Impressioni di un viaggio a Vienna

Statua di Francesco Giuseppe al Burggarten.
Statua di Francesco Giuseppe al Burggarten.

Chi sa cosa scrivo conosce anche la mia passione per la Mitteleuropa tra l’Ottocento e il Novecento. Ho scritto parecchi racconti e novel ispirandomi a quel periodo storico, e ho letto decine tra articoli e libri in merito. La cosa buffa è che a Vienna non c’ero mai stato, non fino a pochi giorni fa.
Complice un graditissimo regalo di compleanno, ho colmato questa lacuna. Tre giorni nella capitale austriaca hanno confermato tutto ciò che di buono immaginavo su di essa. Vienna è una città al contempo moderna e storia, grande ma a portata d’uomo, sfarzosa ma non particolarmente alterna. Soprattutto è ben lontana da quell’aura austera che le attribuisce qualcuno.
Visto che è improbabile, se non impossibile, scrivere una guida alla città in un solo articolo, cercherò soltanto di fissare qualche impressione per chi un domani ci andrà, ma anche per chi c’è già stato.

Ampi viali, splendidi palazzi, mostre d’arte, statue, musei.
Ma anche: dolcetti, punsch (il nostro punch), bratwurst, birra, Sachertort. Il tutto servito in localini tradizionali dai prezzi non esagerati.
E ancora: tram, ciclisti a profusione, ritmi rilassati (più mediterranei che non teutonici, almeno per quel che riguarda il tempo libero), antiquari, librerie, Opera e musica classica.

Ho elencato soltanto le più evidenti costanti di una passeggiata viennese.
Parlo di “passeggiata” a ragion veduta: le principali attrazioni cittadine, a eccezione dell’enorme palazzo dello Schombrunn, sono visitabili a piedi. Certo, occorrono energie e tempo per farlo, ma è senz’altro la soluzione che mi sentirei di consigliare per godersi appieno gli infiniti angoli della città imperiale, che sfuggirebbero a una itinerario percorso tramite i mezzi pubblici (di cui pure Vienna è fornitissima).

Le mete imprescindibili sono quelle citate dalle migliori guide:

  • Il complesso dell’Hofburg

Esso comprende gli appartamenti imperiali, la Biblioteca Nazionale Austriaca, gli appartamenti di Stato e la Camera del Tesoro degli Asburgo, diversi musei storici, tra cui quello di Storia Naturale. Spostandosi poco più in là ritengo irrinunciabile una passeggiata alla Galleria Albertina, che tra le altre cose ospita oltre 65.000 acquarelli e altrettante foto. Non mancano delle rarità, come per esempio alcune opere di Michelangelo, Rubens e Picasso. Fate poi una passeggiata anche nel giardino del Burrgarten, dominato dalle serre fatte costruire da Jugendstil Friedrich Ohmann nel 1901, su volere dell’Imperatore Francesco Giuseppe.

Hofburg (facciata).
Hofburg (facciata).
  • Belvedere

I due palazzi del Belvedere, a cui si accede transitando per l’affascinante e cupa Karlsplatz, rappresentano un piacere puro e assoluto per gli amanti dell’Arte. Qui sono esposte, in mostra permanente, celeberrime opere di Gustav Klimt, di Egon Schiele, di Richard Gerstl, di Oskar Kokoschka e di altre decine di pittori e scultori. Non mancano ovviamente i monumenti storici, legati ai tempi in cui il Belvedere veniva utilizzato dal principe Eugenio di Savoia. Tra gli appartamenti, gli sconfinati giardini ricchi di statue e di sfingi, nonché di composizioni floreali, il Belvedere richiede una giornata intera per essere goduto appieno.
Consigliati, ma per i soli appassionati, i quadri di arte religiosa medioevale nel Lower Belvedere.

Il Belvedere.
Il Belvedere.
  • Palazzo dello Schombrunn

Altra meta che merita un’intera giornata è il Palazzo dello Schombrunn, un’altra residenza imperiale, utilizzata soprattutto da Maria Teresa, ma anche dai suoi successori, imperatrice Sissi compresa. Il palazzo in sé è più “piccolo” (la parola è molto relativa) rispetto al Belvedere, ma ha dei giardini ancora più grandi, tanto che per goderveli appieno dovreste fermarvi in loco per quasi un giorno interno. Cosa che, tra l’altro, noi abbiamo fatto. Oltre allo zoo, che è modernissimo, ma prosegue la tradizione inaugurata nel 1752 da Francesco Stefano, menzioni di merito vanno alla splendida serra di palme (costruita nel 1882), alla fontana di Nettuno, al museo delle carrozze degli Asburgo, al labirinto.
Immancabile la scalata dalla collina posta dietro il palazzo, fino a raggiungere la Gloriette, un maestoso porticato neoclassico da dove si può ammirare tutta Vienna dall’alto, ed eventualmente anche pranzare.

Palazzo Shornbrunn (dettaglio - le serre dall'esterno).
Palazzo Shombrunn (dettaglio – le serre dall’esterno).

Se avete ancora tempo, potreste girare per i tanti musei dell’omonimo quartiere (MuseumQuartiers), e magari visitare la ricchissima pinacoteca del Kunsthistorischens Museum.
Immancabile la visita, almeno dall’esterno, dell’Opera, e la passeggiata nel centro storico, fino a raggiungere il Duomo di Santo Stefano (Stephansdom), capolavoro di architettura gotica.

Questo è stato, più o meno, il mio giro di tre giorni nella bellissima Vienna.
Non mi stupisco che i sondaggi la indichino come la capitale Europea con “maggior quoziente di felicità”. La vita qui sembra piacevolmente gestibile tra antico e moderno, con rispetto per tutti, e con grandi spazi condivisi e usufruibili da cittadini e turisti.
L’aver visto decine e decine di viennesi impegnati a fare jogging nei viali alberati delle residenze imperiali, per esempio, ha generato in me della sana invidia.
Che poi è una cosa che noto in quasi tutti i miei viaggi fuori dall’Italia: altrove ci sono spazi liberi e a disposizione della “gente comune”. In Italia ci si rifugia soltanto nei centro commerciali. Poi ci si stupisce se le persone non riescono più a stare insieme senza insultarsi al primo alterco…

Alcuni acquisti viennesi.
Alcuni acquisti viennesi.

In tutto questo mi è venuta anche l’ispirazione per una nuova novelette del ciclo Italia Doppelganger, da sviluppare sull’asse Milano-Vienna. Credo sia prematuro rivelare qualcosa, perché siamo ai livelli di puri “appunti mentali”, ma l’idea senz’altro c’è. Speriamo di riuscire a svilupparla adeguatamente, magari partendo da un aggancio con Milano Doppelganger, ebook nel quale ho introdotto il concetto di una geografia occulta e parallela, in cui si muovono spettri e creature ancor più pericolose.
Scrivere una storia che riallacci i brividi a la Crouch End alle atmosfere elegantemente dark della Mitteleuropa, sarebbe fantastico, ed è il mio obiettivo.
Ci si prova.

– – –

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8 comments

  1. Io mi sono innamorato di Vienna quando ci sono stato 2 settimane per lavoro nel 2002. Trovandomi li per lavoro non ho potuto vedere molti musei (ho rimediato andandoci in seguito 3 giorni insieme a mia moglie), ma è proprio l’atmosfera che si respira in città ad avermi colpito.

    1. Atmosfera bellissima, città di grande civiltà e ordine, ma con maggiore gusto estetico rispetto ai cugini tedeschi.
      Ho incontrato un paio di italiani trasferitisi a Vienna, non tornerebbbero indietro nemmeno sotto minaccia armata.

  2. Schombrunn mi prende sempre una giornata: come rinunciare a una camminata nel parco e allo Zoo? Ci ho rimesso una fortuna, in quel posto. Imprescindibile è anche il Kunsthistorischens Museum, che all’epoca (estate scorsa) aveva una splendida mostra con la cronaca dell’impresa di Tunisi di Carlo V – che mi ha ispirato un racconto che prima o poi scriverò! Vienna è nella mia classifica personale di città bellissime da visitare e anche da vivere (per qualche giorno almeno). Preferibilmente a piedi, o con il mitico “D”. E poi è a un’ora di treno da Bratislava, l’altra città da vivere! 🙂

    1. Prima o poi tornerò, perché mi sono perso alcune tappe fondamentali. Tre giorni sono troppo pochi, alla faccia di chi sostiene che è una città noiosa.
      E poi sì: ho avuto la forte impressione che mi piacerebbe vivere a Vienna, che tra l’altro mi aspettavo più cara (non è cheap, ma sta al pari di Milano, rispetto a cui offre però più ordine, cultura e civiltà).

  3. In un mondo utopico abitato da unicorni meccanici e arcobaleni, dove potrei campare disegnando, correrei a Vienna a vivere ç^ç comunque hai fatto una dignitosa scarpinata, sei riuscito a girare tutto o quasi, fortuna che sta tutto in quel km quadrato quasi!

  4. Ciao! La prossima volta devi, (devi!) andare al vecchio arsenale a visitare il museo di Storia Militare! Uno con le tue passioni NON puo’ perderselo. (ti basta la vettura di Franz Ferdinand?) Ti ci accompagno io. Fra l’altro stanno pianificando mille mostre e iniziative per il centenario 1914-2014. Pensaci davvero.
    ciao da

    Paolo Frusca (esiliato qui dal 1997)

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