doom

Creare dei giochi

librogame

Questo post è ispirato – anzi, direi palesemente copiato – dall’articolo comparso qualche tempo fa su Draghi d’Ottone e Nani con la scopa.
Della mia passione per i giochi di ruolo ve ne ho già parlato diverse volte, idem di quella per i librogame.
Per un role player scrivere moduli d’avventura personalizzati, o addirittura interi setting, è un passaggio quasi obbligato, specialmente se si gioca per anni e anni, come ho fatto io. Infatti di moduli ne ho scritti una trentina, e ho anche inventato tre mondi nuovi di zecca in cui ambientare le mie campagne, visto che roba come i Forgotten Realms e Greyhawk mi piacevano fino a un certo punto.
Tuttavia le esperienze più divertenti, ragionando col senno di poi, riguardano la creazione di sistemi di gioco totalmente nuovi e personali. Cosa che ho sperimentato per anni, spaziando dai board games ai giochi di ruolo, con non rari sconfinamenti nel campo dei librogame.

Uno dei giochi più riusciti, creato in concomitanza col “socio” di allora (avevamo sì e no 15 anni) era quello che simulava le partite di calcio. Tutto si basava sulle qualità dei singoli calciatori, con un valore da 1 a 20, che andavano a far media nei tre reparti della squadra, difesa, centrocampo e attacco. La partita si svolgeva poi in 18 sezioni. Ciascuna di esse rappresentava 5 minuti di gioco, per un totale di 90. Tutto si risoleva con un solo dado a venti facce. Il sistema era piuttosto riuscito e funzionante, tanto che lo utilizzammo per simulare una decina di campionati italiani (interi!) e un paio di mondiali. Secondo me, se ci mettessi mano ora, lo troverei altrettanto divertente.

Car Wars!

Car Wars!

Altra nota di merito (viva la modestia, lo so) riguarda due giochi che simulavano rispettivamente i combattimenti tra i personaggi di Kenshiro, molto prima dell’uscita del Gioco di Ruolo ufficiale, e un secondo che gestiva delle gare tra veicoli pesantemente armati. Qualcosa in stile Car Wars e Death Race, ma con una gestione a lungo termine del mondiale a punti.
Il gioco di combattimento di Kenshiro era qualcosa di molto simile a un videogame simulato con dadi a sei facce, e ispirato vagamente al primo Street Fighter. Il board game di gare automobilistiche letali era invece più complesso e prevedeva anche un lato manageriale, coi piloti che guadagnavano dollari in base ai punti fatti, e che col loro capitale potevano comprare nuove armi, corazze e motori. C’era perfino una sezione del regolamento dedicata ai casinò, che i vari piloti potevano frequentare tra una gara e l’altra!

Qualche anno più tardi mi dedicai alla creazione di alcuni semplici boardgame ispirati ai film di George A. Romero. Erano simili a dei giochi di ruolo con regole semplificate, tuttavia ricordo ancora oggi con grande affetto alcune partite d’atmosfera, particolarmente riuscite. Il fatto che giocassimo in giornate uggiose di autunno e inverno contribuiva molto alla resa finale del gioco.

Tralasciando i miei vari tentativi di utilizzare un sistema di role playing creato ex novo, concludo questo post ricordando i tre librogame scritti nel periodo tra i miei 15 e 17 anni. Il primo era una brutta copia delle avventure di Lupo Solitario, ma ambientato in un mondo post-atomico, scopiazzato (ancora una volta, sì), da Kenshiro.
Il secondo, più raffinato, era ispirato alle avventure di Conan il Barbaro, che in quegli anni erano senz’altro tra le mie letture preferite. Il librogame naufragò dopo duecentocinquanta paragrafi scritti, ma ne ricavai un semplice e divertente boardgame di guerra.
L’ultimo librogame personalizzato era un fantasy molto più maturo – si fa per dire – e completo, ma senz’altro troppo generalista per essere in cima alle mie preferenze in fatto di ricordi. Qualcosa di tolkienoide, complice la lettura del Signore degli Anelli, che giace dimenticato in qualche armadietto della memoria.
La cosa bizzarra è che tutto ciò che scrivevo allora, lo producevo a mano. Altri tempi…
Comunque sia, un librogame via blog lo voglio assolutamente provare a gestire. Consideratelo uno dei progetti prossimi venturi.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

13 risposte »

  1. Onorato di aver ispirato l’articolo! 😉
    Il gioco di calcio sembra davvero una figata *_* una cosa che non ho mai sentito i giro, un rpg calcistico… Interessantissimo! Invidio anche la tua costanza e pazienza che ti hanno portato a scrivere dei librogame…non sono mai andato oltre le prime pagine! ^_^’
    L’idea del “libloggame” mi sembra geniale 😀

    • Forse perché mi è sempre piaciuto scrivere, fosse anche solo per me stesso (ora non la penso più così), quindi se avevo un’idea la buttavo giù, senza pensarci troppo 🙂
      Certo che i miei librogame erano davvero illeggibili 😀 Ma ero anche piccolo…

  2. Io mi sono limitato a creare un paio di giochi stile gioco dell’oca, genere fantasy. Uno l’ho disegnato su un cartoncino 100×70, avevo realizzato anche i personaggi in cartoncino con piedistallo in legno, l’altro è rimasto in forma di progetto.

  3. Che idee che si hanno da ragazzini. Io e mio cugino, facevamo prove di wargames con le action figures prese da varie serie, oppure avevamo creato un boardgame strategico usando le figure ritagliate dalle confezioni delle a.f. di Star Trek. Forse quello riuscito meglio, era un gioco con dei dischetti di alluminio, su cui avevamo disegnato dei simboli. Ogni disco aveva i suoi valori ecc…
    Pensandoci bene, però non credo che tutti i ragazzini avessero queste idee 😉

    • Mi sa che non eravamo in tanti.
      Nemmeno in pochissimi, ma di certo non numerosi.
      Mi piacerebbe sapere se queste cose le fanno ancora, i ragazzini. Con così tanti videogiochi a portata di mano, temo proprio di no :-/

      • Del resto, hanno luoghi dove comprare anche boardgame, wargame ecc… già pronti. Non sono negozi così diffusi, ma dove vivo io ne posso contare almeno 3/4 nel raggio di 30 km.

        • Ce ne sono molti meno rispetto agli anni ’90, ma ce ne sono. In più via Internet è reperibile qualunque cosa.
          Ai nostri tempi bisognava ingegnarsi. Anche perché io avevo in tasca 20.000 Lire al mese, e mi ci dovevo arrangiare.

  4. Creati giochi, scenari, ambientazioni.
    Il mio primo gioco di ruolo/strategia lo giocavamo in prima liceo col mio compagno di banco – era un gioco di ninja… a turno un giocatore si creava un assassino ninja, e l’altro creava una situazione nella quale il ninja doveva riuscire a infiltrarsi, eliminare la vittima, e fuggire non visto.
    Era un sistema diceless – se solo avessimo saputo cos’era un sistema diceless.

    Successivamente, con mio fratello compilammo una colossale guida a Torino negli anni ’20 per Call of Cthulhu, sulla falsariga delle guide a Londra e al Cairo che Chaosium aveva appena pubblicato.
    Mettemmo giù una bozza e l’offrimmo alla Stratelibri (per non far nomi).
    Ci dissero che non gli interessava.
    Che se anche gli fosse interessata, avevano i loro autori a cui affidarne la scrittura.
    “Ma voi comunque lasciateci il materiale, senza impegno, eh…”
    Certo, come no.
    Poi scoprimmo – tramite internet – che all’estero i fan che si autoproducevano il materiale erano i benvenuti presso gli editori.
    Abbiamo qualche titolo pubblicato in USA e in UK.
    Chaosium, Pagan Publishing, Brichester University Press…
    Ci hanno persino pagati 😉

    • La guida a Torino in versione CoC è semplicemente geniale.
      Com’era venuta? Bene? Mai pensato di adattarla a un volumetto lemuriano?

      Anche noi ci guardavamo in giro per piazzare del materiale a qualche casa editrice italiana. Parlo di quell’età in cui i nostri lavori erano più maturi, diciamo tra i 18 e i 22.
      Mai trovato nessuno disposto a pagare. Però si “offrivano” di pubblicarci gratis.
      Certe cose non cambiano mai 😀

  5. Io da “giovane” ho collaborato con due amici alla realizzazione di un GdR fantasy – nel senso che loro l’hanno creato e io ho dato un paio di pareri – ma non si è mai concretizzato. Ho invece collaborato più attivamente (con gli stessi) alla costruzione di un gdr play-by-chat, che all’epoca andavano abbastanza, e devo dire che ha dato qualche soddisfazione, prima di finire nel dimenticatoio. Del resto, ce n’erano di migliori.
    Ultimamente, si può dire che abbia creato un modulo per GUS, anche se in realtà ne ho modificato uno esistente con la mia ambientazione. E’ stato molto divertente, soprattutto vedere i miei amici giocare nelle terre dove un tempo avevo pensato di ambientare la Trilogia Fantasy mai scritta.
    Tutto scritto rigorosamente a mano, almeno in prima stesura!

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