La mania del possesso

tricorder-2360

Così, complice una chiacchierata con l’amico e collega Marco Siena, anch’io mi sono abbonato a Netflix.
Che, per inciso, è una figata fotonica.
Credo che potrei fare a meno della televisione tradizionale da qui a – tipo – sempre, e probabilmente farò la disdetta anche a Mediaset Premium, che finora era l’unico servizio televisivo a pagamento di cui usufruivo (e la cui offerta è progressivamente peggiorata, calcio a parte).
Riguardo ai film di nuova uscita, sono oramai anni che li vedo direttamente al cinema, oppure presi a noleggio su Google Play.
Il che ha dato un taglio netto al mio acquisto di DVD “fisici”, così come gli Mp3 hanno limitato tantissimo la mia già non ricca collezione di CD musicali.
Sapete una cosa? Sto benissimo così.

Non disprezzo gli oggetti fisici.
Anzi, mi piace acquistare magliette strane, pantaloni sportivi, così come action figure (anche se non ne sono ossessionato), aggeggi elettronici di vaia natura.
Quando però si parla di prodotti di intrattenimento o di cultura, io preferisco il “non-possesso digitale”.

Adoro avere tutti i film, le canzoni e i libri che mi piacciono su dei device che stanno comodamente nella tasca del mio giaccone.
Non sento il bisogno particolare di sniffare carta, vinile o nastri VHS. Ciò porta grande beneficio sia al mio conto corrente che allo spazio libero che ho in casa (e che ahimè oramai è piuttosto limitato).

Ogni tanto acquisto ancora dei prodotti fisici, per esempio fumetti, libri e CD di quei pochi autori/cantanti che colleziono anche a un livello sentimentale (un esempio banalissimo: i CD di Natalie Imbruglia).
Le proporzioni sono comunque molto sproporzionate verso la soluzione digitale, direi nella misura di 9:1.

netflix

Il futuro, piaccia o non piaccia, va in questa direzione.
Anche per i libri.
Gli Odoratori della Carta, quelli che non perdono occasione per manifestare il loro odio verso gli ebook, sono gli stessi che vedono i film in streaming su siti improbabili, che generano l’apertura di un centinaio di pop-up pubblicitari.
Probabilmente il media cinematografico tira più di quello letterario.
I veri lettori – i lettori forti (almeno quelli che conosco io) – non si sono mai lamentati per l’abbondanza di nuove realtà digitali.

Questa riflessione a voce alta mi porta anche a cancellare un progetto che avevo in mente, vale a dire quello di realizzare la versione cartacea di alcuni miei romanzi.
Per il momento non lo reputo necessario o prioritario.
Ribadisco con serenità il mio essere un autore digitale.
Un autore del futuro.
Piaccia o non piaccia va così.

future


(A.G. – Follow me on Twitter)

Segui la pagina Facebook di Plutonia Experiment

10 commenti

  1. Io ultimamente invece, complice qualche regalo fisico, ho ritrovato la voglia di avere soprattutto libri e fumetti in carta piuttosto che in digitale. Parlo comunque di ”voglia” perché in ogni caso resto più propenso al digitale.
    Netflix sì, davvero fico, ma al momento per i film non lo trovo eccezionale.

  2. La penso come te al 99%. La differenza è che io ancora sento la necessità di avere una copia sul mio HDD del film/canzone/libro/etc. che voglio vedere.
    In parte è dovuto al non dover dipendere dalla rete per usufruirne, in parte perchè mi piace proprio avere un mio archivio di “cose” sul laptop.

  3. Ma siii!!!
    Finalmente qualcuno che la pensa come me.
    Dirò di più da anni ormai sono un virtuoso del cloud. Gli HD fisici sono solo un backup dei dati salvati su dropbox

    Risultato: mi si sono rotti un paio di laptop nell’ultimo anno (uso intensivo per lavoro) e non ho perso nulla.

    Mi piace pensare che in caso di emergenza possa scappare di casa agguantando solo mio figlio, tutto il resto (oltre ovviamente ad essere meno importante) è velocemente recuperabile.

    Kindle, fotografie, documenti scannerizzati….

    Ho smesso di cercare di convincere amici e conoscenti dei vantaggi del digitale (leggi ebook). La maggior parte di quelli che mi dice: “io al profumo della carta non rinuncio”, non legge un libro da anni…

    1. Il cloud, che benedizione.
      Cito – ma è solo un esempio tra tanti – il passaggio da uno smartphone all’altro.
      Procedimento che una volta richiedeva tempo e fatica. Ora grazie al cloud il passaggio di contatti, dati, foto etc è automatico.
      Non tornerei mai indietro.

  4. Come è noto, vivo in un luogo in cui la connessione a internet è qualcosa che capita agli altri (Telecom ha deciso che qui dove sto basta il cavo di rame), per cui per me cloud e servizi di streaming sono fantascienza.
    Libri e musica sono comunque ormai al 90% in digitale – e persino i giochi di ruolo, complice un comodo tablet, stanno diventando acqwuisti prevalentemente digitali.
    Restano i titoli che voglio avere per collezionismo, ma quello è un altro discorso.
    Il digitale è perfetto per i prodotti di consumo.

  5. Un commento molto semplice: Netflix profuma di libertà.
    Libertà dalle TV nazionali, da quelle più o meno private, libertà dai servizi dai costi esosi, libertà dalle pubblicità stupide e invasive, libertà di guardarci le serie TV tutte in una volta, volendo, o un episodio al mese… Finalmente un passo concreto contro i poteri mediatici italioti che vogliono imporci come pensare (leggi: comprare).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...