recensioni · serial tv

Warehouse 13 (2009 – In produzione)

Warehouse_13

Warehouse 13
Produzione Universal Media Studios (USA)
Anno: 2009 – In produzione
58 episodi (attuali) di 42 minuti ciascuno

Sinossi

Una coppia di agenti governativi, Myka Bering e Pete Lattimer, indaga su eventi di carattere soprannaturale. Entrambi vengono destinati a un misterioso deposito segreto che raccoglie reperti di ogni genere in centinaia di casse di legno. Il magazzino nasconde al mondo alcuni artefatti magici, oggetti e reliquie sante o maledette, invenzioni scientifiche mai commercializzate, reperti alieni.
Ai due nuovi arrivati toccherà aiutare il bizzarro responsabile del deposito, Artie Nielsen, che spesso e volentieri perde il controllo sugli oggetti che custodisce…

Commento

Se Warehouse 13 non è un serial di culto come Lost o The Walking Dead (con tutti i suoi alti e bassi), è solo perché ha un cast di buoni mestieranti, in cui però non spiccano attori e/o protagonisti particolarmente carismatici.
Per il resto questo telefilm prodotto dalla Universal ha tutti i requisiti per conquistare i patiti della fantascienza, dell’avventura e dell’action.
L’idea del magazzino governativo che custodisce oggetti magici o maledetti è presa di peso dalla scena finale del primo Indiana Jones, I Predatori dell’Arca Perduta. Quando il film si conclude, si vede l’Arca dell’Alleanza, potentissimo artefatto religioso, che viene riposta in anonima cassa in un altrettanto anonimo magazzino. Una scena semplice, ma memorabile.

La scena finale de "I Predatori dell'Arca Perduta".
La scena finale de “I Predatori dell’Arca Perduta”.

Il magazzino numero 13 è infatti il protagonista assoluto del serial. Su di esso si scoprono pian piano molte cose, per esempio che fu costruito nel 1914 da Thomas Edison, Nikola Tesla e Maurits Cornelis Escher, allo scopo di catalogare e proteggere tutti gli oggetti sovrannaturali che potrebbero portare caos o guai all’umanità.
In ciascuna puntata uno di questi oggetti viene rubato dai nemici del Warehouse 13, oppure viene maneggiato per sbaglio, causando un problema che gli agenti speciali devono risolvere. La natura degli artefatti è talmente variegata da permettere agli sceneggiatori di passare senza sforzo attraverso una serie di generi, dalla fantascienza, all’urban fantasy, senza dimenticare lo steampunk, il weird west e altri.

Gran parte degli artefatti sono legati a figure storiche o mitologiche, altri sono invece di proprietario ignoto, ma altrettanto potenti: la penna di Edgar Allan Poe, lo specchio magico di Alice (sì, quella di Lewis Carroll), una pericolosa katana incantata, il costume di un presunto supereroe della silver age, Iron Shadow, uno strano fermacarte appartenuto a Robert Louis Stevenson, un bastone in grado di causare terremoti e molti, molti altri ancora.
Gli episodi della prima stagione posso essere considerati autonclusivi, mentre nella seconda viene introdotto un villain, lo scrittore H.G Wells (che però nella continuity del serial è una donna!), le cui azioni metteranno nei guai il Warehouse 13, fino a una sorta di redenzione finale.

H.G. Wells, interpretata da Jaime Murray.
H.G. Wells, interpretata da Jaime Murray.

Lo sviluppo di una trama più complessa permette agli sceneggiatori di approfondire la storia e l’organizzazione dei magazzini governativi. Si scopre infatti che il numero 13 è stato preceduto da illustri antenati, partendo dal numero 1, fatto costruire nientemeno che da Alessandro Magno, passando poi per gli altri, distribuiti tra Antico Egitto, Sacro Romano Impero, Impero Ottomano etc etc.
Non mancano poi dei gustosi crossover con altri serial, come per esempio Eureka e Alphas. In particolare col primo dei due, a dire il vero.

Warehouse 13 ha dei ritmi briosi, una bella ironia di fondo, e tanti buoni spunti. Per molti versi lo ritengo superiore a un serial che per contenuti gli si avvicina molto, vale a dire Fringe. Quest’ultimo però ha un cast assolutamente superiore, infatti credo che abbia più ascolti e più fans rispetto al rivale.
Attualmente trasmesso da Rai4 (ma facilmente reperibile anche sui siti di streaming), Warehouse 13 merita comunque di essere visto, soprattutto dagli appassionati del fantastico, da chi ama il Dottor Who, Indiana Jones, gli X-Files e tutto questo genere di produzioni.
A chi è già appassionato al serial, mi limito a segnalare l’esistenza di uno spin-off pubblicato in forma di web-episodi, Of Monsters and Men, che potete trovare gratuitamente sul sito ufficiale del telefilm.

Se siete curiosi, qui trovate la lista aggiornata di tutti i reperti custoditi nel magazzino numero 13!

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

21 risposte a "Warehouse 13 (2009 – In produzione)"

  1. purtroppo non ho il tempo per guardare la tv, ( lo so, sembra una battuta, ma non lo è..), e quel poco che ho preferisco impegnarlo leggendo qualcosa, ma se mi capita di beccarne una puntata lo vedo volentieri, mi piaceva moltissimo, ai tempi.., XFiles e l’ho seguito per 4 o 5 stagioni, dopo è diventato una barzelletta, però è anche vero che avevo 20 anni in meno e forse i gusti cambiano qualcosa e , per quanto mi riguarda, mi pare di essere diventato più “radicale” come scelta del piatto da affrontare, forse proprio perche lo scarso tempo a disposizione mi rende più selettivo, comunque grazie della dritta Ale, come al solito un post interessante.
    P.S. il tempo per leggereti lo trovo comunque, magari alle 23.30 o alle 7.50, e non è piaggeria..

    1. Essere selettivi è importante.
      Io stesso non guardo moltissima tv, ma qualcosa riesco comunque a seguirlo,magari proprio mentre scrivo.
      Sì, sono multitasking 😛

  2. Una delle serie più belle in assoluto. Sto aspettando il reprise dopo il colpo di scena della mezza quarta serie. E’ vero che gli attori non sono il massimo ma le caratterizzazioni sono eccelse e ogni stagione sa tenerti incollato con storie affascinanti e quel tocco di ironia fanciullesca che non fa mai male!

  3. Una serie frizzante, interessante e con parecchi spunti, che però, come dicevi tu, non regge di fronte a produzioni più altisonanti.
    Il cast lo trovo perfetto per questa serie, partendo dallo stesso custode del magazzino: una macchietta incredibile.

    Sul discorso crossover, sapevo che Eureka e Warehouse dovevano essere due serie parallele, collegate da parecchi punti, invece alla fine tutto si riduce a piccole e brevi comparsate che non rendono l’idea del progetto originale. Altro peccato.

    Però la guardo e continuerò a guardarla, fosse solo per H.G.Wells! 😉

  4. Ottima serie.
    Anch’io non tollero Eureka, ma W13 mi diverte alquanto.
    E non sarei così drastico col cast – sia McClintock che la Kelly sono ottimi, e dimostrano una versatilità notevole. E Joanne Kelly, qualora nessuno l’avesse notato, è decisamente una bella donna.
    E l’idea di fondo,per una volta, si discosta radicalmente dalla solita zuppa televisiva.
    Come nota a pié pagina, il magazzino 13 ricorda anche il Magazzino 23 della Steve Jackson – entrambi discendono dal finale de I Predatori, e le somiglianze sono spesso sospette.
    Alla Universal qualcuno giocava a GURPS.

    1. L’idea del magazzino di Artefatti mi ha sempre affascinato.
      Non conoscevo questo particolare supplemento per Gurps. Probabile che l’ispirazione per Warehouse venga da lì. Mi sembra una cosa bella 😉

  5. Avevo letto il nome da qualche parte, ma non mi ero informata granché e praticamente non sapevo di cosa parlasse. Ora leggo questo post, la trama, il paragone con Fringe… che dire, devo assolutamente recuperarla!

  6. A me piace moltissimo. Tra parentesi W 13 è stata una produzione nata per caso. Il network SyFy aveva bisogno di una serie che fosse poco costosa .
    Gli attori poi sono indicatissimi per la serie.
    P.s
    Cosa mi succede se dico che a me Eureka non mi dispiace?

  7. Ormai ho rivisto tutte le repliche date da Rai4 che ieri, mentre rivedevo l’episodio del magazzino 2, anticipavo le battute 😀 Credo che stavolta al termine della seconda stagione partirà la terza, con gli episodi inediti. Lo spero, perlomeno, perché sono abbastanza curiosa 😀

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