Tre racconti per approcciarsi a Lovecraft

HP Lovecraft

Se esiste uno scrittore fondamentale per gli appassionati del fantastico, questi è Howard Phillips Lovecraft, il solitario di Providence.
Credo che sia impossibile innamorarsi di orrore, fantascienza e delle varie ibridazioni che stanno nel mezzo senza conoscere HPL e la sua vasta produzione di racconti e romanzi brevi.
Eppure è possibile che, specialmente nelle nuove generazioni di lettori, qualcuno non sia molto “pratico” di Lovecraft, o che lo conosca solo per sentito dire.
Fortunatamente esiste un vasto catalogo – digitale e cartaceo – di antologie a bassissimo prezzo, anche in italiano. Recuperando uno di questi volumi si può entrare nel mondo di HPL, familiarizzando così con le tematiche portanti della sua concezione del fantastico. Tutto il resto, saggi, opere derivative, poemi, possono semmai essere recuperati in un secondo tempo.
Se dovessi consigliare a un neofita tre opere con cui approcciarsi a Lovecraft, la mia scelta sarebbe questa.

  • La Maschera di Innsmouth (conosciuto anche come L’Ombra su Innsmouth)

(1931)

Shadows_over_innsmouth

A mio parere si tratta del racconto più significativo del Solitario di Providence, nonché di quello che introduce bene il lettore al suo ciclo sugli Dei Antichi che governavano (e governano ancora, nell’oscurità) il nostro mondo, e che calpestano da millenni prima di noi miseri esseri umani.
Ricco di pathos, vero e proprio “stampo” su cui sono nate decine di opere derivate, La Maschera di Innsmouth è un caposaldo della letteratura horror, ma è soprattutto un racconto invecchiato straordinariamente bene.
Gli orribili ibridi nascosti nel paesino costiero di Innsmouth, la loro genesi e i loro segreti sono ancora in grado di turbare e affascinare i lettori, anche quelli più smaliziati.

  • Herbert West, rianimatore

(1921-1922)

Weird_Tales_March_1942

Racconto slegato al ciclo narrativo degli Antichi, e quindi alla mitologia creata da Lovecraft, Herbert West, rianimatore, è uno splendido esempio di horror classico, ma caratterizzato di elementi di modernità. Il novello Frankenstein di quest’opera, il dottor West, assume infatti tinte meno gotiche rispetto ad altri “scienziati pazzi” del periodo, sconfinando invece nel gore e nel macabro. Non sono più magie e rituali arcani a risvegliare i morti, bensì pratiche mediche estreme e deviate.
Pochi sanno che Herbert West, rianimatore, era inizialmente concepito come un ciclo narrativo composto da sei racconti brevi, concatenati cronologicamente. La rivista Home Brew li commissiono ad HPL, che se ne occupò nel biennio 1921-22. Da tempo il racconto si trova sulle antologie in versione unificata.

  • Il Colore venuto dallo spazio

(1927)

Color

Una delle vette creative di HPL, Il Colore venuto dallo spazio racconta di una zona del New England mutata radicalmente dalla caduta di un meteorite, portatore di una creatura/sostanza luminescente aliena, in grado di cambiare persone, animali e vegetali con cui viene a contatto. La trama, riassunta in modo tanto spiccio, pare essere la medesima di molti film horror moderni. Va però ricordato che nel 1927 si trattava di qualcosa di assolutamente innovativo e geniale, un vero e proprio racconto pionieristico, non a caso copiato e omaggiato per molti decenni a venire.

Queste sono le mie tre scelte.
Voi cosa consigliate?

– – –

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26 commenti

  1. Bellissimo post…
    Purtroppo è vero che oggi molti lettori più giovani conoscono Lovecraft solo per sentito dire. E questi tre racconti li porterebbero di corsa a colmare le loro lacune

  2. Onore a Lovecraft (in questo momento sono in ginocchio e mi inchino, fronte sul pavimento). Credo che tutto l’horror, almeno del mondo occidentale, in qualsiasi forma provenga da lui. Nonostante la sua prolissità, le descrizioni pallose, il fatto che passi il 90% del racconto a dire che c’è un orrore indescrivibile per poi descriverlo minuziosamente nell’ultimo 10% (lo dice Richard Matheson), e tutti gli altri mille difetti, è stato in grado di creare scenari terrificanti, di una cupezza totale. In pochi, dopo di lui, si sono spostati di qualche millimetro in avanti.
    La maschera di Innsmouth è il lavoro migliore, concordo con te.

    1. Però trovo un po’ paraculo, da parte di certi detrattori di HPL (non parlo certo di Matheson), criticare il suo stile di scrittura, considerando che parliamo di qualcosa che ha oramai quasi cent’anni.
      Mi ricorda la nota blogger che bocciò Alessandro Manzoni per come scriveva… Dei poveracci senza alcuna credibilità critica, che cercano solo visibilità…

  3. Avevo 12 anni , estate del 1974 , quando per caso mi capitò in mano il pocket della Longanesi ” I mostri all’angolo della strada ” , con alcuni racconti di HPL .
    Amore a prima letta … e da allora ho letto tutto il reperibile , anche in lingua originale , anche se il mio inglese tecnico-militar-medichese non mi permette di apprezzare tutte le sfumature della narrazione e devo avere sempre a portata di mano un dizionario per sbrogliare alcuni nodi .
    In Italia per molti anni leggere Lovecraft era ” di destra ” , come Tolkien …, poi sono caduti alcuni muri ma rimane un autore misconosciuto e penso anche non compreso fino in fondo .
    Concordo sui titoli , certo si possono mischiare/alternare con altri ma la sostanza è quella .
    Mi permetto di segnalare per gli amanti del fumetto ( o grafic novel come si costuma oggi … ma io vecchietto preferisco fumetto .. ) , una opera straordinaria del compianto Alberto Breccia , che io possiedo autografata ( presa a TrevisoComics nel 1982 …) con una bellissima riduzione a fumetti di alcuni racconti .
    Il colore venuto dallo spazio merita da solo il volume , forse cercando si trova in qualche convention/mostra di fumettari .
    Vi assicuro che ne vale la pena .
    Se avrò tempo , vediamo …. , mi piacerebbe scannerizzarlo e farlo cosa comune , fatemi sapere se vi interessa ….

    1. Un tempo c’era la brutta abitudine – tutta italiana – di politicizzare autori come Howard, Lovecraft e Tolkien.
      Pratica alquanto beota, che serviva ad alcune case editrici per vendere di più.
      Per fortuna è un’abitudine che è andata a perdersi.

  4. i racconti che hai scelto sono molto significativi, anche se è un delitto non citare – per i neofiti – “Il richiamo di Chtulhu” o “Dagon”.
    Personalmente i racconti che preferisco di HP sono altri, come “I topi nel muro”, “La musica di Erich Zann”, “La strana casa nella nebbia”, “La chiave d’argento”, “Kadath” ecc… 🙂

  5. Io adoro Lovecraft! La sua capacità di narrare in prima persona vicende relative ad epoche preumane e descrivere luoghi alieni è eccezionale.
    I miei racconti preferiti sono Il caso di Charles Dexter Ward, Colui che sussurrava nelle tenebre e la Cerimonia.

    1. Colui che sussurrava nelle tenebre sarebbe la mia quarta scelta, dopo i tre citati nell’articolo 😉
      Quando mi è capitato di attraversare il Vermont ho ripensato più volte a questo racconto…

  6. Scelta da intenditore! I miei preferiti sono Nella Cripta, che trovo perfetto con il suo magistrale colpo di scena finale, l’Orrore di Dunwich e il già citato Il Colore Venuto Dallo Spazio (solo il titolo è già da applausi). Penso che le giovani generazioni che non hanno mai letto Hpl devono inevitabilmente superare lo scoglio di una prosa ormai caduta in disuso, cosa che non penso abbiano voglia di fare, a meno che non siano spinti da una forte passione. Lovecraft mi piace proprio per la sua prolissità, per quel “prepare” l’orrore che verrà.

    1. Anche a me piace per la prolissità, sempre elegante ed evocativa.
      Alle nuove generazioni, traviate da maree di cazzate sullo show don’t tell, andrebbe fatto l’elettroshock di massa.
      Oggi gira così…

  7. Io mi ricordo dell’epoca in cui Lovecraft non piaceva a nessuno.
    Adesso piace a tutti.
    In capo a qualche anno verrà rimosso – ci sono un sacco di questioni, per il fatto che fosse un razzista, che usasse troppi aggettivi e avverbi, per chissà che altro.
    Diventerà di cattivo gusto citarlo, e tutti quelli ai quali ora piace ci terranno a farci sapere che non gli è mai piaciuto.
    Poi ritornerà.
    È nella natura delel cose – Lovecraft non è morto, e può attendere in eterno.
    Quanto alle storie migliori per cominciare, a mio parere… ne parlai tre anni or sono, sul mio blog.
    Ci metto il link, proprio come piace ai giovani
    http://strategieevolutive.wordpress.com/2011/01/11/hpl-cinque-pezzi-facili/

  8. Toglierei Herbert West, che Lovecraft non aveva in simpatia in quanto commissionato e al di fuori delle sue reali “posizioni”, e metterei quello che secondo me suggella le sue tre anime fantastiche, orrorifiche, fantascientifiche: “Sogni nella casa stregata”.

  9. Tra i miei preferiti Il caso di Charles Dexter Ward – anche perchè è il primo che ho letto – Il colore venuto dallo spazio e I sogni della casa stregata. E fatemi citare anche The Loved Dead, anche se non era interamente opera sua.
    Quanto alle annose discussioni sullo stile pedante e prolisso di Lovecraft, fatemi dire una cosa: MA BASTAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!

  10. Prendo nota perché non ho mai letto nulla di Lovecraft, e siccome è una grave lacuna ho intenzione di colmarla prima o poi.

  11. Colui che sussurava nelle tenebre, il richiamo di Cthulu, Le montagne della follia e Xinian. Amo lo stile arcaico pieno di aggettivi e ridondante dell’aedo di Providence quindi dico a chi non piace di dedicarsi ad altri autori.

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