doom

Paese di santi, poeti navigatori, CT e scrittori

 

Trovata ieri su Facebook, mi sembra fin troppo poco condividerla soltanto sul “coso blu”.
Ah, ovviamente si tratta di Lercio, quindi di una battuta, non di una vera notizia.
Si ride per non piangere, visto che questo titolo sarcastico contiene tonnellate di amara verità.
Ogni tanto, sempre meno spesso, dire il vero, butto un’occhiata alle classifiche Amazon, per controllare il rendimento dei miei ultimi nati (attualmente Cocagne), e scopro una marea di nuove uscite.
So che ce lo siamo detti molte altre volte, ma l’incredibile quantità di spazzatura che riempie le classifiche dei miei generi di riferimento – horror, fantascienza, fantasy – mi getta davvero nello sconforto.
Lasciamo perdere il discorso sui libri/ebook evidente saturi di finte recensioni, che fa capitolo a sé. Ma, anche riferendosi solamente ai titoli pubblicati onestamente, c’è un qualcosa di desolante, nel guardare quelle classifiche.

Come dice Lercio, ha volte ho davvero la sensazione che chiunque abbia mai letto anche solo un romanzetto in vita sua si atteggi oramai a scrittore.
No, non è solo colpa del self publishing (sebbene il self publishing abbia colpe ENORMI, lo ammetto senza problemi). Basti pensare, per esempio, alle microscopiche case editrici che pubblicano gli amici del quartierino, o magari i tizi con cui hanno giocato di ruolo fino a ieri l’altro. Dove per “microscopica casa editrice” è da intendersi come “associazione culturale” aperta da una manciata di squattrinati individui senza né arte né parte.

Ma a te che te frega?
Dirà qualcuno di voi.
Non ci perdo il sonno di notte, perché oramai ho abbracciato totalmente lo Stoicismo, ma di certo non è una situazione in grado di rallegrarmi.
Nelle vesti di autore con pretese di professionalità – nel senso che spero ancora di campare con la scrittura e con le attività a esse correlate – vedere il declino assoluto del settore, specificatamente qui in Italia, mi intristisce parecchio.
L’offerta di cose da leggere, spesso attestate su una qualità media meschina o addirittura ignobile, è di gran lunga superiore al numero di lettori, specialmente dei già citati generi di riferimento.

Vero è anche che la selezione naturale a volte fa il suo lavoro: brutti ebook e brutti libri vengono dimenticati alla svelta, per quanto autori ed editori cerchino di tenerli a galla con finte recensioni e altri mezzucci. Nel mentre però sembra di assistere allo tsunami di spam che, con un azzardato paragone, ha decretato il fallimento di siti, forum online etc etc.

Io cerco di scrivere e pubblicare con professionalità dal 2011 (prima ho fatto quattro anni e mezzo da dilettante in cerca di maestri da cui imparare). A volte mi chiedo perché continuare, a fronte di questa situazione disperata, in presenza di carneadi che fanno terra bruciata attorno a ogni nuovo potenziale lettore, e di piccoli mammasantissima che si appropriano di generi, contando su truppe di autori pronti a svendere (= regalare) i loro racconti, pur di comparire su una delle centinaia di antologie senza senso che ogni mese compaiono su Amazon.
Vi assicuro che molti altri colleghi condividono questo mio dilemma.

Cambierà mai qualcosa?
Credo di sì, ma ulteriormente in peggio.
Comunque per il momento si tiene duro.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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2 risposte »

  1. Per usare una colorita metafora messa assieme con alcuni colleghi nei giorni passati, il mercato è morto, e tutti i canali che ci permetterebbero di arrivare a nuovi lettori sono intasati di cadaveri.

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