L’horror non deve fare paura

Ho letto molte critiche al nuovo IT.
Tralasciando quelle più angoscianti, che vivono di distorta nostalgia per la ciofeca del vecchio IT televisivo degli anni ’90, ce n’è una in particolare che merita qualche riga di discussione sul mio blog.
La critica, espressa da diversi spettatori e da qualche addetto ai lavori, è sostanzialmente questa:

Il nuovo IT non mi ha spaventato.

Al che mi viene da porvi una domanda: voi guardate i film horror sperando di provare paura?
Cercate lo spavento, il terrore?
No, davvero, mi piacerebbe saperlo, perché a me non succede.
Per quanto potrebbe sembrare un nonsense, io non ambisco a essere “spaventato”. Idem per i romanzi, considerando anche che terrorizzare attraverso le parole è molto più difficile che non farlo con le immagini.

In un film/libro horror cerco soprattutto il mistero. In seconda battuta mi piace trovare una certa inquietudine, qualcosa che va a turbare la normale percezione della realtà, del quotidiano.
Per questo il mio ideale di horror si avvicina più al cosiddetto genere weird, che non agli slasher o ai fount footage in stile Paranormal Activity.
Oppure – più o meno alla stessa maniera – apprezzo le black comedy in stile Ammazzavampiri o Ragazzi Perduti. Piccoli capolavori, che però non fanno di certo paura.

Ci sono poi quelle pellicole pensate e realizzate per essere delle vere e proprie mazzate alla psiche dello spettatore. Penso a Martyrs, che mi ha turbato non poco, o a A serbian film, oppure a Haute tension. Film che disgustano (non parlo della qualità tecnica, ovviamente), che inquietano, che fanno venire la pelle d’oca, soprattutto per le dosi di violenza e di sadismo di cui sono portatori. Ho volutamente citato dei film molto validi, perché degli squallidi torture porn di serie Z non è nemmeno il caso di parlare.
Ma sono film che fanno paura?
Non lo so. Forse ci sarebbe da capire cosa si intende per paura.
Ecco ciò che dice il dizionario:

Ecco, ci siamo vicini: paura è il timore che possa accadere presto qualcosa di negativo e di drammatico.
Quindi no, la possibilità che un clown soprannaturale, incarnazione di un male antico e assoluto, compaia alle nostre spalle per ucciderci non può fare paura. Non a livello inconscio. Non a livello per così dire reale.
Eppure il nuovo IT è comunque un ottimo film horror, valutandolo con parametri più ampi e meno emotivi.

Esistono però dei film o romanzi sul soprannaturale che fanno paura nel senso più atavico del termine.
I miei? Sono presto elencati.

L’Esorcista mi mette sempre addosso un terrore assoluto. No, non credo che il diavolo possa possedere una persona, eppure non riesco ad escluderlo a priori, non dopo aver visto questo film. Lo dico da agnostico, quale ritengo di essere.

Shining mi fa paura. Anche qui, non penso che esistano davvero dei luoghi stregati, in grado di catalizzare il Male. Non credo nell’Overlook Hotel, eppure la sua potenza negativa è rappresentata in modo tanto realistico da avermi fatto sospendere il giudizio su questo argomento.

Per quel che riguarda i romanzi, devo dire di non aver mai letto nulla di più angosciante di Pet Semetary (Stephen King). È una storia potente e angosciante sul senso di colpa, sulla morte e sulla (mancata) elaborazione della medesima. Il film, per quanto molto bello, non coglie che un grammo dell’efficacia del romanzo.

E a voi, quale film o libro ha fatto veramente paura?


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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8 commenti

  1. però non ho capito: stigmatizzi chi dice che IT non è granché perché non fa paura, sostenendo che i film horror non devono far paura. e poi citi dei (bei) film horror che ti fanno paura. forse che IT non è davvero un bel film horror (anche) perché non fa paura…? io ho trovato il romanzo vero pattume sbrodolante, mentre la serie TV era iconica pur coi suoi limiti. il film nuovo non lo vedrei manco pagato. tra i film (horror e non) che mi hanno messo paura ci sono Le verità nascoste e The Ring, ma anche Antichrist

    1. IT non è nella top 50 dei miei romanzi preferiti, ma definirlo pattume è un po’ impietoso.
      Poi, oh, tutto è soggettivo.
      A me per esempio il serial del 1990 fa cagare lamette, per essere fini. Ha la regia autorevole di una puntata della famiglia Bradford 😂

      1. ti giuro, ho fatto una fatica bestiale a leggerlo. non perché fosse scritto male, ma era così ripetitivo nelle descrizioni di personaggi e luoghi – ma anche nelle modalità di interazione tra i bambini e IT – che non gliela facevo più. aggiungici quelle infinite digressioni e ciao… la serie TV fa cagare anche me. infatti ho solo scritto che è iconica: il pagliaccio buffo (non un clown malvagio by default, come questo nuovo) che si trasforma in un mostro con le zanne giallastre e gli occhi da rettile ce lo ricordiamo a distanza di trent’anni

  2. anche a me nn sono piaciute le critiche non è bello perke non fa paura: comunque, tutti quelli che conosco sono andati oltre la paura/non paura e hanno apprezzato la storia in quanto tale! anche a me è piaciuta molto^^
    di libri che mi fanno paura non ne ho trovati finora: it lo sto leggendo ora e mi mette ansia ma poco altro, ecco, Carrie quello mi ha messo profondamente a disagio
    i film invece sono influenzabile e quindi cerco di immedesimarmi nel film e mi spavento con tutto.

    penso che un film non debba essere visto come rientrante in una categoria ma come opera a se stante^^
    sennò molti horror e molte commedie sarebbero schifosi

  3. Credo che l’obiettivo finale di un horror dovrebbe essere provocare la paura, ma se non succede, pazienza: se la storia è bella e causa almeno un po’ di inquietudine, va bene comunque, non mi offendo 😛
    Roba che mi ha spaventato? Poltergeist, avevo sette anni e l’ho visto di nascosto, ero terrorizzato XD
    In tempi più recenti, ho trovato angoscianti The Grudge 1&2 e Dark Water(s? Non ricordo) in versione originale giapponese.

  4. Credo che sia in Danse Macabre, il libro che preferisco di King, che l’autore spiega come il suo scopo primncipale, nello scrivere, sia suscitare terrore. Se non ci riesce, si accontenta di suscitare orrore.
    Essere orripilati è diverso dall’essere terrificati.
    Ma molti fanz dell’horror non sembrano aver chiara la distinzione.

  5. Fatto salvo che per ‘capire’ il personaggio/scrittore Stephen King bisogna, davvero, leggere prima “On Writing” e “Dance Macabre”, ritengo soggettivo farsi spaventare o meno da una particolare opera letteraria o cinematografica…

    Il sottoscritto a 50 anni non riesce a vedere “L’Esorcista” e si è fatto spaventare a morte ad un a capolavoro come “The Thing”, del Maestro Carpenter. E mentre si discute se “It” (romanzo) è o meno Horror, chi vi scrive lo considera uno dei pochi grandi Romanzi Americani Contemporanei.
    In quanto poi allo sceneggiato anni 90 era figlio del suo tempo, una cosina con cui baloccarsi per una sera e nulla di più.

    Se mi voglio inquietare (rigorosamente senza frattaglie assortite, vi prego) preferisco cose come “Ghost Stories” di Peter Straub oppure la versione originale di “Non avere paura del buio”, il film TV del 1973 diretto da John Newland non quello recente, che inquietava parecchio.

    Ma qui si apre un mondo e potremmo stare a discutere per ore.

    Pace profonda nell’onda che corre

  6. Paura letteraria…ricordo forse solo alcuni racconti di Eraldo Baldini in “Gotico Rurale”, mentre il libro che ho fatto più fatica (in senso buono) a leggere è stato l’insostenibile “La ragazza della porta accanto” di Jack Ketchum, ma lì più che paura era il disagio.
    A livello filmico sarò banale ma “Profondo Rosso” e “L’esorcista” sono ancora oggi i titoli che non riesco a vedere da solo.
    Aggiungo anche l’inquietante “Danza Macabra” che ha dei bei momenti paurosi.
    Di It non ho nè letto il libro nè visto i due film per cui non posso giudicare, ma credo che il remake sia, come tutti gli horror moderni, pensato per un pubblico mainstream e adolescenziale quindi blando.
    Tra parentesi, ogni tanto nei siti americani mi capita di leggere di trailer o film tagliati dalla MPAA perchè giudicati “too intense”, cioè che spaventano troppo, non necessariamente per scene di violenza ma proprio per le emozioni che suscitano. Ma a questo punto uno si chiede: non dovrebbe essere proprio questo lo scopo di un film horror ?
    Commercialmente parlando, no. O non più, almeno.

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