L’aeroporto di Denver è un tempio del Male?

Prosegue il ripescaggio di alcuni miei vecchi articoli, riveduti e corretti, presi dal Blog sull’Orlo del Mondo. Mi piacerebbe ricreare anche qui la categoria “Misteri e protoscienze”, anche se il lavoro potrebbe essere lungo ed estenuante. Intanto oggi riparliamo di uno dei luoghi più bizzarri e ameni della terra. Un castello? Una casa abbandonata? Un paese fantasma? Nemmeno per idea…

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Una delle teorie della cospirazione più bizzarre e intriganti di sempre riguarda l’aeroporto internazionale di Denver. Questo articolo del sempre valido io9 mi ha fatto venir voglia di scriverne due righe.

Dunque, per farla breve il famigerato aeroporto, luogo di transito di migliaia di persone ogni giorno, sarebbe pieno di simboli, murales ed elementi architettonici che i complottisti ritengono essere evidenti prove della malvagità del posto. Non solo: alcuni studiosi di esoterismo e di controinformazione arrivano a sostenere che l’aeroporto sarebbe un vero e proprio tempio dedicato alle divinità del Male, le stesse che venerano gli appartenenti alle alte sfere del Nuovo Ordine Mondiale (NWO).

Bizzarrie? Fissazioni da malati di mente? Robaccia da romanzo thriller di serie B? Può darsi. Quel che è certo è che i progettisti del complesso aeroportuale hanno inserito per davvero una serie di elementi quantomeno bizzarri in un luogo che viene visitato da oltre 50 milioni di passeggeri ogni anno.

Innanzitutto c’è il famigerato Blue Horse, subito ribattezzato Cavallo Pallido. È una struttura alta dodici metri, raffigurante uno stallone scheletrico e dalle fattezze demoniache. Cavallo Pallido (che vedete in foto) svetta imperioso davanti all’aeroporto ed è una vista quantomeno inquietante. Inoltre la sua fama di scultura maledetta è stata battezzata col sangue. Il suo progettista, lo scultore messicano Louis Himenez, è morto durante la costruzione del Blue Horse. Era il 2006: la testa della statua si staccò all’improvviso, spappolando il povero Himenez.


(La planimetria dell’aeroporto)

Abbiamo poi la pianta dell’aeroporto, che ricorda (nemmeno troppo vagamente) una svastica. All’ingresso principale è stata posta una pietra commemorativa, che però raffigura chiari simboli massonici. Se questo particolare può sfuggire ai non addetti ai lavori, così non è per il murales che decorano le sale interne dell’aeroporto. Appartengono all’opera The Children of the World Dream of Peace, di Leo Tanguma. Secondo i propositi dell’artista dovrebbero rappresentare un messaggio di pace e speranza per tutti i bambini del mondo. In realtà si tratta di dipinti a dir poco inquietanti.

In uno si vede lo svolgimento di una strana cerimonia blasfema, con tanto di città in fiamme sullo sfondo e bambine morte in primo piano (foto 1).


(foto 1)

Nel secondo murales è raffigurato una sorta di crudele soldato, con tanto di fattezze mostruose, intento a uccidere una colomba bianca, con tanto di macerie e cadaveri a fargli da contorno. (foto 2)

Nel dipinto successivo tutto cambia: il soldato giace morto, circondato da bambini di tutto il mondo. Uno di loro, biondo e dai lineamenti nordici, è intento a distruggere le armi del mostro. Per farlo brandisce un martello impugnato con un curioso guanto metallico. (foto 3)

Nell’ultimo murales i bambini sono radunati attorno a una specie di santone, pervaso di aura mistica, che sembra volerli guidare verso una nuova era di spiritualità.

 
(foto 2 e 3)

Ciliegina sulla torta: in occasione di una mostra egizia inaugurata nella città di Denver, le autorità locali hanno pensato bene di erigere una statua del Dio dei morti Anubi davanti all’aeroporto. L’inquietante scultura, alta otto metri, dà un macabro benvenuto a tutti coloro che transitano da quelle parti.

Questi sono i fatti. Le interpretazioni sono speculative.

C’è anche chi è pronto a giurare che sotto l’aeroporto si estende un vero e proprio complesso segreto dedito al culto delle forze distruttive che guidano alcune fazioni del NWO. Secondo altri, David Icke in primis, i sotterranei dell’aeroporto nasconderebbero addirittura una delle principali basi rettiliane sul nostro pianeta.

6 commenti

  1. Ma è un posto fighissimo!! Io ci andrei quotidianamente a scattare foto, a disegnare e, più in generale, a starmene lì a cogliere qualsiasi cosa anche solo vagamente anomala per poi scriverci un romanzo da brivido.
    E su Flickr ho trovato altre foto fantastiche di doccioni… 😉

    1. In effetti anch’io lo trovo un posto bellissimo! Immagino gli appassionati del bizzarro che abitano da quelle parti… chissà quante gite si sono fatti all’aeroporto di Denver! Altro che Malpensa 😀

  2. Io questo post lo ricordo dall’Orlo del Mondo 🙂

    Elementi piuttosto caratteristici, anche se alcune mi paiono proprio forzature: la presunta pianta a forma di svastica in realtà sembra più che altro l’unica disposizione razionale ed efficiente delle piste, in modo che non si intralcino a vicenda ed anche nell’ottica di possibili espansioni future 🙂

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