Breve rassegna fumettistica di luglio

East of West 2

In questo mese di luglio ho letto molti fumetti da edicola.
Essendo impensabile recensirli uno a uno (nonché molto noioso), preferisco presentarvi un breve resoconto per tutti gli albi che ho comprato.
Come vedrete, a questo giro sono tornato con decisione sui prodotti Bonelli, in cerca di ispirazione weird western per la scrittura del secondo e ultimo libro della saga del brigante Biondin.
E la Bonelli, pessima in molti generi, tiene ancora piuttosto bene quando si tratta di fantawestern. Tra l’altro ho comprato un albo di Zagor dopo qualcosa come vent’anni di interruzione. Periodo in cui le uniche storie del guerriero con la scure che ho letto mi sono capitate sottomano dal parrucchiere.
Beh, è stata una piacevole riscoperta.
Ma andiamo con ordine.

Uccidete Caravaggio!

Uccidete Caravaggio

di Giuseppe De Nardo, Giampiero Casertano, Aldo Di Gennaro, Arianna Florean
128 pagine (a colori)

Tra intrighi di cardinali e sicari, cavalieri di Malta e soldati mercenari assoldati per fare la pelle al pittore in fuga dopo l’uccisione di Ranuccio Tommasoni nel 1606, il fumetto, condotto con una invenzione che rispetta abbastanza quello che sappiamo oggi di Caravaggio, si chiude con la morte per le febbri malariche sulla spiaggia di Porto Ercole (da: Avvenire.it)

Un buon fumetto, questo numero uno di “Speciale Storie”. La realizzazione a colori, ben curata e dettaglia, giustifica il prezzo abbastanza alto dell’albo (6 euro), che ovviamente è autoconclusivo.
Uccidete Caravaggio! è quasi una storia western ambientata nel Seicento, raccontata dal punto di vista di un cacciatore di taglie hidalgo ingaggiato per catturare o uccidere Michelangelo Merisi detto Caravaggio.
Narrazione serrata, duelli e ottima ricostruzione rendono riuscita questa graphic novel, che forse manca di un po’ di mordente ma non certo di classe.
Consigliato l’acquisto agli amanti della Storia.

Lilith: Storia Notturna

Lilith

di Luca Enoch
132 pagine (bianco e nero)

Alla fine del XVI secolo, in una cittadina podesteria di Genova, il podestà argina il malcontento popolare per la prolungata carestia, riversando la colpa sulle “sciagurate donne” che praticano la stregoneria e procedendo all’arresto di guaritrici e prostitute. Si mette in moto, così, un meccanismo perverso: sotto tortura, le sventurate accusano altre donne fino a coinvolgere anche le mogli e le figlie dei notabili del posto. In questo contesto inquietante, Lilith dà la caccia al portatore del Triacanto, senza avere alcuna idea di quale possa essere la sua identità e passando attraverso le spaventose maglie dell’Inquisizione!

Per quanto Luca Enoch rimanga uno dei miei fumettisti italiani preferiti, la saga di Lilith continua a convincermi a metà. Anzi, anche un po’ meno.
Questa nuova storia, ambientata nel XVI, tra streghe e superstizioni, non ha particolari motivi di pregio, anche se fa il suo compitino senza infamia. Certo, da un pezzo da novanta come Enoch mi aspetto sempre qualcosa di più…
Non so se seguirò la collana fino alla fine, anche perché l’evoluzione della protagonista mi pare molto lenta…

Maxi Zagor: Il Varco tra i Millenni

Zagor

di Moreno Burattini, Esposito bros., Gallieno Ferri
256 pagine (bianco e nero)

Più di diecimila anni Avanti Cristo, nelle caverne di Meadowcroft, in una remota regione dell’attuale Darkwood, viveva una comunità di cavernicoli, terrorizzati dalla presenza di un branco di tigri dai denti a sciabola. Gli uomini preistorici credono gli Smilodonti divinità malvagie: solo uno di loro, il guerriero Whi-Koah, è convinto che possano essere uccisi e decide, coraggiosamente, di andare a combatterli da solo… Millenni più tardi, negli stessi luoghi, Zagor cerca in impedire che un gruppo di sicari, capitanati dall’acrobatico Shane, raggiunga la spedizione del professor Whitney. “Doc” Lester sta guidando l’antropologo alle grotte di Meadowcroft, dove vorrebbe studiare alcuni graffiti preistorici. Proprio nel punto in cui Whi-Koah ha affrontato gli Smilodonti, ha inizio un’incredibile lotta che sembra aprire un varco tra due epoche tanto distanti nel tempo!

Ottima storia inedita di Zagor, un weird wester che tratta di realtà parallele, viaggio nel tempo (una specie, via) e criptozoologia.
L’albo è molto lungo e ben curato. Possiede lo spirito dello Zagor originale, senza rinunciare a degli spunti che piaceranno parecchio agli appassionati del fantastico. Certo, non è lecito aspettarsi colpi di scena mirabolanti, perché nei bonellidi classici l’eroe ha sempre la meglio. Però due o tre ore di sano intrattenimento possono fare senz’altro bene al lettore ben predisposto.

East of West 1: La Promessa

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di Jonathan Hickman
144 pagine a colori

Un secolo fa una cometa si schiantò in America ponendo fine ad alla guerra e permettendo la nascita delle Sette Nazioni d’America nello stesso giorno in cui veniva scritto il secondo libro dell’Apocalisse.
Anni dopo i Cavalieri dell’Apocalisse si ritrovano per portare a termine il loro ultimo compito, ma prima dovranno trovare Morte, il quarto fratello, che ha dei piani personali per la fine del mondo e non intende farsi mettere i bastoni tra le ruote.

Fantascienza, weird west, urconia e apocalisse: tutto in uno.
L’autore è il geniale Jonathan Hickman, la saga è East of West. Si parte con la presentazione delle parti in gioco, e col tratteggiare il mondo in cui esse si muovono.
Le premesse per una grande storia ci sono tutte, di sicuro comprerò il secondo volume per verificare gli sviluppi. Poi deciderò se seguire la saga fino alla fine.

– – –

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7 commenti

  1. Lilith sta procedendo lentissimamente, vero. E’ ancora più lento di Gea (precedente opera solista di Enoch) e lo seguo per il valore intrinseco di alcuni episodi (quello vichingo e quello in Cina durane l’invasione cinese su tutti), Enoch al momento il meglio lo sta dando, secondo me, su Dragonero.
    Si tratta di un fumetto che inizialmente ho guardato con immenso sospetto (puzza di cliché da ogni lato) e che mi son deciso a comprare solo per la presenza del nostro alla sceneggiatura ma che superato il ciclo introduttivo (4 numeri telefonatissimi) mi sta prendendo un sacco: è Tex fantasy, non ci sono santi, ma è scritto proprio bene

  2. Se ti piace il fantawestern alla Bonelli credo proprio ti piacerà anche questo 😉 l’ambientazione per un certo verso è cliché, non lo appare soltanto (la tragedia del passato che ha cambiato il mondo, gli umani che creano un Impero sulla falsariga di quello romano, l’eroe dalle ampie vedute che rifiuta i conflitti che l’Impero nutre verso gli altri Popoli, il parente del protagonista che ha preso una strada opposta, il vecchio mago mentore ecc.), però scendendo nel dettaglio si rivela molto verosimile e ben congegnata, con una serie di elementi sì stravisti ma che si tengono bene insieme senza dare l’idea di esser stati messi “tanto per” o perché non puoi fare un fantasy senza la Sacra Triade Elfica. Si vede che Enoch e Vietti questa ambientazione la stavano covando da una vita.

    Errata corrige: nel precedente commento ho sostituito “invasione giapponese” con una improbabilissima “invasione Cinese” della Cina ^^’

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