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Camminare in città

Visto che la rubrica – una sottospecie – è piaciuta, ho deciso di portarla avanti per un buon numero di post, o almeno finché avrò cose interessanti da dire.
Parlo di Scrivere e Camminare, inaugurata  col primo articolo, settimana scorsa. Nell’esordio della rubrica ho parlato di libri dedicati all’attività in questione – camminare, appunto. Alcuni di voi mi hanno dato ulteriori consigli di lettura, perciò non posso che ritenermi soddisfatto del buon feedback ricevuto.
Oggi mi occupo di una tipologia di “camminata”, solitamente trascurata da blogger, scrittori e dagli appassionati di settore: la camminata in città.
Esistono moltissimi siti e libri dedicati al trekking, alle passeggiate outdoor e ad attività simili. Senz’altro sono le migliori, per chi è appassionato di walking, fit-walking o semplicemente per chi ama andare a spasso. Chi non apprezza una bella camminata in campagna, o in montagna?
Eppure non sono alla portata di tutti. A volte ci si deve accontentare di ciò che abbiamo fuori dall’uscio, ovvero della città (o dei relativi sobborghi).

Partiamo da una premessa: io e la mia compagna amiamo “regalarci” dei weekend a zonzo per l’Europa. Prenotando con largo anticipo si spende davvero poco – meno di quanto costerebbe una serata a Milano nei locali del centro, tanto per capirci.
Facciamo così da anni, e abbiamo visto un buon numero di città. La cosa curiosa (ma forse nemmeno tanto) è che tutte queste città le abbiamo girate quasi esclusivamente a piedi.
Magari in un futuro articolo vi suggerirò quali città si prestano meglio alle camminate e ai camminatori.
Oggi la prendiamo più larga, e vediamo come organizzare una passeggiata urbana. Vale ovviamente – anzi, soprattutto – per la città in cui vivete. Che poi è il presupposto da cui è nato questo post: camminare dove ci è più immediato farlo.

Le basi

  • Pianificate il percorso. Improvvisare può essere divertente e a volte ci sta. Però, se avete intenzione di farvi una camminata lunga, è utile e pratico pianificare il vostro giro, soprattutto se vi porta fuori dai quartieri che conoscete. A maggior ragione la pianificazione risulta indispensabile se la camminata urbana riguarda una città che non è la vostra. Comunque non si tratta di chissà quale compito improbo: Google Maps (o un’applicazione simile) riesce quasi sempre a fare tutto ciò di cui avete bisogno. Forse non tutti lo sanno, ma da Google Maps è possibile anche scaricare delle carte topografiche personalizzate, da utilizzare offline. Ottima soluzione per evitare l’eccessivo consumo di dati del vostro smartphone, e per risparmiare la batteria. Per imparare a farlo, leggete questo tutorial.
  • Scegliete delle scarpe comode. Che poi è la base di ogni passeggiata, anche delle più brevi. La scelta è pressoché infinita, anche per i camminatori urbani. So che i più esperti spendono soldi importanti per le scarpe più “tecnologiche”, ma in realtà esistono delle vie di mezzo interessanti. Per esempio le Fexkean, acquistabili ovviamente su Amazon a meno di trenta euro. Quando invece si tratta di weekend fuori casa, quelli citati in precedenza, personalmente scelgo qualcosa di più robusto, visto che le ore di cammino possono essere addirittura sei o sette al giorno. La mia scelta, negli ultimi anni, è caduta sulle scarpe da trekking dell’Alpina, azienda slovena meno “fighetta” di altre marche più conosciute, ma validissima. Il mio paio più usato attualmente è questo. Per percorsi quotidiani nelle stagioni calde, l’ideale è invece un paio di paio di scarpedal tessuto trasparente. Una scoperta che ho fatto di recente è che le scarpe da fit-walking tendono ad avere il tacco arrotondato.
  • L’acrilico vince. Non ci sono regole speciali riguardo all’abbigliamento. Vincono quelle del buon senso: d’estate vestitevi in modo leggero, d’inverno non affrontate il gelo con incoscienza. Una norma però vale per tutte le stagioni: come magliette (che siano esse il primo o l’unico capo del vostro vestiario) scegliete quelle in tessuto acrilico di ultima generazione, che sono straordinarie per quel che riguarda lo smaltimento del sudore accumulato passeggiando. Personalmente scelgo poi sempre dei pantaloni cargo (quelli con le tasche laterali) siano essi corti o lunghi, visto che risultano comodissimi e duttili.
  • La tecnologia non è necessaria ma può aiutare. Camminare è un’attività semplice e alla portata di tutti. Per le passeggiate urbane medio-brevi non vi servirà nulla, tranne i vostri piedi, le già citate buone scarpe e poco altro. Se il percorso che avete intenzione di fare è più lungo, magari lontano da casa, il minimo che dovete fare è avere sempre con voi il vostro smartphone. Da un paio d’anni faccio anche uso (moderato) di smartwatch. Niente di costoso, niente “alla moda”: preferisco i modelli economici, che misurano i passi, i km percorsi e cose del genere. La funzione principale è però il cardiofrequenzimetro, che risulta essere molto utile, soprattutto per i neofiti del fit-walking. Ne ho acquistati diversi, imparando una lezione importante: quelli sotto i venti euro sono cinesate inutili, al meglio normali orologi con ben poco di “smart”. Solo di recente ho trovato un ottimo compromesso tra risparmio e qualità, vale a dire lo Xiamoi Amazfit. È un robino leggerissimo, con una batteria che dura fino a venti giorni, prima di doverla ricaricare (ed è un record, per gli smartwatch), dotato di tutti i misuratori convenzionali per chi fa attività fisica. Come se non bastasse, l’Amazfit riceve e legge tutte le notifiche del cellulare a cui è collegato via bluetooth: telefonate, messaggi, WhatsApp, mail, etc. La lista è personalizzabile, ovviamente, così come il quadrante. Per 70 euro è davvero un affare e posso ritenermi soddisfatto dell’acquisto, anche se non è indispensabile per chi cammina soltanto nei familiari dintorni di casa (o forse non è indispensabile in assoluto).

  • Prendetevi il tempo che vi serve. Non so come intendete voi questa faccenda del camminare, ma per me non è una cosa agonistica. Non è la corsa, per intenderci (e anche la corsa non sempre è competitiva, anzi). È un’attività pensata sia per il benessere fisico (qui i vantaggi del camminare regolarmente), ma anche per aprire la mente, per meditare. Quindi non cercate di fare più di quanto vi è utile, giorno per giorno. Non parlo tanto di chilometraggio, quando di velocità di marcia. Anzi, sfruttate dei ritmi rilassati anche per guardarvi intorno. Quante volte attraversiamo la città – sì, la nostra – senza notare nulla che non siano negozi? Ecco, camminare può essere una buona occasione per rimediare. Una cosa che consigliano in molti è di guardare in alto. Scoprirete un mondo fatto di doccioni, di cornicioni elaborati, di camini e di strani balconi. Parlo di Milano, ma vale per molte città. Manna pura, per fotografi e scrittori.

Casa Galimberti, meraviglia del liberty a Milano.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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