o dall’artista (scultore, pittore etc) che sceglieva di ispirarsi ai racconti del Mito.

Tra l’altro oggigiorno c’è una grande riscoperta e reinterpretazione di quelle storie. Spesso avviene con film che puntano soltanto sull’aspetto favolistico e spettacolare (penso ai remake di Scontro di Titani), altre volte lo si fa attraverso l’urban fantasy, che mischia elementi classici in un contesto moderno/contemporaneo.
Giusto per citare alcuni titoli che ritengo capisaldi del genere, recuperate American Gods, di Neil Gaiman, il Ciclo delle Incarnazioni, di Piers Anthony (che esaminiamo domani), il mai troppo elogiato Thor meets Captain America, di David Brin, La Trilogia di Nikopol (graphic novel di Enri Bilal). Forse non sono i titoli che vengono nominati per primi, quando oggi qualcuno pretende di parlare di urban fantasy, ma questo blog è differente.

American Gods

C’è poi anche tutto il discorso relativo alla narrativa supereroistica, che alla Mitologia attinge a piene mani. Non parlo solo di personaggi quali possono essere i marvelliani Thor ed Ercole o l’Apollo del gruppo Authority, bensì di intere trame e saghe.
Prendete il film The Avengers, campione di incassi ed elogiato dalla critica: il villain principale è Loki, direttamente dalla mitologia norrena, adattata al marvelverso. Ma spesso è soprattutto l’epica di quelle storie, gloriose e tragiche al contempo, a riecheggiare attraverso i superuomini in costumi sgargianti.
Spostandoci dall’altro lato del Pacifico, in Giappone, è impossibile non citare I Cavalieri dello Zodiaco, monumentale anime/manga, interamente basato sui cicli mitologici più famosi e importanti.

Su queste pagine ho poi parlato più di una volta dell’ottimo autore inglese James Lovegrove, che con la sua serie sui Pantheon, composta da libri indipendenti e autoconclusivi, ci ha proposto degli ottimi romanzi di fantascienza distopica, in cui gli Dei del Mito (da più culture differenti) sono tornati sulla Terra, spesso come tiranni o dittatori. Fatevi un giro sulla mia pagina dedicata alle recensioni, per scoprire qualche suo titolo.

Come scrittore, come oramai sapete, sto facendo la mia piccola parte con ciclo La Lancia di Marte (Agonalia, Summanus, Xolotl e presto Tiamat), ma in realtà ho preso spunti dalla mitologia classica in più occasioni, da Due Minuti a Mezzanotte a diverse altre novelette già pubblicate.
Senza dimenticare tutte le immagini in tema, che posto sui miei social network (attualmente soprattutto sul mio profilo Pinterest, da poco aperto).
La passione continua.
Il Mito vive forte in me.

Medusa

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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19 risposte a "Mitologia e media moderni"

  1. Bel post.
    Esiste tutto un discorso sul fumetto supereroistico come nuova mitologia, che sarebbe divertente sviluppare – dal solito Alan Moore a gente come Grant Morrison, ma anche autori classici come Kirby e Lee.
    Per ciò che riguarda il fantasy contemporaneo, forse uno dei problemi più gravi di tanti autori da tre lire è proprio la mancata comprensione delle strutture mitologiche – spesso conosciute attraverso bignamini e utilizzate come sterili scatole di montaggio o template per storie assolutamente inutili (quasi quasi ci faccio un post).

    1. Credo che il discorso si ricolleghi al tuo, di pochi giorni fa.
      Certi autori scrivono di cose che amano, ma senza nemmeno conoscerle bene, bensì limitandosi a scopiazzare romanzi e fumetti che gli sono passati sotto gli occhi.

  2. La mitologia è viva e vegeta per chi la sa maneggiare, penso al Beowulf di Zemeckis (sceneggiatura di mr. Gaiman) che personalmente adoro! Mi ricollego al discorso che hai fatto sui fumetti per segnalarti “L’Eroe” di David Rubin. Tornerò a parlarne con un articolo su entrambe le parti, è un’opera interessantissima che ripropone il mito di Eracle, che è qui un eroe post supereroi, con molteplici riferimenti sia all’arte di Kirby, che ha ispirato Rubin, sia a personaggi come Superman e Batman/Bruce Wayne.
    Come dicevamo, la mitologia è viva. 🙂

    1. Ecco, non costasse così tanto, la graphic novel di Rubin l’avrei presa dopo questa tu segnalazione, perché pare proprio bello.
      Faccio un giro nel negozio dell’usato di fiducia e vedo se riesco a recuperarlo 😉

      1. Sono piuttosto recenti, quindi spero che nessuno l’abbia liquidato così in fretta. Oppure puoi sperare che esca in digitale! La Tunué l’ha fatto per alcuni volumi,

  3. Direi che condivido con te l’infatuazione per la mitologia in tenera età! Infatuazione che stenta a spegnersi, tra l’altro, e che mi piacerebbe poter approfondire meglio, avendo più tempo.
    E concordo con Davide, c’è chi usa la mitologia come generica fonte di nomi fighi, concetti fighi, mostri fighi, e poi li accrocchia alla come viene, senza aver capito o approfondito quello con cui sta pacioccando. Il che è sempre un dispiacere, perché c’è tanto di quel materiale davvero potente, nelle storie che si raccontavano i nostri antenati, millenni fa…

    1. Approfondire non va più di moda.
      Oramai a fare scuola sono i romanzi young adult, da cui i giovani lettori pensano di poter trarre insegnamenti validi anche a livello storico/culturale.
      Ma forse manca una posizione intermedia tra editoria e lettori, per far tornare i libri a un sano scopo di istruzione, specialmente se rivolti a soggetti in età scolastica.

  4. Bellissimo articolo, Alex. “Storia delle storie del Mondo” me lo regalarono anche a me, assieme ad altri Libri della collana “Dei ed eroi della Mitologia……”

  5. Anch’io sono parecchio appassionato di mitologia, anche di quella più esotica… in tempi remoti accarezzai persino l’idea di farne il tema per un blog.
    Quindi per me è stato un piacere leggere la tua saga de La Lancia di Marte: con Xolotl, è riuscita a incuriosirmi riguardo una delle mitologie per cui nutrivo meno passione, quella pre-colombiana.
    E riguardo a 2MM, ho adorato Loxias 😀

  6. Sarà un retaggio del Liceo Classico, ma anch’io faccio parte della schiera degli appassionati di mitologia. Non per niente sono andato a pescare nella mitologia greca anche il nome di mia figlia: Elettra (sperando che la cosa non mi porti troppa sfiga, però…).
    Quanto ai media mitologici che più mi hanno entusiasmato, bè, oltre ai cavalieri dello zodiaco direi senza ombra di dubbio la serie di videogames di God of War. Inarrivabile. Invece American Gods non mi è piaciuto più di tanto. Sarà che non mi piace Gayman.

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