Una città in cui leggere (e scrivere)

Vienna 2

Sono all’alba di un viaggio piuttosto impegnativo e già penso a una meta ventura.
Funziona così, no?
Quantomeno fin quando c’è la salute e qualche minimo fondo da investire in cose del genere.
Solo che in questo specifico caso non sto pensando a un viaggio canonico, bensì a una settimana sabbatico (un intero anno mi è impossibile, per una moltitudine di fattori che non sto qui a elencare) da dedicare al “vivere tranquillo”.
Che, nel mio caso, corrisponde a un mix di passeggiate, musei, letture al parco, serate di scrittura lontano da tutti i fattori che a casa mi distraggono e mi innervosiscono.
Pare forse un proposito da vecchi, ma io ci sto pensando sul serio. Anzi, è mio preciso proposito regalarmi questa settimana entro la prima metà del 2016, vale a dire quando avrò 40 anni tondi tondi. Che, a dirlo così, mi suscita un po’ di suggestione, ma facciamo finta di nulla.
“Qual è la meta prescelta?”, mi chiederete voi?
Presto detto.

Vienna.

Ci sono già stato e l’ho amata più di quanto già sapevo che l’avrei amata, prima di partire.
Raramente sono tornato da un viaggio con un tale mix di soddisfazione e al contempo di nostalgia per la meta appena lasciata.

La capitale austriaca sembra costruita sui miei desideri, basata sui miei bioritmi (etc etc). Visitarla è stato fantastica, quindi ora vorrei viverla per una settimana.
Mi piacerebbe sfruttare il parco dello Schombrunn per dedicarmi a ore di lettura indisturbata, e i cafè attorno all’Hofburg (o in zona Belvedere) per scrivere e prendere appunti, volendo anche a mano, in armonia col delizioso stile vintage di Vienna.
Vedi mai che, grazie a quest’atmosfera magica, non riesca a tornare a casa con un nuovo racconto già pronto e completo.

Il progetto non è poi così irrealizzabile.
Organizzandosi per tempo e affittando un monolocale, al posto di ricorrere ai costosi hotel, potrei riuscire a realizzare questo piccolo sogno senza spendere granché.
Ci penso, mi guardo intorno.
Tanto, se dovessi farlo per davvero, sareste tra i primi a saperlo.

Ma ora scatta il super sondaggione in stile Aldo Biscardi: quale sarebbe il vostro buon ritiro, se poteste scegliere (magari come regalo) una settimana di assoluto relax in una qualunque città o cittadina del mondo?
Le risposte nei commenti, possibilmente motivandole.
Ammetto di essere molto, molto curioso!

PS: Ovviamente valgono anche location italiane. Non occorre essere esterofili per contratto, anche se immagino molti opteranno per una scelta oltre confine…

vienna 3

– – –

Alex Girola – follow me on Twitter

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9 commenti

  1. Vienna, che meraviglia!! L’ho visitata anche io diverse volte, e ricordo le magnifiche passeggiate nel parco di Schonbrunn, le case pazze di Hunderwasser e le mangiate di pollo fritto al ristorantino del Prater 😀
    per tornare alla tua domanda, il luogo eletto per il mio “buon ritiro” sarebbe il monastero di Attimis, a Udine, dove vivono le monache di clausura che spesso ospitano persone in cerca di tranquillità. Ecco, lì immersa nel verde, con la quiete e la tranquillità che contraddistinguono quei luoghi, troverei il mio luogo ideale per rigenerarmi…senza contare poi la biblioteca, dove leggere i loro “libri proibiti”, specie quelli che parlano di stregoneria, demonologia e alcuni trattatelli sulle “arti oscure” e occulte che conservano gelosamente 🙂

  2. Vienna è sicuramente la città in cui trascorrere una settimana di assoluto relax ma, tra le città europee che ho visitato e che non sono poche, sceglierei sicuramente Praga.
    A proposito di Vienna, mi permetto di consigliarti nuovamente una visita all’Heeresgeschichtliches Museum (Museo dell’Arsenale). Sono sicuro che ti piacerà tantissimo.

  3. Vienna ;^; invidia, la adoro.
    No ma ti invidio anche la capacità di startene tranquillo, io non sono capace! Quando viaggio non potendo mai disporre di troppi giorni visito tutto e triangolo le posizioni di musei e simili per essere sicura di riuscire a vedere tutto o quasi. Ci sono quasi riuscita vicino a Costanza: avevamo però pianificato qualche giorno di “ritiro creativo in un posto sperdutissimo” e un bel po’ siamo riusciti a fare. Però il mio fantaviaggio lo vorrei fare in Galles e in Scozia e Orcadi solo che la sterlina picchia tanto.

  4. Vienna la vorrei proprio vedere… Mi ispira moltissimo.
    Per il “ritiro” sceglierei però Parigi, città che più di ogni altra mi ha rapito il cuore. Provo nei confronti della ville lumière un innamoramento indescrivibile, e se non fosse per i troppi impedimenti “pratici” mi ci trasferirei domani con moglie e figlia al seguito ^_^

  5. Il secolo scorso, sono stato ad Assisi e l’ho trovata molto bella: piccola, tranquilla, clima mite e piacevole (era primavera)…mi è piaciuta molto. Anche Venezia avrebbe la sua bella attrattiva: un mio amico ci ha abitato per studio e mi ha raccontato un sacco di cose, mostrato foto che ha fatto… bella!
    Puntando all’estero, mi ha sempre incuriosito Praga: chi ci è stato mi ha detto che è bella, poi è anche teatro di alcune storie di uno scrittore che mi piace molto, Gustav Meyrink. 🙂
    In ultimo, ogni volta che vedo una foto di Mont Saint Michel vorrei essere li: sembra un luogo di un altro mondo, una scheggia di fantasy fiabesco sulla Terra. Almeno dalle foto 😛 nella realtà, non so. Spero di avere l’occasione di scoprirlo!

  6. Edimburgo, sicuramente. Amo la città coi suoi palazzi in pietra nera, il castello che ogni notte pare staccarsi dal suolo per galleggiare nell’aria, il suo brandello di highlands incastonato nel centro, in cima al quale puoi lasciarti reggere dal vento e udire i corvi gracchiare attorno a te. Adoro la sua gente, i suoi pub e la tranquillità che in questa città si accompagna al senso della Storia in ogni angolo di strada, di parco e su ogni panchina. Inoltre sarebbe di non poca ispirazione scrivere là dove hanno dimorato Scott e Stevenson 🙂

  7. Fantastico leggere tutti i vostri “luoghi del cuore (o dello spirito)” 🙂

    Spero di avervi fatto viaggiare un po’ con la fantasia, in questo giorno nevoso di fine anno.

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