Lo spirito di Lenin è un supereroe

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Fine della Seconda Guerra Mondiale. Russi e americani premono su una Berlino prossima allo sfacelo. L’Operazione Paperclip, targata OSS (l’agenzia che precedette l’attuale CIA) si propongono di recuperare i prodigi della scienza nazista, prima che lo facciano i sovietici. E’ così che i progetti per la creazione del primo superuomo finiscono negli States e danno vita a Max. Nei propositi della CIA doveva essere il super soldato capace di vincere la Guerra Fredda, ma qualcosa è andato storto nella programmazione di Max. Abbandonato e senza memoria, Max vive nell’anonimato, come un cantante folk fallito.
Ma anche i russi hanno trovato qualcosa tra le rovine di Berlino. Le supercreature di Stalin non sono mai state attivate e, dopo il crollo dell’URSS, sono rimaste dimenticate per decenni nei laboratori segreti delle province dell’Impero socialista, oramai morto.
Ma nei giorni nostri, durante l’operazione Enduring Freedom nelle repubbliche islamiche dell’Hindukush, un battaglione di US Rangers si imbatte in qualcosa che pare nascere dai peggiori incubi della Guerra Fredda: la supercreatura nota come “Spirito di Lenin”.
Ed è solo il primo…

The Programme, fumetto pubblicato dalla RW Lion e conclusosi dopo due solidi e ottimi volumi, è l’ennesima prova di maturità delle graphic novel supererostiche.
Ben lontano dai toni pulp, ma anche dai colori pastello dei film ispirati alle saghe di casa Marvel, la mini-saga di Peter Milligan e CB Smith mischia fantapolitica, spionaggio e fringe science, senza rinunciare alla caratteristica che definisce tutte le declinazioni dei fumetti di supereroi: esseri dai poteri quasi divini, che si affrontano usando poteri e talenti superiori alle capacità umane.
Anche nella scelta di questi superumani creati in laboratorio c’è del genio: si va da colored “Senatore Joe”, un afroamericano a cui sono state impiantate le direttive di “caccia ai comunisti” del senatore McCarthy, a Pravda, una sovietica in grado di teleportare se stessa o altri, con la sola forza del pensiero.

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The Programme è anche l’occasione per gli autori di toccare alcuni cosiddetti “temi elevati”, per esempio la questione razziale negli States (il fanatico Senatore Joe viene convinto dalla sua controparte russa della presunta bontà della dottrina socialista sovietica, che non fa discriminazione di razza e di etnia). Ci sono anche considerazioni sull’uso di metodi antidemocratici e anticostituzionali (tortura, inganno etc) per preservare un bene superiore (la nazione, la patria).
Max, il più potente superuomo americano, è in realtà un pacifista che “tira a sinistra”, riottoso ad accettare il suo ruolo quando esso gli verrà rivelato, tanto che ci vorranno diversi disastri (la devastazione di Las Vegas da parte dei sovietici) per convincerlo a entrare in battaglia.

Come avrete capito, The Programme è assolutamente consigliato, anche se non siete dei grandi fan dei supereroi. Qui siamo infatti su un altro livello, qualcosa che si avvicina al Supergod di Warren Ellis, pur essendo diverso in moltissimi aspetti.
E comunque, dite quel che volete, ma le ucronie/distopie sovietiche sono perfino più affascinanti di quelle che riguardano i nazisti…

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Inside joke: qualche giorno fa ho pubblicato la finta sinossi di un ebook inesistente, Ultimate Pogrom. Ora posso rivelarvi che essa è in parte ispirata proprio a The Programme. Uno solo dei miei lettori se n’è accorto (complimenti, Simone Paleari!).
Questo era un piccolo esperimento, nel contesto di un ebook che potrei scrivere davvero (variando più di un particolare, va da sé), per dimostrare che chiunque può “plagiare”, senza nemmeno citare credits o altro, e mantenendo comunque buone chance di farla franca.
Inquietante vero?

– – –

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5 commenti

  1. Aspettavo questa recensione! Grazie per la citazione! 🙂 ho trovato il fumetto molto maturo ed interessante, lontano da molte storie supereroistiche più mainstream ( che comunque amo). La grafica e’ particolare, personalmente mi piace l’idea dei colori forti e acidi senza gradazioni, tuttavia la realizzazione dopo un po’ mi ha stancato, rendendo non semplicissima la lettura. Non ricordo il nome dello scienziato russo spedito al gulag, il personaggio più carismatico di tutti: bellissimo il suo scambio con il nuovo arricchito russo. Bellissimi anche i “super” russi: sostanzialmente vuoti e pieni di retorica, incapaci di capire che il mondo e’ cambiato… Ma non per questo incapaci di interagire con esso!

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