The Dead 2: India (2013)

The Dead 2

La pandemia che trasforma i morti recenti in zombie “romeriani” si espande dal Continente Nero (come mostrato in The Dead) al subcontinente indiano.
L’infezione si sposta attraverso delle navi cargo, su cui viaggiano dei marinai africani rimasti infetti durante le concitate fasi d’imbarco dei vascelli, in fuga dalle città oramai fuori controllo.
Mentre i morti viventi fanno la loro comparsa, dapprima sporadicamente, nelle campagne del Rajasthan, quindi nel centro di Mumbai, un ingegnere americano, addetto alla manutenzione di un impianto eolico, decide di attraversare quasi 300 miglia dell’entroterra indiano, con mezzi di fortuna, nel tentativo di salvare la sua fidanzata, assediata in casa, proprio a Mumbai…

The Dead, film girato dai fratelli Ford, con un budget ridotto ma con grande amore per il genere, è uno dei pochissimi zombie movie che ho apprezzato in questi ultimi anni.
Sono un grande fan dei “ritornanti”, ma sono anche saturo di storie piene di cliché e di pressapochismo. Avevo molte speranze per la trasposizione di World War Z, il film tratto dallo splendido romanzo di Max Brooks, ma esso si è rivelato un pasticcio molto distante dalla sua controparte libresca.
Proprio in The Dead ho invece notato alcune delle tematiche toccate da Brooks: il contagio che si espande, partendo dai paesi del terzo mondo, la pandemia vista in ottica non Occidente-centrica, gli zombie intesi secondo i canoni tracciati nella prima trilogia di George A. Romero.

The Dead 2 b

Avevo molte attese per il seguito di The Dead.
L’attesa è stata ripagata?
In parte sì.
Diciamo subito che il punto forte di The Dead 2 è lo stesso del primo film: l’ambientazione esotica. Se nel capitolo uno di questa saga i registi si concentrano sulla pandemia che dilaga in Africa, qui fanno lo stesso, spostando però l’attenzione sull’India.
Il risultato, a livello estetico, è eccezionale. Vedere gruppetti sparuti di zombie che arrancano tra le aride campagne del Rajasthan, spesso al tramonto, o comunque sullo sfondo di paesaggi spettacolari, è un piacere immancabile, per chi ama quella che io definisco la “poetica dell’apocalisse”.

Forse con un budget più degno avremmo potuto goderci un cast più capace. In The Dead 2 la miglior recitazione è quella dell’attore protagonista, Joseph Millson, mentre gli altri offrono prove che stanno a metà tra la sufficienza e la mediocrità.
Il tutto viene però risollevato dalla presenza degli zombie, che si aggirano come spettri, silenziosi, lenti e implacabili. Nella miglior, vecchia tradizione, essi sbucano dai luoghi più improbabili, barcollanti e stupidi. La loro forza sta nel numero e nella capacità assoluta di non provare dolore, fatica o emozioni. Fin quando sono in pochi è facilissimo evitarli, ma se si finisce in un cul-de-sac con un buon numero di questi mostri che minacciano di divorarci, beh, è meglio procurarsi una morte più rapida e pulita.

The Dead 2 è dunque un film imperfetto e poco incline a offrire spunti di originalità (ambientazione a parte) al filone degli zombie movie.
Esso è però cattivo (quanto basta), serio (né ironico né trash), e rispettoso di vecchie glorie a cui fa rimando.
In altre parole: vedrei volentieri anche un The Dead 3.
I fratelli Ford possono contare su di me.

The Dead 2 c

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(A.G. – Follow me on Twitter)

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