Le Sirene, divoratrici di marinai

sirene

Vi propongo oggi un articolo nato inizialmente come guest post per l’amico blogger e saggista Marco Valle. Il suo blog, McGlen’s Mysteries, è fermo da un po’, ma spero che prima o poi ricominci con gli aggiornamenti, perché mi piace il suo approccio col folklore e con la criptozoologia, senza mai sbilanciarsi troppo verso il la facile credulità che piace tanto al popolino.
Il post in questione analizza una delle figure leggendarie che più mi affascinano, la sirena. Come vedrete siamo molto, molto lontani dallo stereotipo disneyano che la parola “sirena” evoca nei pensieri dei non addetti ai lavori.
Ma non mi dilungo ulteriormente, lasciando spazio all’articolo in sé (che magari, presto o tardi, sarà la base di un mio racconto a tema).

Le Sirene

Nel campo della criptozoologia è senz’altro più facile trovare clamorose bufale o straordinarie leggende metropolitane che non reali casi di animali non ancora catalogati dalla scienza ufficiale. Un tempo l’interesse per lo strano, il bizzarro e il mostruoso era molto più spiccato rispetto a ora, complice l’esoticità di luoghi – di terra e di mare – che risultavano essere ancora quasi del tutto inesplorati. Uno dei casi più eclatanti di hoax criptozoologiche riguarda la Sirena delle Fiji. Nel 1842 l’espositore britannico J. Griffin arrivò a New York portando con sé una presunta meraviglia della natura: una vera sirena. Raccontava di averla acquistata in un non meglio precisato villaggio vicino alle isole Fiji (da qui il nome affibbiato alla creatura).
Il dottor Griffin intendeva trasportarla in patria, per esporla al Museo di Storia Naturale di Londra. Il clamore che però suscitò con quelle dichiarazioni lo indussero a fermarsi una settimana a New York, mettendo il mostra la sirena e le altre bizzarre creature della sua collezione. Alla strana creatura si interessarono così tante persone che l’American Museum di New York decise di acquistarla con denaro sonante. Non è un dettaglio da poco ricordare che il museo era stato da poco rilevato da P.T. Barnum, celebre “ricercatore di stranezze”. La sirena venne quindi esposta per un altro mese. I cartelloni pubblicitari la rappresentavano con la classica caricatura dell’affascinante ragazza metà donna e metà pesce. In realtà la creatura era una vera e propria mostruosità, come scrissero i giornalisti dell’epoca.

sirena delle fiji

Barnum organizzò anche uno spettacolo itinerante, trasportando la sirena in tutti gli Stati dell’Unione, per soddisfare la morbosa curiosità del popolino, disposto a pagare per vedere quell’anomalia della natura. Proprio durante questo tour molti studiosi di storia naturale accusarono Barnum di truffa. Per alcuni si trattava di una scultura, ricavata assemblato la carcassa mummificata di un pesce col cadavere di qualche mammifero non meglio precisato (probabilmente una scimmia). Per altri la sirena era solo un freak, non una creatura leggendaria né tanto meno magica.
L’originale Sirena delle Fiji andò persa nell’incendio del Museo di Bernum nel 1860, ma una sua copia è in possesso dell’Harvard University, ed è esposta nel Peabody Museum of Archaeology and Ethnology. Eppure la Sirena delle Fiji è solo un minuscolo tassello di una leggenda che si tramanda da secoli, spaventando anche i marinai più esperti e meno superstiziosi. Se vi capita di udire un canto in mare aperto, allontanatevi prima di essere conquistati dalla strana melodia. Questo avvertimento valeva ai tempi delle trireme greche, e forse vale ancora oggi…

esibizione di sirene

Cosa sono le sirene?

Nate secondo i miti ellenistici dal sangue di Acheloo, dio dei fiumi, esse erano molto diverse da come oggi le immaginiamo. Il loro corpo era infatti costituito per metà dal corpo di una donna e per l’altra metà da quello di un uccello. A dimostrazione di ciò l’Odissea narra che in seguito all’inganno subito da Ulisse (il quale si fece legare all’albero della sua nave per poter ascoltare il loro canto senza poterle seguire), esse decisero di togliersi la vita gettandosi in acqua, cosa decisamente impossibile per un essere per metà pesce.

La mutazione che diede alle sirene il loro aspetto odierno avvenne nel II secolo d.C. Essa è probabilmente da attribuirsi alla diffusione del Cristianesimo che associò alla figura di questi esseri il male, l’incarnazione diabolica, da cui la perdita delle ali che solo gli angeli erano degni di avere. Un’altra teoria ipotizza invece che più banalmente questo passaggio sia frutto di un errore di trascrizione. In latino, infatti, la differenza tra pinnis (pinne) e pennis (penne) è di una sola vocale. L’errata trascrizione di un amanuense avrebbe perciò potuto indurre un disegnatore di un bestiario medioevale a dare alle sirene l’aspetto di donne-pesce che ancora oggi immaginiamo.

sirene alate
Sirene alate (o arpie?)

Volatili o acquatiche che siano, le sirene avevano come uno scopo nella vita quello di attirare i marinai col loro canto, inducendoli a schiantarsi contro gli scogli su cui esse vivono. Presumibilmente lo facevano per nutrirsi delle carni dei navigatori tanto sventurati da capitare nel loro territorio.
L’Odissea di Omero riporta un antichissimo avvertimento riguardo a questi bizzarri mostri.

Alle Sirene prima verrai, che gli uomini
stregano tutti, chi le avvicina.
Chi ignaro approda e ascolta la voce
delle Sirene, mai più la sposa e i piccoli figli,
tornato a casa, festosi l’attorniano,
ma le Sirene col canto armonioso lo stregano,
sedute sul prato: pullula in giro la riva di scheletri
umani marcenti; sull’ossa le carni si disfano.
(Odissea, Libro XII, traduzione di Rosa Calzecchi Onesti)

Se siete interessati all’argomento, vi consiglio di recuperare un dittico di docufiction estremamente ben realizzate (tanto che per settimane sono state scambiate, almeno da alcuni complottisti, per dei veri documentari scientifici). Si tratta di Mermaids: The Body Found (2011) e Mermaids: The New Evidence (2013). Ancora oggi ci sono dei creduloni che ne pubblicano alcuni stralci su YouTube, spacciandoli per verità nascoste da chissà quali gruppi di potere oscurantisti.

Resta il fatto che il fascino della leggenda delle sirene dura ancora oggi, immortale.

sirene 2


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2 comments

  1. Sì, sapevo che la mitologia classica le voleva un po’ più mostruose e aggressive. L’ho già detto in qualche altro blog, forse quello di Germano, mi pare che in inglese per siren s’intendono le arpie, diciamo così; mentre le fanciulle sono mermaid. Ecco un esempio nel quale la scarna lingua inglese è più precisa di quella italiana

  2. Bell’articolo. Appena riesco a liberarmi un po’ dovrei riprendere a scrivere la cosetta (anche) sulle sirene che avevo iniziato, di cui avevo parlato un po’ sul mio blog (e anche lì, devo riprendere un po’ il filo!)
    E’ una branchia… ehm, branca della mitologia che mi ha sempre affascinato molto!

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