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Come convincere un amico a leggere un libro

libro animato

Non sono bravo a fare proselitismo. Anzi, diciamo che non m’interessa farlo.
Rispetto i gusti altrui, desiderei ricevere la stessa gentilezza, e la questione muore lì. Certo, qui sul blog recensisco una marea di roba, dai film ai libri, dai fumetti ai saggi. Però ho la presunzione di credere che il lettore-tipo di Plutonia apprezzi gli argomenti che tratto di solito. Altrimenti non sareste qui, giusto? In fondo la Rete è smisurata, quindi inutile perdere tempo con un blog che parla di argomenti che non interessano.
Nella vita reale, invece, mi disinteresso di consigliare letture e/o visioni alla maggior parte delle persone che conosco. Questo soprattutto perché conosco i loro gusti e so che sono divergenti dai miei. Frequento pochissime persone appassionate di cinema “fantastico”, e quasi nessuna che legga romanzi di speculative fiction (per dirla all’inglese). Per questo ritengo inopportuno sfiancarle con la pretesa di leggere il libro che a me è piaciuto tanto, nella vana speranza che possa risultare gradito anche al prossimo.
Certo, a volte un po’ di rabbia c’è, nel vedere tanto disinteresse. Soprattutto quando il rifiuto altrui è figlio del pregiudizio, più che di una valutazione basata su dati reali.

Anni fa riuscii a far leggere Il Miglio Verde a un’amica. Questi non aveva mai provato nulla di Stephen King. Lo riteneva anzi un autore anni luce lontano dai suoi gusti. Quando mi disse di averlo gradito moltissimo, per me fu una grande soddisfazione. Provai la grande gioia di aver sconfitto uno sciocco pregiudizio. il miglio verde
Probabilmente Stephen King non sarai mai un autore gradito alla mia amica, ma quella volta lo lesse a prescindere da ogni altra considerazione preconcetta. Fu un bel momento.
Tuttavia questo piccolo aneddoto personale rappresenta un caso limite.
Le altre volte in cui ho provato a spingere dei “profani” alla lettura di alcuni classici della letteratura fantastica, da Lovecraft a Matheson, passando per qualcosa di più contemporaneo, come King o il nostro Danilo Arona, ho ricevuto sempre dei rifiuti che vanno dall’imbarazzato allo sdegnato.
Il rifiuto che più offende suona più o meno così: “Lo sai che io non leggo quelle scemate che piacciono a te.”
Il che lascia sottointendere un giudizio negativo riguardo ai miei gusti e alla gestione del mio tempo libero. Quindi anche a me come persona.

Nemmeno io sono però totalmente estraneo ai pregiudizi, devo ammetterlo. Ci sono romanzi che non leggerei mai. Per esempio tutti i paranormal romance per ragazzi (da noi venduti agli adulti) che strabordano dagli scaffali delle librerie italiane.
C’è solo una differenza, tra il mio pregiudizio e quello delle persone descritte in precedenza: io ci ho provato.
Ho provato a leggere Twilight, così come Fabio Volo e Moccia. Tre nomi che per me rappresentano tutto ciò di male esiste nell’editoria. Non ho finito nessuno di questi libri, tutti mollati verso pagina 50 per sopraggiunto disgusto. Per fortuna in Feltrinelli si può leggere in loco, senza obbligarmi a comprare tali schifezze.
Perché, sì, li reputo tali: porcherie. Però posso dirlo avendo provato a leggerli. E so che non acquisterò mai nulla di simile.

E voi? Avete mai tentato di far leggere i vostri libri preferiti ad amici e colleghi che disdegnano il genere di narrativa che amate?

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

40 risposte »

  1. Il più delle volte non ci provo neanche. Sicuramente non con i libri. Con i film mi è capitato. Ho fatto vedere Martyrs a un gruppo di mie amiche che di solito non vedono film dell’orrore e ho avuto una grande sorpresa quando ne sono rimaste sconvolte sì, ma anche entusiaste, commosse e profondamente colpite. Ma credo che col cinema sia più semplice.

    • Sì, coi film è più facile, e in effetti è capitato anche a me di fare (involontario) proselitismo. Anche se pure in quel campo ci sono tanti ebeti pieni di pregiudizi.

  2. In genere non ci provo mai, anche perchè la maggior parte delle persone che conosco non sono particolarmente attratte dai libri. Capita più spesso il contrario: poiché i miei conoscenti sanno che sono interessato ai libri, mi suggeriscono talvolta di leggere libri che magari non hanno letto, però ne parlano tutti in giro…

  3. Devo dire che nella mia ristretta cerchia di amicizie siamo molto simili in fatto di gusti e capita spesso che ci scambiamo titoli o libri.
    Ma so cosa vuol dire cercare di stimolare qualcosa che non esiste in un’altra persona, negli anni mi è accaduto svariate volte.
    E ogni volta è finita che passavo io per quello che leggeva robacce…
    Quindi ho eretto una regola universale: consiglio solo a chi so (o credo) possa interessare.

  4. Dico la verità, penserei ad un grande successo semplicemente riuscendo a far leggere un qualsiasi libro alla maggior parte dei miei amici.
    Fenomeni di contaminazione letteraria ci sono stati, e ci saranno, con la mia ragazza, son persino riuscito a fargli leggere Asimov!

  5. No, perché in genere a me non piace proprio consigliare libri da leggere, come non piace che qualcuno mi dica “leggi questo, leggi quello”. Ho centinaia di libri da leggere, non mi mancano le letture da fare.
    I libri sono là, nelle librerie, online e nelle biblioteche: se uno vuole leggere, legge e basta.
    Raramente m’è capitato di dire a qualcuno “quel libro è bellissimo, leggilo”, ma neanche ricordo se poi è stato letto.
    E quei libri che hai letto io manco ci provo a leggerli 😀

    • E fai male, se posso permettermi, perché è sempre meglio conoscere ciò di cui si parla male 😀
      Infatti io posso tranquillamente dire che Fabio Volo è un coglione, perché ho avuto abbastanza masochismo da provare le sue schifezze 😉

  6. C’ho provato si… E alla lista aggiungerei fumetti e manga (quella si che è roba per bambini cazzo!!! non la leggerò mai!), anime, film fantasy e di fantascienza, film a tema supereroistico… I pregiudizi sono duri da buttar giù.. Non sai quanti mi facevano incazzare i rifiuti della mia ragazza ad esempio, che solo a tentare di mostrare la copertina di un qualcosa che avevo letto mi guardava male.. Grande botta d’autostima insomma mi arrivava… :/

    • Dici bene! Coi fumetti va addirittura molto peggio. C’è un’ignoranza abissale in materia, nonché moltissimi pregiudizi. Se leggi fumetti ti prendono per un poppante, senza nemmeno conoscerne il contenuto.

  7. Ehm non ci provo più. Sebbene conosca 2-3 persone dai gusti affini ai miei, beh
    – uno di questi è il tipico arrogante che tutto quello che lui legge è bellissimo e quello che altri propongono è certamente inferiore
    – il secondo, anche se abbiamo interessi comuni, è pigro (pensa che gli interessi non meritano troppa fatica) tanto da leggere pochissimo.
    – il terzo un misto tra i primi due

    Intuisci la mia frustrazione 😦 e forse proprio per scaricarla ho aperto il mio blog!

  8. Non credo di essere mai riuscito a convincere un amico a leggere un libro da me suggerito. Anzi, forse non ci ho mai provato perchè quando ho ospiti in casa, ho modo di vedere le loro reazioni quando si soffermano a guardare la mia libreria e la mia collezione di vhs e dvd. basti pensare che il collega che mi registra le puntate di The Walking Dead non controlla nemmeno se la copia è andata a buon fine perchè “vedere quelle cose me fa paura e poi non ce dormo la notte”. Piuttosto, mi accontento di trasmettere ai miei figli quelle che sono le mie passioni in fatto di libri e film.

    • Beh, quello che fai coi tuoi figli vale tutto ciò che non puoi fare con gli amici, credimi.
      Le storie sull’horror che “non fa dormire la notte” le sento da una vita. Per carità, può essere una faccenda di sensibilità individuale, eppure ci sono horror e horror…

  9. in linea di massima, anch’io ho smesso da parecchio di “convertire” gli altri, sia in fatto di libri che di musica. se qualcuno è curioso rispondo volentieri, ma non sono più io a spingere. nell’ambito cinematografico è più facile, perché un film viene ritenuto poco impegnativo, male che vada sono due ore sprecate davanti alla tv, quindi bene o male tutti pensano di poterselo permettere.

    in ogni caso, quando mi è stato chiesto di suggerire qualcosa, ho avuto buoni risultati con romanzi di fantascienza “soft”, di quelli che si focalizzano molto sui sentimenti. penso ad esempio a “fiori per algernon” e “la moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”. quelli a cui sono riuscito a farli leggere, sono rimasti soddisfatti e sorpresi che la sf potesse essere “così”.

    • Sì, confermo. Coi prodotti “ibridati” (fantascienza soft, paranormal romance) si fa più facilmente breccia. Possono essere delle ottime teste di ponte per sdoganare il genere, purché non ci si fermi solo a quello.
      Il punto è: vale la pena spendersi per “crociate” di questo genere?

  10. Mah io se leggo qualcosa di molto bello e che penso possa interessare un po’ ci provo a proporlo.
    E’ come quando assaggi qualcosa che ti piace, provi a farlo assaggiare anche a chi vuoi bene.
    Il problema è che un libro diversamente dal cibo o dal cinema richiede più tempo e moltissime volte le persone non vogliono impegnare il loro tempo su una cosa che gli hai proposto.
    Mio fratello mi dice sempre di sì ma poi non legge niente e lascia accumulare polvere sugli scaffali.
    Ho più fortuna con mia mamma (ma dimmi tu!) alla quale spesso passo fantascienza e fantasy.
    Di solito protesta dicendo “ci provo, ma non so se mi piacerà”. così per mettere le mani avanti nel caso mollasse a metà. Però poi il libro lo finisce e le piace. Salvo a non darmi mai la soddisfazione di dirmi che è un bel libro. Di solito alla fine mi riempie di considerazioni su cosa non va del libro in questione.
    Ma io so che comunque il libro le è piaciuto perchè dopo qualche tempo( e qualche fregatura) ritorna e mi chiede “hai qualcosa da propormi?”.

    Per quanto riguarda Twilight io ci ho provato e per amore della mia amica che me lo ha regalato e di tutte le altre che mi straconsigliavano di leggerlo lo ho anche finito. Mi ha lasciata davvero scombussolata perchè io lo ho letteralmente odiato (più della mia amata regina del fantasy, se possibile!) ma le mie amiche sono impazzite per quella roba.
    Non so. Ancora non me lo spiego.

    • Beh, sì, un certo livello di impermeabilità a ogni possibile apertura mentale c’è, ed è pure in crescendo.
      Nel senso, come dici tu, che non si fa nemmeno più il tentativo di impegnare il tempo in qualcosa che non si conosce. Soprattutto se si tratta di libri.
      Che poi, per carità, i gusti son gusti. Ma a volte lasciarsi una porticina aperta non fa male.

      Twilight è tremendo, concordo. Quel poco che ho letto mi è bastato. Sono però orgoglioso di averlo fatto, perché ora posso parlarne male con conoscenza dell’argomento, e non per sentito dire.

  11. Fortunatamente ho una moglie che condivide molti miei gusti: per dire si è letta di un fiato la Svastica sul Sole di Dick senza sapere nulla dello scrittore e gli è piaciuto talmente tanto che ha fatto fare un lavoro ad un suo alunno.
    Ma il rapporto è biunivoco: ora sto leggendo Siddartha di Hesse che lei ha preso alla biblioteca per rileggerselo e io ora me lo sto divorando.
    Mia madre invece è la mia fornitrice di classici: ho terminato poco fa I Miserabili di Hugo penso uno dei massimi romanzi di tutti i tempi. E’ inaspettatamente, alla faccia dei realisti è pieno di elementi fantastici: il demone che si aggira nel bosco di Montfermeil, oscure sette dell’ancien regime, mostri che si aggirano nelle fogne di Parigi, folletti…
    Poi ho un collega che pur essendo affascinato dal fantastico e dal mistero non aveva mai letto nulla; gli ho fatto leggere Howard, Lovecraft, Asimov, Turtledove.
    Responso positivissimo.

    • Ottimo! Sei una persona fortunata.
      Ben venga chi è così aperto ai buoni consigli e alle esperienze diverse (e con questo intendo tanto te quanto i tuoi amici e famigliari).
      Grazie per aver condiviso la tua esperienza 😉

  12. Non consiglio quasi mai dei libri, ma quando lo faccio uso dei titoli “ibridi” che subdolamente presto o consiglio a gente che so che di proposito non leggerebbero mai un libro di genere. Uno di questi è stato quando ho consigliato “l’anno dei dodici inverni” di Avoledo ad una amica spacciandolo per una storia d’amore (è anche una storia d’amore, sia chiaro) celando le parti sci-fi che sono predominanti. l’ha letto d’un fiato e ha gradito anche quelle che ha chiamato “parti strane” 🙂 Con lo stesso pretesto ho caldeggiato ad un’altra persona “22/11/63” di King ad uno che mai aveva letto un suo libro.
    Ma il mio “libro trappola” per eccellenza, che riscuote più consensi, è “sotto la pelle” di Faber, che spaccio per thriller insolito, glissando sugli aspetti horror/fantastici molto metaforici.

    • Bravo, ottima strategia. Ne faccio uso anch’io.
      In questo senso il buon King è un ottimo “infiltrato”, visto che non ha scritto solo horror puri e classici.
      Infatti di solito piace, anche se poi si fermano a lui.
      Sigh.

  13. visto che siamo in tema di consigli libreschi, e che i lettori di questo blog sono molto elastici, mi permetto di consigliare un giallo “immagina i corvi” di Sorrenti, che è possibile scaricare gratuitamente da amazon http://www.amazon.it/Immagina-i-corvi-ebook/dp/B00AND9XWA/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1359542032&sr=8-1
    ambientato nell’86 in un paesino della puglia, dove non mancano nemmeno gli elementi perturbanti a noi tanto cari

  14. Ti racconto la mia? 🙂
    La maggioranza delle mie amicizie ha smesso di leggere dopo gli studi 🙂 Addirittura se mi “beccano” con qualche libro partono con il seguente ritornello: “Ancora a studiare pensi?”.
    I miei ex colleghi: lasciamo perdere.

    Con altri amici esiste uno scambio di opinioni e conoscenze, anche su interessi e generi spesso diversi.
    La più grande soddisfazione e sorpresa è stata quella di scoprire che i miei genitori hanno iniziato a leggere assiduamente senza che io li “sforzarsi” in qualche modo e vedere leggere la mia compagna Dick e passare ad altri scrittori di fantascienza, lei che “io la fantascienza, no, grazie”, non ha prezzo.
    Credo che questo sia il giusto atteggiamento: non avere pregiudizi e avvicinarsi agli altri in maniera curiosa.
    Secondo me non ha senso cercare di convincere (per me è una brutta parola:)) qualcuno a leggere o vedere certe cose con un atteggiamento spocchioso o come se fosse la cosa più importante al mondo o pretendere di avere attenzione perché sì, si ottiene il risultato contrario. So che non è facile, a volte lo sono pure io spocchioso, ma ci si sto lavorando.

    Io ho provato a leggere anche Baricco, prima di poter dire: “no, grazie” 🙂
    Ho letto Il Manichino: lettura piacevole, Grazie 🙂

    • La verità è che oramai leggere viene sempre più vista come una scocciatura. Una cosa da fare, appunto, se stai studiando. Una volta finito il percorso accademico, che senso ha continuare a leggere?
      Infatti conosco seri professionisti che hanno disimparato l’uso dell’italiano scritto.
      Sarà perché non leggono più nulla?

  15. Lo facevo… ma poi ho smesso. Non perché rifiutassero di leggerli, piuttosto perché, dopo averli apprezzati, ecco che mi si incollavano alla sedia per chiedermi nuovi titoli, nuovi autori, nuove cose… e a chiedermi di ogni libro che vedevano in vetrina in libreria.
    Oddio… ammetto che ho cominciato a evitarli apposta, a essere scontruoso apposta, così che tornassero a scegliersi i libri per i fatti loro! 😀

    Moccia non ti è piaciuto??? Ti svelerò che 3 metri sopra il cielo a me è piaciuto. Gli altri no… ma il primo sì. Volo, per me, potrebbe tranquillamente volare fuori dalla finestra (visto il nome, il passo sarebbe breve!).

    • Per dirla tutta Moccia è quello che ho trovato peggiore tra i tre autori che ho citato nel post. Almeno Volo mi ha fatto sogghignare con metafore così surreali da sembrare comiche (anche se in realtà il buon Fabio le utilizza con piglio serio, da scrittore impegnato).
      La Meyer, confrontata con le sue mille cloni, alla fine riesce perfino a riscattarsi. Cioè dal 3 che le davo prima, ora si merita un 4 e mezzo di stima 😀

  16. Ci ho provato,ci ho provato parecchio in passatto ottenendo rifiuti sulla stessa falsariga de “ma le scemenze che leggi te non mi interessano”. A volte ho cercato di consigliare Howard ad alcuni miei amici con cui giocavo di ruolo solo per sentirmi dire che Tolkien è meglio:-( C’è poi il caso contrario ovvero quando gli altri cercano di importi quello che loro leggono continuando a farlo anche quando è palese che non ti piacerà mai…

    • Sì, il caso contrario è perfino più irritante.
      Ricordo con orrore chi voleva impormi i romanzo di Wilbur Smith, probabilmente scoperto un paio di giorni prima, ripugnando l’idea che i miei autori d’avventura siano altri.

  17. Ho alcuni amici che leggono molto (diversi di loro hanno studiato lettere e amano leggere). Con loro lo scambio di consigli è all’ordine del giorno e proficuo, ma è facile essendo una passione comune. Più in generale credo che il modo migliore per dare un consiglio sia regalare il libro. (Magari il destinatario dell’omaggio non lo leggerà ma qualcuno, prima o poi, lo toglierà dalla mensola per farlo.)

  18. L’ho provato anch’io. Ho qualche amico che ha gusti vicini ai miei, ma non li vedo molto spesso. Il mio più grande insuccesso è stato parlare di Martin entusiasticamente, veder disdegnare il mio consiglio… e adesso tutti a leggerlo con l’arrivo della serie TV. Della serie: TV 1 – 0 il sottoscritto. Ultimamente ero quasi riuscito a far leggere Martina Chronicles a un amico che già aveva apprezzato Fahrenheit 451 (letto a scuola) ma alla fine dubito che lo leggerà. Sono esperienze demotivanti, ma non demordo!

  19. Tra tutti i miei amici, almeno quelli che frequento con una certa regolarità, NESSUNO* legge, se non in maniera sporadica (0-1 libri l’anno, forse, ad esagerare).
    *Fa eccezione uno di questi che legge praticamente solo spy story et similia (hai presente Segretissimo…). Ho provato una manciata di volte a tentarlo verso altri lidi ma non c’è stato niente da fare. Addirittura un vincolo è che le storie devono essere ambientate nel presente, diciamo dal XX° secolo inoltrato (molto) in poi, altrimenti sono ‘antiche’ (boh!).
    Tutta questa pappardella per dire: fatica sprecata.

  20. Una volta ci provavo. Poi ho smesso di perdere tempo e ho aperto un blog. 😀
    E devo ammettere di aver provato a leggere anche qualche “young adult”, giusto per conoscere “il nemico”, ma anche per capire quali siano le cose che “vendono” e “perché”. E a che livello sia la gente che non solo li legge, ma li glorifica come se non esistesse niente di meglio. E anche perché pensavo che per poter parlare male di una cosa bisogna prima conoscerla, ma ultimamente ho deciso che conoscere una cosa solo per poterne parlare male è un’abitudine un po’ morbosa… (un po’ intricato?) 🙂
    Anche perché non riuscirò mai a cambiare le teste di coloro a cui queste cose piacciono, e probabilmente non è nemmeno giust provarci.
    Ho letto tutto Twilight, trovandolo la peggiore porcata esistente. Ho letto il primo di Hunger games e Warm Bodies, trovandoli meno peggio di quel che pensavo, li ho pure recensiti sul blog. Ho provato a iniziare un Moccia, ma non ce l’ho fatta. Fabio Volo non l’ho mai soppportato nè in radio nè in TV, quindi non ci provo nemmeno…

  21. In base alla mia esperienza, se leggi molto (e di tutto), col tempo trovi sicuramente il modo per “leggere” anche i tuoi amici e per indirizzarli, quindi, a quella che potrebbe essere per loro una lettura piacevole.
    Diverse volte, invece che consigliare un titolo, ho portato l’amica in questione con me in libreria. Se giri per ore fra i libri, un titolo lo trovi. E un titolo, per chi non legge, e già tanto.
    Quando un libro ci piace particolarmente, arriviamo alla fine e sentiamo il bisogno di condividerlo con tutti, di diffonderlo, perché speriamo che anche agli altri piaccia com’è piaciuto a noi. Quando ciò non accade la prendiamo quasi come un’offesa personale, ma la realtà è che leggere è come fare sport: devi allenarti, devi fare pratica, non puoi gareggiare con chi non è al tuo stesso livello. E tu atleta preparato (noi amanti dei libri) non possiamo prendercela poi troppo se il nostro amico che non ha fatto un giorno di palestra (non ha mai letto più di tanto) non sta al nostro passo.

    Infine voglio spezzare una lancia a favore dello ‘young adult’, il genere di cui scrivo e quello che mi trovo volentieri a leggere. Non tutto è Stephenie Meyer (operazione di marketing straordinaria) o Fabio Volo (il prodotto dell’Italia per cui, per andare avanti, non serve saper fare) o Moccia (di cui neanche ricordo il nome, fate voi).
    Ci sono John Green, Laura Wiess, Katja Millay, e tanti altri. Autori che – con storie dirette ad un pubblico giovane, ma che di giovane hanno ben poco – muovono milioni di ragazzi e ragazze a leggere, scrivere e trovare in un libro stimoli e spunti per crescere.

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