Accetta il consiglio

Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

The Big Kahuna

Si chiude l’anno più strano e inquietante del nuovo millennio (e probabilmente anche di buona parte di quello vecchio).
Ora più che mai NON mi interessa fare un riepilogo del 2020, se non per sommi capi. Qui, per esempio, ho fatto un sunto delle mie pubblicazioni in questi dodici mesi. Nel video di oggi (ve lo posto in calce a questo post) vi spiego più o meno quale sarà il vero proposito per il 2021. Proposito professionale, se si parla di scrittura, ma anche umano.
Il 2020 è stato l’anno del distanziamento sociale (sacrosanto, per carità), che ciascuno di noi ha vissuto in modo personale. Io, che già non ero un compagnone, sono sopravvissuto all’ordalia, ma ovviamente ho patito la situazione sul lungo periodo. Se è vero che la vita online è spesso un ancora di salvezza c’è anche da dire che mai come ora mi mancano – non dico i viaggi, che è scontato – i miei vagabondaggi milanesi. Ogni volta che andavo in città trovavo qualche spunto e qualche visuale nuova. Forse è vero che per apprezzare una cosa devi perderla. Speriamo anche di ritrovarla, un giorno o l’altro.
Ciò detto nel 2020 voglio fare (mi auguro di poterlo fare!) qualcosa che non sia legato soltanto al mio studiolo e al computer. Qualcosa che coinvolga anche il camminare, il mondo esterno. Me lo sono proposto spesso in passato, ma erano pensieri oziosi. Ora invece l’esigenza è davvero molto forte. Così come sta emergendo una per me inusuale voglia di conoscere qualche persona nuova, purché abbia davvero delle forti affinità col sottoscritto. Il che è già di per sé una bella sfida 😀

Passando a cose pratiche, che già spiego nel video, sento anche la necessità di tagliare i “rami secchi”, ovvero quei canali, profili e spazi che uso davvero di rado.
Ultimamente ho fatto quasi sempre ricorso ai video (iscrivetevi al mio canale YouTube, come dicono quelli bravi) e mi sono sempre divertito a farlo. I risultati sono meno entusiasmanti del previsto – sapete che non sono mai tenero con me stesso – ma credo che insisterò con questa forma di comunicazione ancora per qualche mese. Ho diversi video pronti, soprattutto riguardanti la scrittura e il marketing per scrittori. Noto invece che le videorecensioni di libri e film sono meno gradite, probabilmente perché non sono bravo io a parlarne. Quindi è probabile che, esauriti i pochi filmati a tema già programmati, seguiterò a trattare di libri e film sul mio profilo Instagram e su Telegram. Che sono poi gli strumenti che preferisco, tra tutti quelli a mia disposizione. Instagram in particolare, essendo anche parte fondamentale del mio “lavoro vero” come social media manager, lo trovo davvero gradevole.
Diciamo però che sono felicissimo di aver superato, in questo disgraziato 2020, ogni imbarazzo e remora riguardo all’utilizzo di video, podcast e vocali. Ecco sì: ripartire con un podcast è un’idea che non trascuro, ma che aspetterò un po’ prima di ponderare seriamente.

La scrittura.
Che dire… Nelle prossime settimane uscirà Astrea, un romanzo vero e proprio, autoconclusivo e ambientato nello scenario di Mondo Delta. Secondo me è un ottimo dark fantasy/planetary romance, un lavoro che mi piace e che piacerà anche ai miei lettori più fedeli.
Altre idee di scrittura non mancano, ma ho bisogno di recuperare energie prima di buttarmi in un altro progetto. Lavorare a un romanzo è davvero sfiancante.
Comunque sia ho capito da tempo che questa cosa della scrittura non me la leverò mai di dosso, quindi aspettatevi altro materiale, se la salute mi aiuterà.

Ecco, auguro a tutti voi che mi leggete che il 2021 sia soprattutto un anno di benessere. Ovvero:

Stato armonico di salute, di forze fisiche e spirituali.

E auguro anche che ciascuno di noi possa fare qualcosa che ci fa stare bene, anche se gli altri ci diranno che sono cose inutili e “non necessarie.” Esempio: come forse già sapete ho da poco iniziato a gestire con un amico una pagina Instagram (ROW Z – seguiteci!) dedicata al “calcio romantico”. Non ha né fini né obiettivi, è piccola, è anarchica… ed è una delle cose più divertenti che mi sia capitato di fare nel secondo semestre dell’anno. Quindi fregatevene se ciò che avete in mente di fare non ha un apparente scopo, non monetizzerà, non vi darà la fama. Se è una cosa che può farvi stare meglio, fatela!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco, ancora non lo sanno.

The Big Kahuna

Ricordatevi poi di liberarvi dai vampiri mentali, anche da quelli che non sanno di esserlo. Riconoscerli è facile, allontanarli no, ma possiamo sempre imparare a farlo. Dopo vi sentirete meglio. Più leggeri. Credetemi, ci sono passato diverse volte durante la mia vita.

Rifiutate i guru che pretendono di spiegarvi quanto nella vita basti essere super ottimisti per superare ogni ostacolo. Credo che un po’ di stoicismo sia, al contrario, un buon elisir di vita serena. Ci stanno vendendo la cultura del “se vuoi puoi”, con l’effetto di far sentire dei falliti tutti quelli che non sembrano splendere di luce propria. Fate sempre del vostro meglio, ma non dannatevi l’anima se ogni tanto vi sentite giù, se qualcosa va storto, se le cose non girano nel verso giusto. Succede a tutti, anche a chi ostenta il suo essere un vincente 365 giorni all’anno.

Guardate poi dagli integralisti di ogni fede, causa, credo. Soprattutto da quelli che non si accorgono di esserlo. La vita è troppo breve per trascorrerla a puntare il dito contro la tifoseria opposta (tranne i no vax: quelli vanno spernacchiati finché avremo fiato in corpo).
A proposito: vaccinatevi non appena avrete la possibilità di farlo, così potremo fare un piccolo passo verso la fine di questo incubo. Tutto il resto conta assai meno, rispetto al bene della comunità. Perché – e questo dovremmo averlo imparato nel 2020 – se la comunità va a rotoli, noi singoli babbei non abbiamo granché da guadagnarci.

Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape.

Marco Aurelio

Buon anno, gente.


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