The Ward (di S.L. Grey)

The Ward

The Ward
di S.L. Grey
Corvus Books
294 pagine, 9.76 euro (brossura), 5.07 (ebook)

Sinossi

Lisa soffre di una grave dipendenza dalla chirurgia estetica. Si vede brutta, imperfetta, e non può fare a meno di ricorrere a continue modifiche facciali.
L’unico ospedale che le consente ancora di ricorrere a questi interventi è il New Hope, una struttura vecchia, grigia, tetra, tanto che i pazienti lo chiamano “No Hope”. Josh Farrell è un fotografo di successo, abituato a lavorare con modelle e celebrità. L’ultimo suo ricordo è quello di una feroce litigata con la fidanzata Katya, questo prima del risveglio al New Hope, colpito da una forma violenta di morbillo.
Lisa e Farrell sono gli unici due pazienti a notare che nell’ospedale c’è qualcosa che non va. Tutto sembra strano, e tra le corsie si aggirano strani, oscuri personaggi. Insieme decidono di cercare una via di fuga, cosa che li porterà a inoltrarsi nei sotterranei del New Hope, dove operano gli inquietanti impiegati del fantomatico Ministero delle Modificazioni…

Commento

Di Sarah Lotz e Louis Greenberg, gli autori sudafricani che si nascondono dietro allo pseudonimo S.L. Grey, vi ho già parlato in precedenza. Ossia recensendo Il Manichino, il loro romanzo d’esordio, pubblicato in Italia da Newton Compton.
Quella novel mi è piaciuta così tanto che non ho esitato a recuperare la loro opera seconda, The Ward, al momento ancora inedito nel nostro paese.
La prima cosa che ho notato è l’immutata struttura del romanzo. Come per Il Manichino, anche in The Ward si alternano due voci narranti, una maschile e una femminile. In questo caso i due POV sono rispettivamente quelli di Lisa e di Farrell.
Gli autori lavorano innanzitutto sulla personalità dei due protagonisti, tanto diversi, quanto uniti in quest’avventura surreale, orrorifica. Lisa è una ragazza piena di gravi complessi, ma sostanzialmente buona. Farrell è un uomo affascinante, benestante, fidanzato con una splendida modella, ma anche abituato a manipolare le persone per il proprio tornaconto.
La casualità che unisce i loro destini è il ricovero nel New Hope. Ospedale in cui due realtà, la nostra e un’altra, sembrano sovrapporsi in modo pericoloso.

L’universo parallelo svelato in The Ward ha molti punti di contatto con quello già scoperto ne Il Manichino. E’ lo stesso? Quasi sicuramente sì, anche se non ci sono collegamenti tanto stretti da rendere imprescindibile la lettura del primo volume. I due romanzi sono infatti entrambi autoconclusivi.
La struttura ospedaliera “fantasma” in cui finiscono Lisa e Farrell è la versione parodistica e orrorifica di quella reale, dentro la quale essa si nasconde. Nel Ward gestito dal Ministero delle Modificazioni tutte le leggende urbane relative alle disgrazie ospedaliere sono vere. Iperburocrazia soffocante, orrende operazioni di ibridazione tra esseri umani e non meglio identificate creature, compravendita di organi, cure mediche pagate con la cessione di once di carne umana, pazienti ridotti a vegetali nutriti all’ingrasso.
Ma il Ward è anche il posto in cui alcuni inconsapevoli privilegiati possono ottenere cure che nel mondo di superficie non esistono. Questo è per esempio il caso di Lisa, che da anni desidera una faccia nuova, e che vedrà il suo desiderio avverarsi. The Ward in the Corvus Spring 2012 catalogue
Letteralmente.

Il romanzo è ottimo. Migliore del già fantastico predecessore. Gli autori sono abilissimi a giocare con la psicologia dei protagonisti, e ad allestire atmosfere che amplificano paure reali (gli ospedali, le operazioni, gli errori dei medici), buttandola sul grottesco, ma senza mai scadere nel genere bizarro. E’ proprio il costante giocare con l’eventualità che tutto ciò che accade sia un frutto della follia dei personaggi a inquietare a fondo.
Quando ci si rende conto che l’orrore è (probabilmente) reale, oramai il lettore ha talmente empatizzato coi protagonisti, che la risposta definitiva riguardo a ciò che hanno vissuto è paradossalmente secondaria.
Questo è horror di classe, signori.
Da leggere e diffondere.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

14 commenti

  1. Bene, sono molto contento. Già il primo mi era piaciuto molto, adesso non aspetto altro che di leggere questo.

    Grazie! 😉

  2. Bene , il manichino l’ho preso e messo sul kindle, seguendo il tuo consiglio, ma non l’ho ancora letto, spero presto di poterlo fare,..( sto finendo Montague.Rhode James..respect…non posso mollare i racconti di fantasmi a metà, non vorrei che il SUO mi perseguitasse…), appena posso acchiappo anche questo.Tutto sulla fiducia, vorrei dire, poi non lamentarti che che non ti considerano…eheheh..

  3. Questi due li devo leggere assolutamente – anche perché mi interessa espandere un po’ la mia conoscenza degli autori sudafricani (e australiani).
    Grazie quindi per la segnalazione.

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