Il peggio SEMBRA essere passato

Evviva, piano piano di riaprirà tutto.
A quanto pare succederà un pochino più in fretta del previsto, nel senso che molte attività che venivano date sospese fino a settembre forse si riattiveranno entro fine giugno.
Tutto bene, quindi. Il peggio SEMBRA essere passato, bisogna essere ottimisti. C’è un campionato di calcio da completare, eh! E poi la gente ha voglia di andare a ballare. In fondo è quasi estate.
I numeri inoltre garantiscono che la riapertura “accelerata” è possibile.
I numeri, già, quelli che in Italia sono stati forniti con metodi alterni, tanto da renderli pressoché inutili.
La Germania ha fatto un giusto uso dei numeri, questo sì. I tedeschi cattivi e antipatici, che però usciranno dalla crisi in modo ordinato, forse nel modo migliore possibile al mondo. Così come hanno gestito la loro socialdemocrazia in modo ordinato, per anni.
E noi?
Pare – da voci informate – che ora l’ordine per gli addetti ai lavori, nel mondo dei mass media, sia quello di “trasmettere ottimismo”. Sta già succedendo, no?
Il governo, che ben si è comportato (al netto di una crisi di portata storica), sta ora subendo pressioni fortissime da parte dei settori imprenditoriali.
La riapertura, a quanto pare, dovrà essere solo a parole graduale e metodica, ma nel concreto dovrà diventare svelta e confidare molto sul fattore fortuna.

Fra qualche settimana vedremo molti meno virologi in TV.
Scommettiamo? Io son pronto.
Resteranno quelli allineati alla già citata prospettiva di super-ottimismo. Forse resterà anche Burioni, che pure su questa pandemia è sempre stato il più pessimista, azzeccandoci spesso (e lo dico a dispetto del fatto che Burioni non mi è propriamente simpatico). Vedremo come si comporterà. Sono davvero curioso.
Lo dico perché gli altri virologi sono in gran parte contrari a una riapertura a tempi stretti. Il che vuol dire: sì alla ripartenza, ma mantenendo il “no” a specifici settori, come si era pensato inizialmente. Ma non perché i virologi sono cattivi, bensì perché il contagio si è mitigato (e nemmeno moltissimo, contando che siamo tutti in casa) ma non è affatto scomparso.
E invece probabilmente le cautele andranno a farsi benedire già a fine maggio. Al che dovremo incrociare le dita e mettere in conto che forse perderemo qualche anziano. Anzi: parecchi anziani.
Che poi è più meno ciò che disse Boris Johnson un mese fa, passando per un nazista. A questo punto apprezzo che almeno abbia palesato la sua idea senza troppe ipocrisie.

Oggi ho letto più volte dei nuovi strali contro i virologi.
Il più ributtante recita più o meno così: “il virus scomparirà quando i virologi scompariranno dalla TV“. E giù like e commenti contro questi stronzi di scienziati allarmisti.
Ok, ho già fatto questo discorso. Sono pesante, lo so. Dovrei rallegrarmi e fare poco allarmismo, che magari poi passo per il solito asociale che si bea della quarantena perché tanto ha una vita di merda (ho letto anche questo, non riferito a me, bensì a una persona che avanzava i miei stessi dubbi).

Quindi nulla: in me subentra questo senso di rassegnazione per il mondo che verrà.
Abbiamo detto che non sarebbe stato lo stesso di prima, che avremmo imparato dagli errori.
Anch’io l’ho detto.
Beh, probabilmente sbagliavo.


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2 commenti

  1. Ma quando mai? La gente non veda l’ora che torni tutto come prima. Confesso che, da un certo punto di vista, lo spero anch’io: vorrei potermi muovere liberamente, senza timore delle delazioni dei vicini, senza sentirmi un’incosciente che attenta alla salute pubblica perchè desidero fortemente andare a passeggiare in collina. Però nemmeno io mi faccio più illusioni sul fatto di imparare dagli errori per costruire un mondo migliore: forse non ci hanno tenuto tinchiusi in casa abbastanza XD

  2. Finché non accade, tutto può essere, è come il gatto di Schrödinger: finché non apri la scatola, non sai se sia un babbeo o meno 😛
    Una riapertura sarebbe auspicabile, ma col virus che sta tornando persino nei posti in cui era dato per scomparso, come Cina e Corea, si dovrà riavviare il tutto con il massimo della prudenza.
    Ma la prudenza ha dei costi, si sa…

    Il mio edonismo fatto di librerie, fumetterie e negozi di videogiochi non sarà più lo stesso, ne sono certo come ero certo che a inizio aprile saremmo stati ancora in casa.

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