criptozoologia e criptobotanica · misteri

L’invasione degli insetti

Il cinema di fantascienza degli anni ’50 e ’60 ha sfornato alcuni memorabili e bizzarri titoli che hanno per protagonisti gli insetti giganti, in marcia per demolire le città degli Stati Uniti e per mangiare i loro abitanti.
Spesso e volentieri era la radioattività – dovuta a test nucleari o a qualche strano esperimento – a causare la nascita di tali mostruosità. In altri casi si trattava di insetti alieni.
Prima o poi mi piacerebbe mettere insieme un dossier con alcuni dei titoli più significativi in materia, pensando specialmente ai miei lettori più giovani che film del genere probabilmente non li hanno ancora visti.
Oggi però voglio occuparmi di vere invasioni di insetti. Certo, non giganti e men che meno colossali, ma comunque inquietanti e – a loro modo – minacciosi.
Spulciando un certo tipo di stampa, e anche i blog dedicati a criptozoologia e fenomeni bizzarri, si registrano di tanto in tanto episodi talmente strani che gettano più di una perplessità riguardo alla nostra conoscenza della Natura.

Cavallette

Iniziamo da una specie che ha sempre destato particolare disgusto e paura, anche per la cattiva pubblicità di certe profezie religiose. Sto parlando delle cavallette che, a intervalli più o meno regolari, causano parecchi danni in Nord Africa e altrove.
Nel 2009 c’è stato l’ultima “invasione” in grande stile, come riportano gli articoli di allora.

“Sciami di cavallette sono diffusi su quasi tutto il territorio del paese”, ha detto ieri il Centro per la lotta alle cavallette di Nouakchott, citato da Aps, e l’allarme è scattato immediatamente negli stati limitrofi. La situazione è sotto controllo, rassicura l’Istituto per la protezione dei vegetali di Algeri, ma gli insetti potrebbero salire verso nord e raggiungere Algeria e Marocco nei prossimi mesi. Dopo la grande invasione che nel 2004 distrusse in Maghreb e Sahel milioni di ettari di coltivazioni, i vari paesi hanno messo in campo un sistema d’allerta nella zona sahariana. Una trentina di stazioni automatiche di rilevamento sono posizionate lungo i confini meridionali dell’Algeria. L’acqua è in questo caso uno dei principali nemici: basta una pluviometria più elevata, come è il caso di quest’anno, per far crescere la vegetazione che permette agli insetti di moltiplicarsi.

Ragni

Nel 2008 invece toccò a ragni, che marciarono compatti in alcune città della Germania e dell’Austria. Si trattava di opiolinidi non velenosi, ma abituati a muoversi in orde, e quindi particolarmente spaventosi. Si ipotizzò un loro arrivo in massa dall’Asia e dal Sudamerica grazie ad alcuni container arrivati nei porti tedeschi. Della curiosa invasione ne parlò anche il Corriere.

Sono neri, sono grandi quasi 20 centimetri e si spostano in orde: un’invasione senza precedenti di ragni è in atto in questi giorni in Austria, in Germania e in Svizzera, riportano gli organi di stampa. Sbalorditi anche gli esperti di aracnidi: a quanto sembra, nessuno sa da dove siano arrivati – e gli animaletti diventano sempre più numerosi. Cattive notizie per chi soffre di aracnofobia, scrive Der Spiegel, che racconta in un lungo articolo la curiosa «occupazione» di ragni opilionidi. «I Paesi Bassi e la Germania sono già stati invasi. In questo momento loro presenza si è moltiplicata anche in Svizzera e in Austria», scrive il settimanale sul suo sito. Si intravedono sui muri di casa e sulle pareti. Questi animali hanno otto lunghe ed esili zampe che raggiungono anche i 18 centimetri. Alla loro vista molti cittadini si spaventano, altri invece provano disgusto. Tuttavia, non sono pericolosi e si dileguano appena ci si avvicina a loro.

Millepiedi

I millepiedi sono gli insetti che mi ripugnano maggiormente, pur sapendo che si tratta di un sentimento stupido e ingeneroso. Di invasioni di millepiedi se ne sente parlare a intervalli più o meno regolari, specialmente in alcuni paesi asiatici. Il pensiero che possa accadere anche qui da noi è un filino più inquietante, eppure…

25 aprile 1993 (dal Corriere della Sera)
Tutto si sarebbe aspettato la notte scorsa il macchinista del treno Fiume Zagabria tranne che di vedersi il convoglio bloccato da una eccezionale invasione di millepiedi che gli hanno reso impossibile la partenza. E accaduto a Zlobin, un paese a una manciata di chilometri da Fiume, in Croazia, dove una straordinaria “marcia” di comunissimi diplopodi ha messo in allarme l’intera popolazione, mobilitando una vera e propria task force. L’arrivo dei millepiedi, cominciato con l’imbrunire, si è trasformato in un’invasione degna di un film dell’orrore. E quando il treno per Zagabria non è più riuscito a ripartire dalla stazione, per lo slittamento delle ruote sui binari ingombri di insetti, mezzo paese si era già destato e riversato sulle strade. Il convoglio si è mosso soltanto dopo che le rotaie sono state ripulite dalle montagne di animaletti. Con l’ ausilio di spruzzatori e veleni, i volontari e gli addetti sanitari sono riusciti solo all’alba a debellare i millepiedi. Ma l’apprensione e’ rimasta, per l’ abitudine di questi insetti a ricomparire la sera. Ieri, però , non c’è stata una seconda ondata. Misteriose le cause del fenomeno, che gli esperti non riescono a spiegare, pur assicurando che i diplopodi sono innocui. Secondo il racconto di numerosi abitanti, causa di tutto sarebbe l’oleodotto che sfiora il paese, rendendo il terreno molto umido e quindi favorevole al proliferare dei millepiedi.

Formiche

E le nostre amiche formiche, coinquiline di ogni giardino, pur piccolo che sia? A quanto pare quando si scatenano è per colpa nostra, né più né meno. Ogni volta che alteriamo la biosfera, questi piccoli soldatini neri sono i primi a ribellarsi. Nel 2008 successe nel Regno Unito, come riporta questo articolo di Scienze Tv.

Il Daily Teleghraph le ha già soprannominate “super aunt” (super formiche). Sono capaci di provocare disastri inimmaginabili nei giardini, prati, aiuole e tutto quanto sia per loro commestibile. Comprese le formiche “residenti”.
Sulla provenienza di questo esercito di piccoli animali “divoratutto” si sta ancora indagando. Secondo una ricerca finanziata dall’Unione Europea e pubblicata dalla rivista scientifica online Bcm Biology, si tratta di una specie euroasiatica, originaria del Mar Nero. 
Ma come sono arrivate da noi? Probabilmente attraverso un’introduzione involontaria da parte di qualche turista. Le formiche potrebbero essersi infilate in zaini o a bordo di automobili. E via…I primi esemplari sono stati individuati nel 1990 a Budapest. Da quel momento è iniziata una marcia inarrestabile sull’Europa. Fino a superare, con lo stesso metodo, il canale della Manica alla volta della verde Inghilterra.
Secondo quanto rilevato dai ricercatori sarebbero 14 le colonie di super formiche localizzate sul suolo europeo. Si va dalla Polonia alla Turchia, passando per Belgio, Francia, Spagna, Germania e Italia. Certo è che queste super formiche sono molto resistenti. Prosperano in ambienti urbani. Sono molto aggressive, ammazzano le specie native, sterminano ragni e altri insetti, sopravvivono sottozero e possono arrivare ovunque.
Il problema è che creano formicai fino a cento volte più grandi della norma. I ricercatori sono preoccupati. L’Europa, concludono nel rapporto, è già stata attraversata da insetti invasivi, ma mai da una specie pestifera come questa.

Mosche

Chiudiamo con le ben poco simpatiche mosche, tacendo per decenza sui motivi della loro proliferazione spesso incontrollata.
Vi segnalo un episodio che riguarda il Nord Italia, in particolare il Varesotto, e che serve a farci capire che nessuno di noi è del tutto al sicuro da episodi del genere, specialmente col pianeta che sta andando a rotoli.

Un ronzio si aggira per l’Alto Milanese come uno spettro inafferrabile: è quello delle mosche, che da qualche giorno sono tornate all’assalto più moleste e numerose che mai, in particolare in Valle Olona, ma anche in città a Busto. Si pensava che la guerra alle mosche fosse una cosa del passato, ma a volte il passato non vuole passare e la natura si prende le sue rivincite sulle violenze che l’uomo le infligge; così in molti si sono ritrovati a sventolare giornali e frustini per liberarsi dagli insetti, già protagonisti di altre localizzate esplosioni negli anni scorsi.
Circa il problema attuale, l’Asl ha indirizzato oggi stesso una lettera ai sindaci in cui ricapitola le caratteristiche della mosca domestica, insetto che vive da un mese a 50 giorni nella sua forma adulta, attraversando in precedenza varie fasi, dall’uovo ai tre stadi larvali fino a quello di pupa, in un tempo che in estate e con temperature sui 30° può arrivare ad appena 10 giorni. La riproduzione, particolarmente intensa in questi giorni in cui il caldo torna a farsi sentire, avviene sfruttando per il nutrimento delle larve (vermi) materiale organico in disfacimento o putrefazione, sia esso vegetale od animale – quest’ultimo viene sistematicamente preferito, comunque. Importanti elementi introdotti dall’uomo e che favoriscono la proliferazione degli insetti sono la presenza di deiezioni animali (stalle, pollai, concimaie) e di immondezzai.
Le mosche sono molto sensibili alle condizioni ambientali: le si ritrova in quantità considerevoli solo in periodi caldi o perlomeno tiepidi (da aprile ad ottobre) ed asciutti; soffrono inoltre la presenza del vento.

Chiamiamola – per ora – fantascienza

In fondo sono piccoli e innocui anche quando si muovono in massa. Il danno più grave che fanno è quello psicologico, causando ripugnanza a chi gli insetti proprio non li può vedere.
Insomma, siamo molto lontani dagli scenari catastrofici di film come Swarm e Bug. Eppure qualche scienziato ci suggerisce prudentemente di non sottovalutare la minaccia portata da un futuro in cui gli insetti potrebbero “impazzire” a causa degli sconvolgimenti climatici.

I risultati sono conseguenti ad uno studio americano coordinato dall’Università della Pennsylvania e pubblicato sulla rivista dell’Accademia nazionale americana delle Scienze, Pnas.
Secondo la ricerca, gli insetti saranno soprattutto erbivori e dunque dovrebbero lasciare in pace l’uomo, ma creeranno gravi danni alle piante, in quanto le assalteranno divorando voracemente le foglie. I danni su tutto l’ecosistema saranno davvero ingenti.
I ricercatori sono arrivati a questa conclusione dopo aver esaminato fossili di foglie risalenti a 55,8 milioni di anni fa, un periodo che corrisponde con il maggiore evento di surriscaldamento della Terra, il Paleocene-Eocene Thermal Maximum (Petm).

Spiega Ellen Currano, uno dei ricercatori: “L’evento durò circa 100.000 anni e fu dovuto ad un aumento improvviso dell’anidride carbonica in atmosfera, comparabile, in quanto a grandezza e tasso di velocità al corrente cambiamento climatico dovuto all’attività umana”.
Analizzando circa 5.000 fossili di foglie relative a prima durante e dopo il Petm i ricercatori hanno notato che la percentuale di foglie rosicchiate o bucate dagli insetti si concentra proprio durante il picco di surriscaldamento (57 per cento) mentre scende nel periodo precedente, il Paleocene (con il 15 per cento) e in quello successivo l’Eocene (33 per cento).
Continua Currano: “Il legame fra surriscaldamento e aumento di voracità degli insetti trova conferma anche da osservazioni che riguardano il presente. Nelle zone tropicali, ad esempio, si registrano i maggiori danni al fogliame delle piante a causa degli insetti erbivori”.
A far aumentare la ‘fame’ agli insetti, secondo la ricerca, è una questione chimica. Sottolinea la ricercatrice: “Con l’aumento dell’anidride carbonica le piante hanno più facilità a mettere in atto le reazioni della fotosintesi da cui le piante creano il loro nutrimento, gli zuccheri, a partire da anidride carbonica, acqua e luce”.
La conseguenza, sostengono i ricercatori, è che le piante producono meno proteine fotosintetiche e gli insetti hanno a disposizione un cibo più povero di nutrienti. Per cui devono mangiare una quantità maggiore di foglie per assimilare tutte le sostanze di cui hanno bisogno, arrecando danni alle piante. 

“L’impatto sull’ecosistema – conclude la Currano – è ingente dal momento che la maggior parte delle specie prese di mira dagli insetti, per esempio le leguminose, sono anche alla base dell’alimentazione di molti altri organismi sulla Terra incluso l’uomo”. (fonte: http://www.scienze.tv/)

37 risposte a "L’invasione degli insetti"

  1. Affascinante. MIllepiedi a parte (condivido con te l’ ingiustificato ma irreprimibile disgusto), una bella invasione dei miei amati ragnetti non dispiacerebbe affatto 😀
    Certo che immaginare uno sciame di cavallette che divorano ogni cosa è abbastanza allucinante, soprattutto se si considera che la possibilità è meno remota di quanto sembri.

  2. Io ho un odio viscerale per gli insetti e aracnidi vari, non è una fobia, ma non sopporto proprio vedere questi animaletti aggirarsi nei paraggi.
    Ma sopratutto odio le cose che ronzano, in un certo senso risvegliano in me una paura atavica e istintivamente mi copro le orecchie, forse è proprio una fobia.
    Pur essendo giovane, mi sento alquanto fortunato per aver visto molti film degli anni 50 e 60, sopratutto di fantascienza e horror.
    Un tuo dossier su quei film, per me sarebbe davvero interessante, perché sono sicuro che me ne mancano un bel po’ del genere invasione di animali assassini.
    Devo però dire che non è propriamente il mio genere, preferisco i monster-movie degli anni 50-60, quindi mostroni assurdi o giganteschi animali all’attacco.

    1. Consolati: anch’io in generale ho poca stima per ogni genere d’insetto…
      Per assurdo mi da molto fastidio vederne uno in casa che non cento all’aria aperta (dove è giusto che stiano).
      Riguardo al dossier, quando avrò tempo ci lavorerò su. E magari anche a quello sui mostri giganti, anche se è una categoria sconfinata.

  3. mi ricordo di avere visto la prima volta negli anni ’70, credo al cinema di quartiere, un fimetto anni ’50 americano con formiche giganti , solita variante degli esperimenti nucleari de noartri…, che invadevano Los Angeles, mi colpì la figura del ” mirmicologo”, scienziato, ( una specializzazione dell’entomologo, penso..) che salvava il mondo.a parte i soliti stereotipi del genere, il poliziotto eroe, i militari deficienti, l’eroina bona, etc, ricordo Lloyd Bridges come protagonista ed un’insolita preveggenza nei confronti dei danni radioattivi etc.etc, tenendo conto che il film era del 56/57 se non ricordo male, e da lì me li sono visti tutti.hai presente il prodottino? se non ricordo male il titolo italiano era “attacco alla terra”, o qualcosa di simile.

    1. Se non mi ricordo male stai parlando di “Assalto alla terra”, ma non mi pare che ci sia Lloyd Bridges, ma forse potrei sbagliarmi.
      Comunque del genere “formiche giganti” ci sono “Fase IV: distruzione terra” e “L’impero delle termiti giganti”.
      A proposito di film con “formiche giganti”, non mi ricordo più quale di questi finiva con noi poveri umani, schiavizzati e costretti a servire i nostri nuovi padroni.
      Voi lo sapete? Forse era “L’impero delle termiti giganti”? La memoria comincia a fare brutti scherzi.

      1. Il film lo ricordo vagamente anch’io – più che altro ricordo bene le formiche giganti in marcia – ma non mi sovviene il titolo.
        In tema di insetti giganti per me è memorabile quello sulla mantide assassina…

        @Simone: non ricordo il film che citi, ma il titolo mi dice qualcosa!

        1. Dopo una ricerca su Internet sono venuto a capo del mistero, il film in cui alla fine gli umani sono schiavi delle formiche è “L’impero delle termiti giganti”.
          Per quanto riguarda Lloyd Bridges, non ho trovato nessuna notizia di una sua partecipazione, in un film con le nostre amate (ma anche no) formiche.
          Quello della mantide è “La mantide omicida”, davvero un bel film.

      2. In Fase IV… dove però le formiche sono di dimensioni normali, hanno “solo” sviluppato una super-intelligenza…

        Alla voce insetti giganti, lo scienziato che è in me vi ricorda che respirando attraverso trachee, gli insetti hanno un limite alle dimensioni che possono raggiungere.
        Il fatto che abbiano un esoscheletro (e che la massa aumenti col cubo mentre le superfici aumentano col quadrato) limita ulteriormente le loro dimensioni – e frega anche i ragni e gli scorpioni, che sono polmonati.
        Insomma, insetti o aracnidi sopra il metro dovrebbero essere fisicamente impossibili.

        1. Osservazioni che dovrebbero valere, con differenti ragioni, anche per gli animali giganti di vario genere, o forse mi sbaglio?
          Non a caso gli stessi esseri umani che soffrono di gigantismo hanno gravi handicap.

  4. Arriveremo a dover “limitare” le popolazioni di insetti più dannose, il più sarà farlo senza alterare la catena alimentare e senza rischiare di fare strage di specie fondamentali come le api (ti ricordi la moria di qualche tempo fa?). Stiamo ricevendo una serie di avvisi dall’ecosistema e continuamo a far finta di niente, quasi avessimo un pianeta di riserva a disposizione.

  5. E non dimentichiamoci le zanzare… Fun fact: dopo lo scoppio della bolla immobiliare negli USA, molte case con piscina sono state abbandonate e sono ancora lì, invendute. Inutile dire che le piscine sono diventate veri e propri stagni, e che la popolazione di zanzare in molti quartieri è aumentata a dismisura…

  6. Esiste un bel lavoro (Holling & Gunderson, fine anni ’90 – lo conosco a memoria per motivi che spiegherò fra un attimo) su come il tentativo di limitare artificialmente le esplosioni nelle popolazioni di insetti possa di solito essere più dannoso delle invasioni stesse.
    Il lavoro è basato sull’esperienza degli autori nel Canada occidentale, dove periodiche invasioni di millepiedi devastavano ogni dieci anni le foreste che sono alla base dell’economia – un intervento massiccio e mirato sulle popolazioni di millepiedi con degli insetticidi, fece sì che le invasioni triplicassero in intensità e raggiungessero cadenza triennale.
    Sulla base di tutto ciò, venne creato un think tank che si occupa di interazioni ambiente/economia/politica – si riuniscono periodicamente su un’isola che ha assegnato loro il governo del Canada, ed elaborano modelli ambientali.
    Il “prodotto” più famoso del gruppo è il modello di Resilienza – del quale parlai mesi addietro sul mio blog – che lega strettamente ambiente naturale e società umana, e che funziona maledettamente bene.
    Sull’ipotesi di sviluppare qui da noi delle applicazioni basate su questo modello, mi venne bocciata una proposta di ricerca nel 2009, ed il corso che tenni a riguardo nel 2010 non ebbe seguito. Da noi si usano ancora i vecchi modelli che fallirono così spettacolarmente in Canada.
    Per cui, possiamo ancora sperare in una bella invasione di insetti assassini nel nostro paese.
    Bello, eh?

    1. Wow, abbiamo un esperto coinvolto in prima persona!
      Ottima aggiunta alla discussione, te ne sono grato.
      Non fatico a immaginare l’applicazione di sistemi inefficaci per creare una convivenza non dannosa con l’Italia. In fondo arriviamo ultimi in tutto.
      Ogni estate mi tocca leggere di grotteschi piani anti-zanzare nel belpaese, robe sperimentali a basi di deterrenti chimici importati dalla Cina (mi ricordo un articolo della scorsa estate). Cose inquietanti…

  7. Articolo veramente interessante Alex non conscevo alcuni di questi casi soprattutto quelli italiani.Un invasione di mosche per me sarebbe un incubo…

  8. sdrammatizziamo sui millepiedi Ale!..partita di calcio tra insetti, si parte, fine primo tempo, la squadra torna in spogliatoio e trova il millpiedi ancora seduto, : ” cosa c..o fai lì? ” tuona il capitano, ” e capirai , ora che finisco di allacciarmi le scarpette…”

  9. @Internauta (stranamente non riesco a risponderti qui sopra): gran bella ricerca, ti ringrazio di cuore. Ora però mi è venuta ufficialmente voglia di rivedere questi film, e so già che mi dannerò l’anima per trovarne almeno qualcuno 🙂

  10. Gli insetti, solitamente, non mi danno troppo fastidio, Alcuni mi schifano, soprattutto per l’aspetto alieno, ma quelli per cui non esiterei a bombardare e stendere napalm su tutto quanto sono i ragni!
    Ho da sempre una fottuta fobia per quegli insulsi otto zampe, di quelle brutte brutte, al punto che spesso perdo il controllo finendo pere comportarmi in maniera irrazionale…
    Se conti che da poco ho scoperto che i ragni, come specie, se solo fossero più grandi sarebbero i dominatori incontrastati del pianeta, puoi capire quanto li schifi ancora di più! 🙂

  11. Bellissimo e interessantissimo. L’invasione di ragni di 20 cm è un vero incubo.
    Da tempo non ti concedevi digressioni così particolareggiate. Approvo!
    Inquietante soprattutto la parte finale, con gli studi che è vero, non saranno catastrofici, però, sono lo stesso indicativi. Variazioni climatiche di pochi gradi, e chissà cosa potrebbe accadere…
    Magari un altro film di Shyamalan. ^^

    1. Grazie mille 🙂
      Alla fine sono tra gli articoli che preferisco scrivere… mi rilassano e sono “divulgativi” al punto che QUASI nessun troll si fa vivo a scassare 🙂
      Ho anche scritto parte dello specialone sugli insetti giganti nei film… altro spasso!

  12. Io ho la fobia degli scarafaggi da quando un deficiente me ne ha messo uno nella maglietta. Però povere bestie, per quanto ne abbia un assoluto ed irrazionale ribrezzo (tipo che scappo a gambe levate rischiando di vomitare) sono consapevole che non sono meno meritevoli di vita di altre creature.
    Mi sono sempre chiesta se in qualche modo noi facciamo ribrezzo a loro.
    Riguardo al tuo interessantissimo post, tutto sembra avere origine dai cambiamenti termici del pianeta causati dall’uomo.
    Quello che mi infastidisce moltissimo è che questi insetti vengano spesso massacrati solo perché qualcuno prova disgusto o perché impediscono attività umane.
    Certo, si tratta di migliaia di insetti, ma non esistono metodi “più naturali” per contenerli?
    Insomma bisogna per forza armarsi di veleno e paletta per ucciderli senza pensare ad una soluzione meno cruenta?
    Come sempre noi facciamo i danni ed altri esseri innocenti ne patiscono.

    1. Una delle nostre peculiarità è di distruggere tutto ciò che ci appare diverso e/o di ostacolo a tutto ciò che consideriamo progresso. Il pianeta ci dà dei segnali sempre più macroscopici e noi continuiamo a fregarcene.

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