Spectral – tra Ghostbusters e Aliens Scontro Finale

spectral

Qualcuno lo definisce un crossover tra Aliens Scontro Finale e Ghostbusters.
Altri lo ritengono un mix tra Dawn of the Dead e Black Hawk Down.
In entrambi i casi si tratta di definizioni che hanno un senso, anche se Spectral, il film che da qualche settimana è disponibile a tutti gli abbonati Netflix, è soprattutto un discreto film d’azione, di guerra e di fantascienza.

In una Moldavia del futuro prossimo, un contingente americano sta aiutando la resistenza a sbarazzarsi di un fantomatico regime, che per anni ha costretto il popolo alla fame, per finanziare ricerche belliche ed energetiche all’avanguardia.
La guerra per “esportare la democrazia” è oramai quasi conclusa a favore degli statunitensi, quando delle misteriose figure spettrali si palesano nella capitale, attaccando i soldati dei commando speciali della Delta Force.
Questi fantasmi sono immuni alle armi comuni e il loro tocco è mortale. In breve le loro apparizioni si moltiplicano, e per il contingente USA inizia una vera e propria mattanza.
Secondo i moldavi si tratta dell’incarnazione degli spiriti del male, risvegliati dalle violenze della guerra.
Ma la spiegazione è davvero questa?

La sinossi è questa e rivela tutto ciò che è lecito dire, senza cadere negli spoiler.
Il film non è un capolavoro, ma è ben girato, ha delle ottime scene di guerra futuristica e, soprattutto, evita le spiegazioni eccessivamente “fantasy”, per cercare una valida spiegazione pseudoscientifica, a sostegno dell’esistenza degli Spettrali.

La cosa più interessante è che questo film è una produzione Netflix vera e propria e che, pur non essendo una pellicola ispirata a un videogioco, ne ricalca gli schemi, le dinamiche, le situazioni. Lo fa in modo non sempre perfetto, ma sicuramente meritandosi un voto più che positivo.

Se la paura iniziale era quella di trovarsi davanti a un b-movie come tanti, posso affermare di non aver avuto questa sensazione.
Al contrario, Spectral supera di slancio tante produzioni minori che puntano forte su un voluto effetto trash (che personalmente mi ha stancato già da anni – vedi alla voce The Asylum).

Netflix sta alzando la posta, anche grazie agli ottimi riscontri sul mercato, che gli consentono di investire dei budget sempre più importanti.
In questo senso è lecito considerare Spectral come l’inizio di una nuova epoca di produzioni del fantastico di qualità e – soprattutto – slegate da franchise già noti e spesso usurati.

Attendiamo con curiosità altri titoli.

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(Articolo di Alex Girola – Seguimi su Twitter)

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