Gli zombie di Pasquetta

zona z

Oggi sono in gita, sulle “mie” montagne, a camminare e a farmi una mangiata luculliana, di quelle che oramai riservo solamente al giorno di Pasquetta e a Ferragosto (no, a Natale non faccio più abbuffate, magari un giorno vi spiegherò perché).
Proprio queste montagne – Valsassina e in parte Valtellina – fanno da sfondo a una novelette fuori programma che sto scrivendo da qualche giorno.
S’intitola Zona Z, ed è un mio ritorno alle tematiche, care a molti lettori di questo blog, delle zombie apocalypse.
L’idea di occuparmene è nata quasi per caso. Anzi no: è nata come sfida personale, per dimostrare che il filone, tracimante di ciarpame e di racconti-fotocopia, può offrire ancora spunti interessanti e qualche guizzo di originalità.
Sono un snob, un presuntuoso? In questo caso sì.

Siete in tanti a chiedermi, da tempo immemore, di tornare a scrivere qualcosa su zombie, infetti e affini.
Se in tutti questi anni non l’ho più fatto è perché ritengo che il genere sia saturo e abusato.
Se torno a farlo ora è perché voglio dimostrare che si può superare i soliti cliché e ridare un po’ di ossigeno al genere medesimo.
Sarete poi voi a dirmi se sbaglio o meno.

Quindi ecco la genesi di Zona Z.
Per fare un po’ di hype (il racconto lo leggerete fra qualche settimana), posso dirvi che parto da elementi un po’ diversi dal solito.
L’ambientazione è italiana, ma il “cast” è internazionale.
Siamo dopo una zombie apocalypse, in cui i viventi hanno trionfato, pena la perdita del bacino Mediterraneo, dove la pandemia è nata, per motivi ancora misteriosi, e dove alla fine è stata contenuta.
Questa zona rossa, dove esistono solo poche roccaforti presidiate dai contingenti NATO ed EUFOR, fanno parte dell’Area in Quarantena Prolungata, o AQP.
Le terre selvagge.
Le wasteland.
Un territorio che va più o meno dal Nord Africa all’Italia, abbracciando anche la Grecia e una fetta consistente della Costa Azzurra.

L’AQP è caos e anarchia.
L’AQP è il regno della morte.
Eppure c’è qualcuno che ritiene opportuno rischiare la vita per entrare nell’Area in Quarantena Prolungata.
Il motivo?
Lo scoprirete.

Questo è ciò a cui sto lavorando ora. Sono già a 15.000 parole scritte, e la conclusione ne conterà circa 20.000. Finora ciò che ho scritto mi soddisfa, ma ovviamente il meglio lo devo fare per il finale. Perché il finale è sempre un casino, specialmente se si vuole variare un poco dai soliti cliché delle zombie novel.
Potrei citarvi una lunga lista di fonti d’ispirazione a cui sto attingendo in fase di scrittura. Si va dalla mia personale Bibbia, World War Z, al film Stalker. In mezzo tanta altra roba, di cui magari parleremo prossimamente.
Se volete potete sbirciare dietro le quinte del making of grazie all’apposita bacheca Pinterest, inaugurata per l’occasione.

Nel mentre ho due – e dico due! – romanzi conclusi e in attesa di editing: Gladiatori contro Kaiju e Milano Tsunami.
Ma credo che gli zombie di Zona Z arriveranno prima.

Dunque, cari lettori, ci sarà poco da annoiarsi.
Nel mentre, trascorrete una buona Pasquetta!

apocalypse infografica

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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