fumetti

BPRD n°9: 1946 (recensione)

 

Visto che ne parlavamo stamattina, ripropongo anche qui su Plutonia la mia recensione di B.P.R.D. n°: 1946. Una delle migliori letture dell’anno!
– – –

Hellboy presenta: B.P.R.D n° 9
1946
Edizioni MagicPress
di Mike Mignola, Joshua Dysart, Paul Azaceta
144 pagine a colori, 14 euro

 

Quarta di copertina

 

Al termine della Seconda Guerra mondiale, il Professore Trevor Bruttenholm, investigatore dell’occulto e tutore dell’infante infernale battezzato Hellboy, crea il B.P.R.D., ossia l’Ufficio per la Ricerca e Difesa dal Paranormale. Lo scopo e scovare e depotenziare le minacce occulte dell’Asse e le probabili iniziative paranormali portate avanti dall’Unione Sovietica. Quando si imbatte nella più importante iniziativa’occulta dei nazisti, il progetto Vampir Sturm, Bruttenholm è costretto ad

accettare la provvisoria alleanza tra soldati Rossi e quelli Stelle e Strisce.

Commento

 

Non prendetemi per pazzo se vi confesso che preferisco la saga mignoliana del B.P.R.D. (Bureau of Paranormal Research and Defense) rispetto alle classiche storie con protagonista Hellboy. Le storie corali lasciano spazio ai personaggi “minori”, che sono più sfaccettati rispetto al ragazzo-Diavolo, comunque ottimo. Ma la cosa migliore del B.P.R.D. è l’atmosfera alla X-Files in versione occultistica, con storie che mischiano investigazioni, mostri, fantasmi, maledizioni, stregoni, demoni e chi più ne ha più ne metta.

Mignola ha le idee molto chiare su ciò che significa intrattenere il lettore utilizzando il fantastico. Infatti riesce a farlo senza ricorrere a scorciatoie o a alle classiche iniezioni di dramma psicologico d’accatto, come accade spesso e volentieri nei fumetti italiani. Il risultato è apprezzabile per i lettori, che si trovano tra le mani veri e propri romanzi illustrati e non albi da leggere e dimenticare in uno scatolone in soffitta.

1946 è un albo particolarmente riuscito. Le atmosfere dell’immediato dopoguerra, l’ambientazione berlinese con americani e sovietici che si disputano i segreti scientifici ed esoterici dei nazisti: tutti elementi che mandano in brodo di giuggiole un lettore col mio background.

Mai come in questo caso da definizione di graphic novel (romanzo disegnato) si adatta a un lavoro pieno di ritmo, azione e misteri. Ci sono quei pochi cliché che bastano per tratteggiare la giusta cornice che ci si aspetta di trovare in una storia di questo genere. Tutto quel che ne scaturisce sta perfettamente a metà tra la fantasia creativa di Mignola, Dysart e Azaceta e alcuni elementi classici del sottofilone “nazismo esoterico” senza i quali 1946 non sarebbe perfetto (cosa che invece è).

Abbiamo quindi gli esperimenti di magia nera del Terzo Reich, in primis il progetto di creare una legione di vampiri per ribaltare le sorti della guerra, ma anche la controporte sovietica, le cui ricerche sul paranormale sono affidate a una creatura addirittura più spaventosa rispetto a un principe non-morto.

Nulla di straordinariamente originale, ma raccontato come Dio comanda e disegnato nell’inconfondibile stile di Mike Mignola. A volte – per quel che mi riguarda direi spesso – è meglio una storia dal vago sapore del già visto/letto, ma curata in una maniera che rasenta la perfezione, che non qualche strampalata invenzione narrativa (o grafica) che lascia il tempo che trova.

1946 è legato al mondo del B.P.R.D. e di Hellboy, ma può essere letto senza problemi anche da chi ha pochissime nozioni in merito (magari derivate solo dai due film tratti dalla saga).

In altre parole, se ancora non si è capito, è una graphic novel che vi consiglio di correre a comprare, anche se costa 14 euro. Per una volta li vale tutti.

7 risposte »

  1. La serie BPRD è per certi versi quasi meglio di Hellboy, e questo 1946 pare davvero promettente.
    Mignola mi piace molto, e mi piacerebbe riuscire a mettere insieme tutta la serie del Bureau, prima o poi, sul mio scaffale.
    Ma credo che andrei per i volumi in inglese, da bravo esterofilo.

    Mike Mignola è anche un buon modello da copiare quando si cerca di imparare a disegnare – sebbene io idolatri Schultz e Brereton (e per certi versi J. Scott Campbell e Joe Chiodo), è di solito coi disegni di Mignola che mi metto a pacioccare quando cerco di migliorare la mia scarsissima capacità di disegnatore.

    • Mignola è davvero bravo e particolare, sia come tratto che come storie affrontate.
      Meglio il BPRD che non la saga classica di Hellboy. Non doversi concentrare su un solo personaggio gli fa solo bene.

      Spezzo una lancia per i traduttori italiani della MagicPress. Per quel che ho visto stanno facendo un ottimo lavoro di adattamento.

  2. Mike Mignola è uno dei miei idoli assoluti.Di scrittori bravi nel ideare storie solide come lui non c’è ne sono più molti.Per non parlare di come usa il soprannaturale senza cadere nelle quattro mode idiote del momento.

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