Oltre il Guado (2013)

Oltre_il_guado

Un etologo naturalista lavora con scrupolo e passione nella profondità dei boschi delle Alpi, intrappolando animali e fissando delle videocamere su di essi in modo da poter monitorare il loro comportamento a distanza. Immerso nella natura, si ritroverà ad aver minata la sua integrità fisica e mentale quando le registrazioni lo condurranno ad un lontano villaggio, luogo di un’antica maledizione, dove rimarrà bloccato a causa di una forte pioggia che alza il livello del fiume ed inonda l’unico accesso. (Fonte: Film TV)

Oltre il Guado (Across the River) segna il ritorno in grande stile di Lorenzo Bianchini, uno dei migliori registi horror italiani.
Ma quanti di voi ne hanno sentito parlare?

Regista nativo di Udine, Bianchini ha all’attivo cinque cortometraggi, tra cui l’ottimo e fin troppo sottovalutato Custodes Bestiae, del 2004.
Produzioni indipendenti, con budget risicati (anzi, ridotti all’osso) e con scelte autoriali che prediligono una valorizzazione del territorio natale del regista, i film di Bianchini sono per appassionati, molto lontani dagli standard dell’horror/blockbuster contemporaneo.

I ritmi lenti, la tensione gestita in crescendo, ampie parti girate in stile documentaristico, per ovviare i già citati limiti di budget, e parte della recitazione fatta in dialetto friulano: tutti elementi che farebbero scappare un sedicenne dalla sala cinematografica dopo dieci minuti di proiezione.
Ma tanto i film di Bianchini manco ci arrivano, nei cinema, quindi il problema non esiste.

Oltre il Guado 2

Eppure parliamo di un regista che ha senz’altro una passione e un senso del brivido non comune in molti suoi più quotati colleghi.
Se da una parte abbiamo una costruzione delle trame che a volte sembra tirare troppo per le lunghe, dall’altra non possiamo che ammirare il gotico rurale, forte espressione di tutta la produzione del regista di Udine.
Le campagne e le montagne delle pellicole di Bianchini sono come ferme nel tempo, sospese tra una modernità a portata di mano (l’Italia non ha certo zone di natura incontaminata come l’Africa o l’Australia) e un forte radicamento a tradizioni e maledizioni di un passato fatto di streghe, mostri, fantasmi e orchi.
I racconti dei contadini non sono quasi mai solo favolette, bensì nascondono verità terribili, proprio per questo negata dal mondo attuale.

Oltre il Guado ha tutti questi elementi e gronda di fascino oscuro. I dialoghi sono pochi, il ritmo è lento, i colpi di scena vengono centellinati, eppure il film funziona. Tra l’altro ricorda uno dei migliori racconti di Samuel Marolla, contenuto nell’antologia Malarazza (rarità quasi introvabile!)
Le sorelle malefiche che infestano i boschi e le montagne del Friuli fanno una dannata paura, e il senso di isolamento del protagonista è crescente, tangibile, spaventoso.
Chiunque si sia trovato nelle condizioni di camminare su un sentiero di montagna durante un temporale non potrà che apprezzare questo film, che tra l’altro costa pochissimo.

Oltre il Guado 3

E ora leggetevi la recensione, più tecnica e più approfondita, di Lucia Patrizi.

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(A.G. – Follow me on Twitter)

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5 commenti

  1. Lorenzo Bianchini mi manca. Ma mi hai davvero incuriosito quindi vedrò recuperare qualcosa. La foto in chiusura potrebbe essere uno qualsiasi dei paesini di montagna disseminati qua dalle mie parti. E ci sarebbe da scriverne, su quei posti. Magari a pochi decine di chilometri dalla “civiltà” ma effettivamente imprigionati in un non-tempo che non è nè presente nè passato e in alcuni casi pesca il peggio da entrambi.

    1. Conosco i posti che citi e mi suscitano le stesse sensazioni.
      Per inciso: li adoro, ma li trovo anche straordinariamente “ai confini della realtà”.

  2. Adoro Bianchini da quando ho visto il bellissimo Custodes Bestiae uno dei pochi film che è riuscito a spaventarmi sul serio. La cosa migliore di Oltre il Guado è come riesce a coinvolgerti mentre lo guardavo avevo la sensazione di essere anche io perso tra le montagne al freddo (tra l’altro anche a me a fatto pensare a Sono Tornate di Marolla).

  3. Custodes Bestiae è il mio preferito, credo che Bianchini sia l’unico regista horror italiano ad aver sviluppato certe intuizioni che aveva avuto Avati sugli orrori nascosti nella provincia. P

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