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Il futuro della lettura?

Con la progressiva e inarrestabile diffusione degli ebook – alternativi e NON sostitutivi dei libri classici – si fa un gran parlare del futuro dell’editoria e degli scrittori.
Una cosa su cui ci si interroga un po’ meno è il futuro della lettura.
No, non sto parlando di come cambieranno le abitudini dei lettori: Kindle o cartaceo, si tratta pur sempre di storie o di saggi. Semmai ci si godrà la bella sensazione di portarsi dietro un’intera biblioteca in un cosino che sta comodamente nella tasca di un giubbino.
Ma in realtà volevo discutere di un altro aspetto ancora del futuro dei lettori.
L’offerta, complice gli autoprodotti, gli ebook, il print on demand e altri fattori ancora, sta aumentando esponenzialmente. Ci sono sempre più romanzi/racconti/saggi (etc etc) a disposizione di tutti, a prezzi spesso risibili. Basta fare un giro sul Kindle Store o su altri portali di questo genere per scoprire decine, se non centinaia, di titoli disponibili per ogni filone o sottofilone. Un esempio pratico: questo è il risultato ottenuto digitando la parola “zombie” su Amazon.com. Ci sono più o meno 3.088 titoli, tra libri ed ebook, che parlano di tali mostri.

Non mi interessa commentare la qualità media di questi romanzi (mi spiace dirlo ma spesso sono proprio gli autoprodotti improvvisati ad abbassarla), bensì focalizzerei l’attenzione proprio sui numeri. Tremilaottantotto libri – cartacei e digitali – disponibili in lingua inglese. Quelli in lingua italiana sono meno, ma in proporzione col numero dei nostri lettori sono pur sempre tantissimi.
Non dimentichiamo un altro fattore di rilevanza primaria: la lettura (specialmente nel nostro paese) è una “passione” che subisce cali lievi ma costanti, di anno in anno. Il 2011 non è andato diversamente e il 2012, con la Crisi ancora in ballo, non fa presagire nulla di buono.
A questo punto cosa si può prevedere? Che la lettura si frammenterà. 

I bestsellers rimarranno tali, gli autori più venduti al mondo saranno più o meno gli stessi, con l’aggiunta di qualche nome extra ogni anno. Si tratterà più che altro di scrittori abili a seguire il mainstream o le mode del momento (vedi i vari vampiri etc etc). Senza dimenticare un lato della faccenda che alcuni cosiddetti esperti di settore continuano a ignorare: la spendibilità dell’immagine pubblica degli scrittori di bestseller. Personaggi prima ancora che artisti.

Dietro di loro verrà una massa enorme e indistinta (o quasi) di scrittori di nicchia. Certo, potranno essere nicchie più o meno grandi, con un seguito che varierà dall’abbondante all’esiguo. I lettori forti, per contro, saranno di meno, ma molto più esigenti e preparati. Pretenderanno un rapporto attivo con gli autori che seguono, rapporto che spesso e volentieri sconfinerà nell’ergersi a critici saccenti e improvvisati. Altri invece verranno tentati a loro volta dall’esperienza di pubblicare un romanzo, cosa che con la scontata affermazione degli ebook diverrà molto semplice.
Quindi i rapporti tra lettori e scrittori diventerà sempre più ristretto. Forse finirà con il nascere di tante micro-comunità di appassionati, raggruppati sotto tanti piccoli sottofiloni letterari. I fans dello steampunk, quelli delle zombie apocalypse, quelli delle fan fiction, quelle dell’urban fantasy etc etc. Comunità spesso autoreferenziali, ma con possibili rapporti tra gruppi di interesse attigui.
A parer mio questo è uno scenario plausibile nell’ottica dei 5-10 anni. Si tratta di un bene o di un male? Chi lo sa.
Ovviamente la figura che più dovrà cambiare sarà quella dello scrittore. Non più artisti chiusi nelle loro torri d’avorio, lontani dal mondo e dai mortali, bensì social writers, attivi su blog, Twitter, Facebook etc etc. Abili a farsi promozione, forse ancor più che a scrivere. Cosa che già succede negli States e che in Italia qualcuno fatica a capire. “Diamine, io sono un intellettuale! Non mi mischio con i plebei!” 

Ma cambierà anche il mondo dei lettori. Sta già cambiando. Stiamo diminuendo di numero ma ci stiamo facendo più consapevoli, più affamati. Più saccenti, a volte. Più maniacali, in alcuni casi.
Poco sopra ho scritto che a molti lettori verrà la tentazione di scrivere. Aggiungo qui che a molti scrittori, soprattutto a quelli per passione, tornerà la voglia di ridiventare soltanto lettori.

18 risposte a "Il futuro della lettura?"

  1. Indubbiamente la quantità di titoli in circolazione è qualcosa di spaventoso. Se ci aggiungiamo anche l’infinita schiera dei classici, appare ovvio che il lettore del futuro dovrà necessariamente scegliere solo una minima parte dei libri disponibili.
    Riguardo il rapporto degli scrittori coi lettori, in effetti un rapporto più diretto è auspicabile soprattutto qui in Italia, in altri paesi è già così.

  2. Il numero di titoli che già nasce ogni giorno è enorme, se non ricordo male si parla di circa 60000 titoli all’anno per la sola Italia. L’ebook farà lievitare il fenomeno non solo perché amplificherà il fenomeno degli auto-prodotti, ma soprattutto per il fatto che eliminerà la sparizione di titoli dovuti alla mancata ristampa dei suddetti.
    Insomma… ci sarà molto di più da leggere, ma sarà più difficile scegliere. Anche se oggi spesso sento in giro lamentele per il fatto che i nostri editori (spesso e volentieri) non pubblicano sul nostro mercato libri stranieri di altissimo livello… a me spaventa anche il fatto di avere una vastità di titoli inverosimile tra cui scegliere. Come potremo una goccia d’acqua speciale nel bel mezzo dell’oceano? Ciò che tempo che diventerà sempre più difficile trovare buone letture.
    Già ora mi capita spesso, seguendo consigli dal web, di leggere ebook, auto-prodotti e non, osceni… epperò osannati da blog e siti che (un tempo) ritenevo affidabili.

    Il futuro del lettore, a mio parere, sarà sempre più annebbiato da recensioni piacione, favori tra autori e blogger, etc etc… cose che già sono presenti, ma che potrebbero amplificarsi con l’ampliamento dei titoli a disposizione. E’ fenomeno che già oggi si nota su Lulu. Se già non conosci il titolo che cerchi, è praticamente impossibile trovare il libro desiderato. E se segui i giudizi dei lettori, sei a rischio del famoso “voto di scambio” tra scrittori amici o compiacenti (è stato più volte chiesto anche a me di entrare in questo giro di favori).

    Insomma… c’è un potenziale incredibile e questo è un bene. Ma dove c’è la luce, c’è pure l’ombra. E’ il principio dell’emporio e del grande magazzino. Vai all’emporio, parli con Gigi, proprietario di 5 generazione, cerchi un prodotto, lui te lo trova proprio come lo vuoi tu. Vai al grande magazzino, c’è di tutto ma non trovi quello che cerchi. Chiedi a un commesso e lui ti risponde: eh? Mi spiace ma io di solito sono al reparto frigoriferi, non so nulla di queste cose!

    Una piccola nota interessante. Il numero di lettori cala di anno in anno… ma aumenta esponenzialmente il numero di lettori di ebook… persino qui in Italia! Mica male, no? ^^

    1. Sì, più o meno diciamo le stesse cose 😉
      Faccio solo un distinguo in negativo, riguardo al paragone tra emporio e grande magazzino.
      Qui le librerie sono praticamente scomparse, o si sono riconvertite in cartolibrerie. I commessi purtroppo ne sanno veramente poco. Conoscono i titoli più venduti, quelli di cui parlano i giornali, e basta. In Feltrinelli e negli altri megastore va anche peggio.
      A questo punto mi chiedo se esiste ancora qualcuno che conosce realtà più piccole, titoli meno strombazzati. Vent’anni fa il mio librario di fiducia mi consigliava romanzi bellissimi e pubblicati da case editrici sconosciute alle masse. Queste figure non esistono più.
      C’è di buono che è facile riconoscere – parlo di Internet – chi scrive recensioni marchettare e chi ci mette onestà. Magari non sono in tanti ma ci sono.

  3. Ottima previsione dei prossimi anni! 🙂 E hai fatto bene a specificare che l’ebook NON sostituirà il cartaceo, sennò rischiava di partire la solita, inutile diatriba. ^_^ Il futuro sarà pieno di autopubblicati, questo è certo. Orientarsi sarà più difficile… ma anche stimolante, per quanto mi riguarda. Già adesso mi diverto a scovare cose nuove, figurati poi!

    1. Sì, a me diverte fare il talent scout 😉
      Conta però che il lettore medio, per non parlare di quello debole, non metteranno mai mano sui libri che recensiamo io e te. Oramai entrare in libreria è una sofferenza, un gesto quasi inutile… Eppure saranno proprio quei libri a continuare a vendere. In Italia.

  4. Non so bene quale sia il futuro della lettura, ma temo che intersecandolo con altri punti di vista già analizzati qua o su altri blog (memoria e rapidità, e via dicendo) sia difficile immaginare qualcosa di diverso da una fruizione sempre minore della parola scritta.

    Tu stesso come scrittore sei passato da trilogie di romanzi a novel a racconti e passi molto tempo (tolto alla scrittura, poco da fare) su social network e affini. Se questo è il trend che si seguirà per produrre “semplice” narrativa, c’è anche in arrivo come sai il nuovo formato di eBook, che permetterà di rendere più “dinamica” l’esperienza della lettura, con immagini e musica.

    Non che tutto questo sia per forza negativo, però è chiaro che il trend complessivo dell’esistenza umana è quello dell’unificazione di media, come se l’uomo non riuscisse a stare senza stimoli multi sensoriali, portando a una minor attenzione al singolo “stimolo”.

    Sicuramente agli eBook continueranno ad affiancarsi i libri stampati, e viceversa, sono esperienze diverse, ora che l’eBook è “solo testo”, figuriamoci quando arriveranno i primi iper-libri 🙂

    1. Di certo sto curando più la scrittura sul blog che non la produzione di ebook di medio/grande lunghezza.
      Trilogie di romanzi forse non ne scriverò più. Del resto come lettore sono cambiato molto, apprezzando i libri stand alone ed evitando le saghe infinite, tranne qualche eccezione. A questo punto mi chiedo perché dovrei agire in modo diverso da scrittore.
      Aggiungendo un po’ di polemica ribadirei anche che i pochi feedback, oppure i feedback meramente tecnico-distruttivi, di certo non invogliano a produrre romanzi lunghi e articolati.
      A volte ci si chiede se vale la pena…

      1. A proposito di feedback…mi intrometto e ne approfitto per chiederti una cosa.
        Perchè non posti più Borgo Pliss?
        E’ passato un mese dall’ultimo capitolo…oppure mi sono persa qualcosa e posso leggerlo da qualche altra parte?(si parlava anche di un ebook per la conclusione, ricordi?)
        Aspetto fiduciosa 🙂

    2. ohi ohi… se gli ebook diventeranno multimediali, mi sa che tornerò alla carta. Da questo punto di vista son di vecchio stampo. Quando leggo, o cerco il silenzio, o mi scelgo la colonna sonora… se qualcun’altro si prende la briga di sceglierla per me, allora mollo tutto e me ne vado.
      Si vede che sono sull’orlo dei 40, vero? ^^ Si stava meglio quando si stava peggio!! 😀

  5. Condivido quasi tutto.
    Chi pensa di dover rimanere in una torre d’avorio, spesso è un intellettuale [termine che uso in generale]di bassa lega, in quanto, credo, lo faccia, consciamente o no, perchè non sarebbe in grado di confrontarsi con i suoi lettori.
    Sono convinto del fatto che gli scrittori dovranno avere un rapporto più stretto con i lettori, specialmente attraverso il blog in modo che i lettori conoscano meglio chi scriva.

    Proprio grazie a questo penso che non per forza il destino sia segnato verso la massa indistinta di materiale, ma grazie, appunto, a questi mezzi (Blog, Social, ecc) credo ci sarà un criterio di selezione consapevole di quello che si legge.
    Ottimo articolo 😀

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