scrittura

Non comprate ebook a 10 euro

dieci euro

Non volevo scrivere un doppio post, non oggi. Volevo lasciare spazio a quello di stamattina, che pare interessare tanto i miei lettori.
Poi però mi capita di leggere su Twitter l’annuncio del release di un nuovo ebook italiano.
Non è autoprodotto*, bensì pubblicato da Mondadori.
Al modico prezzo di 9.99 euro. Che, nel linguaggio dei comuni mortali, vuol dire 10 euro tondi tondi. Per un libro digitale**.
Follia e raccapriccio. La perfetta dimostrazione che gli editori italiani:
A) Non hanno capito nulla dell’editoria digitale;
B) Quel poco che hanno capito lo sfruttano – malamente – per proprio mero tornaconto***.
C) Ci prendono tutti per beoti senza alcuna capacità di giudizio.
Ecco, io vorrei dire, umilmente, da questo mio angolo di mondo che da anni si occupa di libri e di case editrici: non comprate ebook così cari. Non foraggiate queste politiche folli e irrispettose. Scelte di questo tipo riescono a dar ragione a chi è di default contro gli ebook. Figuratevi un po’, lo ammetto perfino io.
Aggiungo – e concludo: se siete scrittori, rifiutate ogni proposta del genere dai vostri editori. Pubblicare un romanzo digitale a 10 euro non è solo stupido, è anche immorale****.
Tenetevi i vostri 10 euro in tasca. Anzi no: bevetevi un paio di birre, e dedicate un bel paio di rutti alla faccia di questi editori.

* Perché gli autoprodotti sono il male assoluto, giusto? E non venitemi a dire che i dieci euro sono giustificati dalle spese di editing. Per carità, risparmiateci almeno le prese per i fondelli.
** No, non vi dirò il titolo. Non ho nulla di personale contro l’autore. Il mio è un ragionamento che vale per decine e decine di casi simili.
*** Le Case Editrici non sono enti benifici e bla bla bla. Concordiamo tutti. Ma un minimo di etica? Ce l’hanno perfino le compagnie di mercenari. Come dite? Ah, sì, meglio fare il mercenario, forse.
**** Nonché, se negli italiani vi è ancora un po’ di assennatezza, un prezzo del genere non vi farà vendere una cippa.

–  – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

55 risposte a "Non comprate ebook a 10 euro"

  1. In teoria – e non sono in grado di valutare quanto valide siano queste teorie – il mercato dovrebbe selezionare darwinianamente certe cose.
    In altre parole, i lettori, coi loro acquisti, dovrebbero segnalare all’editore quando il prezzo è troppo alto.
    Per cui, ciascuno può scegliere il prezzo che gli pare, per il proprio libro, poi saranno i lettori a premiarlo o a penalizzarlo.
    Detto ciò, ho visto prezzi così alti anche sul mercato anglosassone.
    Ma si tratta di una politica protezionistica rispetto al cartaceo – se la scelta è fra l’ebook a 14 dollari o l’hardback a quindici, la maggior parte dei lettori punta sul cartaceo.
    In linea di massima, un ebook dovrebbe costare come un mass market paperback – dai quattro ai sei dollari al massimo – 3-5 euro, insomma.
    Escludendo volumi illustrati e prodotti diversi.

    1. Sì, dici bene: la selazione dovrebbe essere naturale e spontanea. Darwiniana.
      Ma visto che in Italia di queste cose non parla praticamente nessuno – non certo i rappresentati dei media più importanti – mi son sentito in dovere di dire due parole.

      Concordo: anche sul mercato anglosassone ho visto dei prezzi alti. Ma diciamo che la media delle classiche novel è sui 4/5 euro, prezzo che ritengo adeguato.
      E infatti compro senza pensarci su troppo.

  2. Prosit! Mi bevo due birre (o anche di più, perché con 10 euro almeno 6 le prendo), piuttosto che buttarli così. Il discorso vale anche per i paperback pagati 10,50 e composti da fotocopie con caratteri mancanti. Ne parlerò la prossima settimana. Ci hanno preso davvero per scemi?

    1. Probabilmente approfittano anche del fatto che in Italia di queste cose non si discute mai, oppure lo si fa in posti di nicchia, come questo.
      E poi la lettura non viene considerata una necessità, quindi lucrarci su è ritenuto normale.

  3. Meglio spesi in birre, concordo! Tempo fa comunque c’avevo pensato. Un grosso passaggio al digitale (qui da noi, almeno) potrebbe voler dire prezzi più alti per gli ebook… Cioè.. Sì.. Siamo in Italia no? Non mi stupirei..

  4. Questa è davvero pazzia. Poi uno si chiede perché la gente continua a snobbare gli ebook… A questo punto non vi è alcuna differenza (togliendo sempre il fattore spazio per i libri, polvere etc), e la gente, giustamente, preferisce comprare qualcosa di “fisico”…

    Piccolo off topic: grazie per la tua recensione del libro “Il Manichino”! Inizialmente ero indeciso se prenderlo, ma dopo aver letto la tua recensione non ho avuto più dubbi! Lo sto leggendo ed è grandioso!

    1. Tra l’altro, facendo un po’ di cospirazionismo, vien da pensare che sia una cosa programmata. Prezzi alti, nessuno compra, loro continuano a pubblicare cartacei come e quando gli pare.

      PS: Lieto che “Il Manichino” ti stia piacendo, davvero 🙂

      1. Dipende da come ragiona una persona, meglio 1000 libri in un ebook reader oppure 1000 libri in una libreria a prender polvere, ad occupare spazio, a rovinarsi con gli anni? Io ero un profondo sostenitore del cartaceo, ma mi bastato ragionare un attimo: voglio leggere giusto? E allora cosa diavolo cambia se leggo su uno schermo o su una pagina stampata? L’importante è leggere! Se poi è anche comodo e pratico, ben venga!

  5. Questa è la solita genialata che viene praticata soprattutto dai grandi marchi editoriali nazionali che, tanto per gradire e in più, tendono a proteggere l’ebook con l’inutile e costoso DRM dell’Adobe (che può essere scassinato con una facilità ridicola). Fatevi un giro su BookRepublic.it per darvi un’idea…
    A me sembra un evidente tentativo di sabotare il più a lungo possibile il digitale nell’idea che questo possa evitare l’emorragia di vendite cartacee. Ridicolo, perché chi vuole piratare (NON comprare) un libro lo farà indipendentemente dal formato, e quindi è comunque un lettore/cliente perso.
    Pensare solo al proprio orticello senza prospettive e una visione, unire in un unico pacchetto tutti i difetti e nessuna delle virtù della borghesia: questa è l’imprenditoria italiana. Piero Gobetti lo diceva molto meglio di quanto possa fare io, ma la sostanza è quella.

    1. L’ipotesi del sabotaggio viene spesso in mente anche a me. Ed è perfino peggiore di quella dell’incapacità a gestire l’editoria nel contesto moderno.
      Perché, nel caso del sabotaggio, ci sarebbe anche il dolo.

      1. Un altro aspetto che avo dimenticato, comunque, è anche quello legato all’Iva. Vale la pena di ricordare che per l’ebook l’Iva è al *21%*. il contenuto resta lo stesso del cartaceo, ma in tasse l’editore ci smena di più. Il perché non so a chi bisognerebbe chiederlo, ma è così.

  6. Oppure, piuttosto che alzare i prezzi degli eBook così da far vendere sempre lo stesso la carta, il ragionamento potrebbe essere anche inverso. Avete visto quanto si sono alzati i prezzi dei cartacei? Adesso un nuovo uscito dei grandi editori costa minimo 20 euro, (AO SO 40 SACCHI DEL VECCHIO CONIO, MA CE STAMO A RENDE CONTO?) e in questo modo posso far costare di più anche gli ebook, perchè “10 euro sono sempre la metà di 20 oh, con gli ebook si risparmia una cifra!”.
    Tutto è relativo.
    Comunque è scandaloso.. un ebook non dovrebbe costtare più di 5 euro da mio modestissimo punto di vista. E il bello è che i prezzi degli ebook spesso li “rapportano” al numero delle pagine come i cartacei. Peccato che qui il discorso calza molto di meno, dato che dietro non c’è la stampa, la carta, ecc… al massimo si leggono qualche pagina in più i correttori, capirai.
    Sciacalli! Poi vi lamentate se l’italiano non legge o se uno se li scarica su siti pirati..

    1. Ma sì, diciamolo pure che anche i prezzi dei cartacei sono aumentati in modo scandaloso. E che cazzo, poi si lamentano se non vendono, i trogloditi.
      Senza considerare che aumentare i prezzi in periodo di austerity è doppiamente demenziale.

  7. C’è anche la menata dell’IVA al 21% tra le motivazioni degli editori per il prezzo degli ebook. Tra l’altro non so se avete notato, ma a parte rare eccezioni (Newton Compton, a volte ISBN e minimum fax), il prezzo medio di una novità uscita in contemporanea con il cartaceo sembra essere 9.99-12.99 per TUTTI

    1. Sì, stanno livellando i prezzi, ma in modo demenziale.
      Tra l’altro confermano quello che noi già sappiamo, ossia che fan parte di un cartello in cui la concorrenza è più che altro fasulla.

  8. Ovviamente, sono d’accordo con te (e con chi mi ha preceduto nei commenti).
    Sfortunatamente, credo di essere tra i pochi sfigati che è stato costretto a comprare un ebook a 10 euro semplicemente perché la versione caratcea, pur se schedulata e col suo bravo codice iSBN, di fatto non esiste.
    Parliamone.

    1. Sì, parliamo pure di questo, così come della vita sempre più breve dei cartacei in libreria.
      Segnatevi un titolo qualsiasi, non bestsellers, e guardate quante settimane resiste sugli scaffali prima di andare al macero. Se tirano i due mesi è già record.

      1. Infatti. Fino a non molto tempo fa, la durata biologica di un libro sugli scaffali era di 90 giorni. Adesso siamo sul mese circa, giorno più giorno meno. Se in quei trenta giorni il libro non decolla… ci siamo capiti.

  9. Alex, non sono convinta che dietro scelte di questo tipo ci sia un tentativo di boicottaggio/rallentamento, Credo piuttosto sia questione di mera miopia e scarsa conoscenza del pubblico. Ma resta il fatto che 10 cocuzze sono follia.

    1. Anch’io non sono del tutto convinto dell’ipotesi del boicottaggio. Diciamo che rimane una possibile spiegazione, forse non quella giusta. E comunque che Mondadori abbia “scarsa conoscenza del pubblico” è ancor peggio. Ma assumere qualche buon esperto di marketing? Magari under 60?

  10. Io faccio già fatica a spendere 10lemuri per un libro cartaceo, vedi tu! 😉
    A parte gli scherzi, la faccenda è vergognosa e fortunatamente (…) non è solo italiana. Ci sono una marea di ebook a più di 10 euro.
    A parte il prezzo, quello che mi spaventa di più è che in questo modo si aumenta la pressione del mercato “nero”.
    Lo stesso esempio di poca etica lo si ritrova anche nella carta, comunque. Vedi l’ultimo splendido romanzo di Stephenson che senza nessun tipo di avvertimento o volantino, viene venduto come volumone di 700 pagine e poi ti accorgi solo alla fine che avrà un seguito di altre 300. Ma negli USA il libro viene venduto come unico tomo. Non è questa delinquenza?

    1. Ti dirò, io compro quasi soltanto ebook in lingua inglese, e non ho mai speso più di sei euro. La media è sui 4.50. Poi sì, ci sono anche lì alcuni ebook venduti a prezzi da strozzini, ma forse la scelta è talmente ampia che si vedono meno.

      Riguardo a quanto dici nella seconda parte del commento, ti posso solo rispondere che da tre anni spingo al boicottaggio contro mondadori perché spezzetta in tre volumi i romanzi singoli di George Martin, facendoli così pagare il triplo.
      Etica, questa sconosciuta.

    2. Ti riferisci a Anathem? Non solo la Rizzoli l’ha spezzato in due, ma ha fatto tutto questo dopo aver pubblicato i primi due romanzi del ciclo barocco senza pubblicare anche il terzo e ultimo! (che ho trovato cartaceo hardcover a 1 euro mentre ero in visita a Boston, tiè!)

  11. Un paio di birre e avanzano pure un paio d’euro per qualche e-book autoprodotto che vale la pena di leggere. Stesso atteggiamento lo utilizzano affollando le librerie con libri sui “vampiri” sulla scia di Twilight, pensando così di indurre il lettore a comprare certe schifezze:in entrambi i casi il marketing spietato angoscia i lettori… questa cosa mi deprime un po’ devo ammetterlo.

  12. Non sopporto certi prezzi sugli ebook.
    Concordo con te, hai fatto bene a scrivere questo post, così tanto per sottolineare certe cose.
    Sul mercato che si assesta secondo un processo darwiniano ho i miei dubbi nel senso che se TUTTI gli editori mettono prezzi esagerati uno che scelta ha?
    Evviva le autoproduzioni… 😉

  13. Io una volta ho speso 16 € per un ebook nuovo. Lo so, è una follia. In inglese, prezzo del cartaceo tra 25 e 30€. Dopo aver messo in mostra il mio peccato, mi dichiaro totalmente d’accordo. Prezzi così alti sono una follia, e devi essere follemente innamorato dell’autore per acquistare ebook a prezzi così alti. Soprattutto se ci sono DRM, che a mio modo di vedere deprezzano il prodotto. Di tanto.

  14. Ah non c’è problema, non li compro di sicuro, anche perchè si può benissimo trovare roba di qualità gratis o quasi (tra cui anche quello che si trova su questo blog.
    Certo, se mi vendessero insieme una boccetta di profumo di carta… XD

  15. Sono fondamentalmente d’accordo con quanto scrive Davide Mana nel primo commento. Non ritengo che si tratti di miopia diffusa nelle grandi case editrici. Credo invece che ci sia del mirato sabotaggio da parte delle case editrici (che fanno cartello). Un sabotaggio che non nasce dalla incompetenza-stupidaggine degli addetti ai lavori, o dalla loro “Kattiveria”. Sono convinto che alla base della faccenda ci sia la paura. Provate a mettervi nei loro panni: adesso hanno ancora il potere (alle volte se lo sono perfino sudato, è il frutto di anni di lavoro, e peraltro su di esso poggiano le vite di molti dipendenti), ma si sentono minacciati. E allora cercano di rallentare l’inevitabile, quantomeno per avere più tempo per prepararsi, per rinnovarsi. Ho discusso più volte con chi si occupa del digitale nella casa editrice per cui ho pubblicato i miei due libri, mi sono dato da fare perché abbassassero i prezzi… Ebbene, il responsabile del digitale si è dimostrato più che consapevole della realtà delle cose. Nelle grandi case editrici sanno perfettamente che un ebook da 4 euro venderebbe 10-20 volte di più che al costo di 10 euro e quindi produrrebbe maggior guadagno. Ma a loro conviene, ora come ora, alimentare quel mercato? Il discorso sarebbe lungo e non voglio assolutamente dire che siano nel giusto, ma uno spiraglio di comprensione personalmente glielo lascio. Resta il fatto che 10 euro per un ebook sono di certo troppi e dunque concordo sul messaggio di fondo del post.

    1. Ma non si accorgono di essere comunque destinati all’estinzione? Non ci sono mai stati così pochi lettori come in questi ultimi anni. Quindi difendono orticelli sterili.
      Dovrebbero assumere esperti di marketing, magari dall’estero. Si stanno rovinando, e comunque questi mezzucci ritardano soltanto l’inevitabile.

      1. Be’, in parte ti ho già risposto. Non vogliono estinguersi, anche se si rendono conto che probabilmente difendono orticelli destinati a diventare sterili… Per il momento, però, quegli orticelli gli permettono ancora di chiudere con un fatturato positivo. Prendono tempo, per capire bene quali strade imboccare e come organizzarsi in modo tale da cercare di conservare il loro potere sul mercato editoriale negli anni futuri. Vero è che stupisce la fondamentale somiglianza nei comportamenti assunti da tutte le grandi case editrici. Che, cioè, nessun editore abbia fin da subito deciso di correre dei rischi, accettato e cercato di cavalcare la nuova realtà, le nuove possibilità, magari conquistandosi per primo una buona fetta di coloro che iniziano a rivolgersi al digitale. Per questo penso che sotto potrebbe anche esserci una sorta di tacito accordo tra le grandi CE.

        1. Come avevo accennato nei commenti precedenti, anche a me è venuta in mente l’ipotesi dell’esistenza di un “cartello” editoriale, per non pestarsi i piedi.
          Ciò non toglie che – lo ribadisco – secondo me è solo una lotta contro l’inevitabile, ossia l’estinzione.
          L’unica via di salvezza reale è adattarsi. Cosa che nel resto del mondo han fatto da anni.

  16. io il digitale lo rifiuto già sopra i 6,99€, che già mi sembra tanto per un file! E senza fare nomi, vogliamo parlare dell’ebook di quella notissima scrittrice tornata sul mercato dopo qualche anno, alla modica cifra di 15,99€? Cose dell’altro mondo..

    1. Io compro al 90% ebook in inglese. So che anche là ci sono le brutture e gli abusi. Sta di fatto che acquisto circa un ebook a settimana e non ho mai pagato più di sei euro. Di solito la media sta sui 4.50

  17. Prezzi come questi sono un invito alla pirateria, si veda in merito la dinamica degli MP3 di qualche anno fa. Quando Itunes ha cominciato a commercializzare a 0.99 euro/pezzo il mercato illegale si è ristretto parecchio (tranne che in Italia, ma quella è un’altra storia). La selezione darwiniana alla fine mi sa che la farà Amazon.

  18. Non ho ancora letto tutti i commenti (giuro, poi lo faccio) ma onestamente non capisco il senso di questo articolo.

    Sì, 10 euro possono essere tanti ma se confrontiamo il prezzo con quelli oltreoceano non sono nemmeno così alti.

    Giusto con due minuti di ricerca su Amazon.com, prendendo i primi ebook per media dei voti (il pulsante in alto a destra) troviamo:

    1. Wool Omnibus Edition (Wool 1 – 5) (Silo Saga) : 4 $
    2. Harry Potter and the Prisoner of Azkaban (Book 3) : 10.09 $
    3. The Fault in Our Stars: 10.50 $
    4. Jesus Calling: Enjoying Peace in His Presence: 12.79 $
    5. Jesus Calling: A 365 Day Journaling Devotional: 14.46 $
    6. Redeeming Love: A Novel: 10.81 $
    7. Ella Enchanted (Trophy Newbery): 4.33 $
    8. Allen Carr’s Easy Way to Stop Smoking: 9.35 $
    9. A Dog’s Purpose: 9.36 $
    10. Until Tuesday: A Wounded Warrior and the Golden Retriever Who Saved Him: 10.86 $

    Otto su dieci sono praticamente venduti a partire da quasi 10 $.

    E se andiamo a prendere i primi 20 ebook di genere Fiction per vendite 6 (+1 da 9.39 $) hanno un prezzo sopra i 10$.

    Certo, magari la qualità è più alta, non li ho letti ma a giudicare dalle copertine non mi paiono molto superiori a quelli che troviamo negli store italiani.

    Ciao

    1. Il senso è che si possono comprare ebook a prezzi più umani e qualcuno deve dirlo. Io acquisto come minimo un ebook in inglese a settimana (spesso anche di più) e non ne ne ho mai pagati più di 6 euro (proprio in casi limite).
      La differenza tra noi e loro, è che qui di ebook non autoprodotti sotto i 10 euro se ne trovano pochissimi.
      Sennò facciamo che ci va bene tutto, nessuno dice nulla e buonanotte.

  19. L’antologia curata da Asciuti, con dentro racconti di Arona, Ricciardiello, Catani etc… della Cordero è in vendita a 15 euro cartaceo con l’ebook in regalo, proprio per invogliare i lettori “tradizionali” a provare anche l’ebook, diciamo per incoraggiare anche i più timidi e ha poi l’ebook in vendita a parte a 4 euro. Secondo me questo tipo di proposta è sensata.. ma hai ragione, solo le piccole case che hanno attenzione per queste cose studiano il problema e provano soluzioni…

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