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La corsa per salvare Lady Isabel

I Cavalieri dello Zodiaco è uno dei miei anime/manga preferiti, qui lo ribadisco e non lo rinnegherò mai, anche se magari, riguardandolo con gli occhi di oggi, perderei buona parte della fascinazione subita ai bei tempi che furono.
La miglior serie dei CdZ è senz’altro quella dei Cavalieri d’Oro. La corsa al Grande Tempio è qualcosa di epico e memorabile, da qualunque parte la si guardi. Dicono che sia anche merito del doppiaggio italiano, per una volta di qualità eccezionale, e probabilmente è così.
Una delle cose che invece funziona meno, considerandola con occhi adulti, è il riproporsi, saga dopo saga, del canovaccio del Grande Tempio:

  • Qualcuno rapisce Lady Isabel (la Dea Atena reincarnata)
  • Questo qualcuno ha un piano per distruggere la sua essenza divina, ma si tratta sempre di un rituale (o di qualcosa di simile) che richiede qualche ora.
  • I Cavalieri di Bronzo (Pegasus e soci) hanno dunque un determinato numero di ore per salvare Isabel. Il che si traduce in una corsa contro il tempo.
  • Il villain della saga è protetto da cavalieri fedeli, ciascuno a difesa di una postazione – una Casa dello Zodiaco, una regione di Asgard, un mare sotterraneo etc etc.
  • Ciascun cavaliere di bronzo ha un archetipo di nemico, per caratteristiche fisico/mentali, che inevitabilmente ritrova, pur con personalità diverse, in ogni saga.

Uno schema ripetitivo e prevedibile, dunque.
Peculiarità che piace ad alcuni fan dei CdZ, ma che è da sempre nel mirino di altri appassionati, che preferirebbero più varietà e imprevedibilità. Non che in qualche remake e OAV non sia stata testata qualche variante, anche se i risultati non sempre sono stati eccelsi.
Quindi, ancora oggi, vale la pena aspettarsi Sirio il Dragone che perde la vista e combatte da cieco, Andromeda che affronta l’avversario più sessualmente ambiguo, Pegasus che si occupa del “boss finale”, dopo che i compagni gli hanno spianato la strada, Phoenix che interviene quando tutto sembra perduto etc etc.

Pensavo giusto ieri, sistemando Tomato Moth, che lo schema dei CdZ è in fondo una forzatura estrema della serialità di certe serie.
Per serialità non intendo soltanto saghe coi medesimi personaggi, bensì impianti narrativi spesso ripetitivi. Un esempio che mi viene in mente è quello di certi action-thriller, dove i protagonisti affrontano minacce più o meno simili (una volta può essere una spia russa, un’altra volta un terrorista ceceno, ma poco cambia), senza correre mai il rischio di morire.
Ancor più pratico è l’esempio della narrativa supereroistica, anche se in realtà è più sfaccettata di quanto immaginino i profani.

Al che, sempre riflettendo su un possibile seguito a Tomato Moth, mi è venuto in mente che potrei proporre uno schema del genere.
Chi conosce già Tomato Moth, nella sua prima e incompleta manifestazione, ricorderà che si tratta, anche in questo caso, di una corsa contro il tempo per compiere una missione. I protagonisti formano un variegato gruppetto di “eroi”, con alchimie particolari ma a mio parere funzionali al genere di storia trattato.
Dunque perché non provare a usare la stessa formula due volte? O magari tre?
Per me sarebbe una cosa nuova. Pur avendo scritto diverse saghe non ho mai usato lo “stampino” in stile Cavalieri dello Zodiaco. Anche per questo potrebbe essere una sfida creativa interessante.
Io metto in lista, poi si vedrà.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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