Logan (o Old Man Logan)

È forse il miglior film supereroistico degli ultimi anni, nonostante sia passato un po’ in sordina.
Del resto Logan (2017, regia di James Mangold) non è una storia che si presta al merchandising, diversamente da altri filmoni della Marvel o della DC Comics.
Su Logan non hanno prodotto pupazzetti, costumi, giocattoli o gadget da regalare in qualche catena di fast food. Era impossibile farlo, perché il film di Mangold cerca di rappresentare dei “super” in maniera cupa e realistica. Tale proposito è raggiunto appieno, per somma delizia di tutti i fan che da anni aspettavano un Wolverine di questo tipo.
Buffo che l’ultima interpretazione di Hugh Jackman nei panni del mutante che gli ha garantito imperitura gloria anche quella in assoluto più convincente. E dire che tutto sommato non ci voleva molto, a rendere giustizia a uno dei personaggi iconici del mondo Marvel.

Nell’anno 2029, i mutanti sono sull’orlo dell’estinzione a causa del fatto che da 25 anni non nasce nessun bambino mutante. Logan, che è notevolmente invecchiato da quando il suo fattore rigenerante si è indebolito per via dell’avvelenamento da adamantio, trascorre le sue giornate lavorando come autista in Texas, risparmiando denaro per comprare uno yacht e per acquistare medicine sottobanco. Lui e il mutante reietto Calibano vivono in una fonderia abbandonata oltre il confine in Messico, dove si prendono cura di un ormai novantenne Charles Xavier, che un anno prima aveva inavvertitamente ucciso molti dei suoi X-Men con un attacco psichico causato da una crisi indotta da una malattia neurologica degenerativa.

Logan viene avvicinato da Gabriela, un’infermiera della Transigen, una potente compagnia bio-tecnologica controllata dalla Essex Corp, che gli chiede di accompagnare lei e una ragazzina di 11 anni, Laura, nel North Dakota in un luogo chiamato “Eden”. Dopo aver accettato con riluttanza il lavoro, Logan scopre che Gabriela è stata assassinata… (Fonte: Wikipedia)

Questa è parte della sinossi, il resto ve lo evito, per non spoilerare.
Mi preme però ricordare che il film è ispirato a uno dei migliori fumetti supereroistici di sempre: Wolverine: Vecchio Logan, della premiata coppia Mark Millar & Steve McNiven. L’ho recensito qui, prima che ne ricavassero un film.

Attenzione: non parlo di una trasposizione letterale dal fumetto alla sala cinematografica. Il primo (il fumetto) è più post-apocalittico che distopico, una sorta di Mad Max senza (o quasi) intermezzi ironici su una delle possibili fini dell’universo-Marvel.
Logan è invece più distopico, ma ugualmente cupo e asciutto, privo dei colori, dei costumi e dei toni da commedia che costituiscono gli elementi imprescindibili del cinema supereroistico.
O almeno così vuole la tradizione, perché basta provare a cambiare registro, mirare a un pubblico adulto e lavorare con rispetto per chi i fumetti sui supereroi li conosce davvero, per ottenere dei risultati eccellenti.

La speranza è che Logan – che ha ottenuto un buon riscontro al botteghino (616 milioni d’incasso in tutto il mondo) – dia il via a un secondo filone di film sui “super”, tentativo già fatto nelle serie Neflix sui Difensori, anche se con risultati alterni.
In questo senso, limitandomi alla sola Marvel, spero che produttori e sceneggiatori attingano ancora dagli what if della Casa delle Meraviglie, che quasi sempre hanno dei toni adulti e maturi.
Non mi auguro affatto la conclusione di cicli come quello degli Avengers, di cui sono un fan, nonostante i difetti e le critiche, ma in questo momento preferisco pellicole come Logan, se proprio devo guardare un film supereroistico.

Non si tratta nemmeno, volendo guardare, della ricerca di un realismo applicato ai superpoteri (strada percorsa egregiamente, come dicevamo, da Logan). A me, per esempio, piacerebbe anche recuperare l’epicità iconica che paragona certi eroi – e le loro controparti – alle figure del Mito classico.
Una strada confusamente tentata da Batman v Superman, che però si perde in una miriade di difetti.
Ecco, queste sarebbero i due sviluppi del cinema supereroistico che mi piacerebbe vedere.
Invece le grandi case di produzione sembrano andare in tutt’altra direzione.

Vecchio Logan – Acquistabile qui.

Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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7 commenti

  1. Anche io ho amato molto Logan. Un gran bel film, con un paio di punti emotivamente intensi, e un Hugh Jackman in ottima forma. Anche l’interprete di Laura, di cui ora non ricordo il nome, è una controparte degna di Wolverine pur essendo così giovane.

    Sono essenzialmente d’accordo con il tuo discorso sui possibili sviluppi interessanti del filone supereroistico: per dire, a me non sarebbe dispiaciuta una virata più nell’epico e nel mito per l’ultimo Thor (chi meglio di un dio norreno per esplorare questo mondo, questa narrativa?).

  2. E dire che Patrick Stewart il personaggio di Xavier proprio non lo voleva più fare…
    Dobbiamo pensare a ‘Vecchio Logan’ (fumetto) come ad un punto di svolta possibile nel multiverso di casa M; per un giurassico come il sottoscritto qualcosa di paragonabile a “Watchmen” di Moore-Gibbons-Higgins. Qualcosa che faccia pensare ad un prima ed ad un dopo. Il film poteva fare lo stesso e dare nuovi spunti per le prossime pellicole del Cinematic Universe.
    Naturalmente è stato un parziale successo (o un parziale fallimento, decidetelo voi).

    Vi faccio una domanda, se il padrone di casa me lo permette: qualcuno si ricorda di una miniserie Marvel del 1995 intitolata Ruins (Ellis- Nielsen-Moeller)…

    Con affetto, pace profonda nell’onda che corre.

  3. Ruins è una delle distopie più disturbanti di sempre in ambito Marvel…un mondo in cui tutto quello che poteva andare storto relativamente agli “eroi” lo ha fatto. Ogni tanto lo rileggo, perchè adoro Ellis e perchè di cose così la Marvel non ne fa più.

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