Un’ucronia ogni dieci giorni

 

ucronia l'uomo nell'alto castello

Ho già accennato alla volontà di dar vita a una collana di racconti ucronici brevi.
Anzi, questa collana già esiste e conta due titoli: Il Nero dei Rossi e Aries 1.
Nelle prossime settimane ne arriveranno almeno altri due, imprevisti permettendo, di cui darò anticipazioni e notizie sia su Plutonia Experiment, che sul canale Telegram del blog medesimo. Alcuni articoli di Storia, qui sul blog, sono introduttivi ai racconti in questione, anche se ovviamente possono essere letti indipendentemente da essi.

Credo sia doveroso dare qualche spiegazione in merito a questa iniziativa, probabilmente inaspettata da parte dei miei lettori, e imprevista anche dal sottoscritto.

Scrivere e leggere ucronie mi è sempre piaciuto, lo sapete. Spesso e volentieri ho pubblicato racconti e romanzi con forti elementi di “what if”, combinati col genere fantastico, nel senso più classico del termine.
Questa volta, al contrario, ho maturato la volontà di scrivere racconti di storia alternativa privi di un’ibridazione palese col fantastico. Niente zombie durante la Grande Guerra, o supereroi nella Seconda Guerra Mondiale, tanto per fare degli esempi semplici.
La collana Corti Ucronici vuole essere una sorta di omaggio alla mia passione per la Storia, sia quella dei grandi eventi noti ai più, che quella un po’ meno conosciuta, ma altrettanto affascinante.

stalin coca cola

Ecco, scrivere ucronie è un atto d’amore verso la Storia.
Questa materia indispensabile per capire dove e come gira il mondo, ma di cui sempre più italiani sembrano non conoscere nemmeno le basi. Perfino a scuola i programmi di Storia sono ridotti all’osso e spesso trascurati in favore di altre discipline.

Occupandomi di “what if” spero di spingere qualche lettore ad appassionarsi di questi argomenti.
Non sono certo io a inventare l’utilizzo della narrativa di fantasia e di speculazione per cercare di fare un poco di cultura.
E questo è senz’altro uno degli intenti del mio piccolo progetto, partendo però sempre dal presupposto di divertire i lettori.
Per unire le due cose ho pensato di inserire, alla fine di ogni ebook, delle note conclusive che spiegano i reali presupposti storici da dove gli eventi narrati nel mio racconto prendono una direzione opposta.

Due dati tecnici, prima di chiudere il post.
I racconti della collana Corti Ucronici saranno brevi, ovvero tra le 3000-6000 parole. Il costo sarà quasi sempre di 0,99 euro (1,99 per gli ebook che sforeranno questo range di parole, come accadrà probabilmente per il quarto volume della collana).
L’idea è di scriverli, rivederli, farli editare, procurarsi una copertina e pubblicarli con cadenza più o meno bisettimanale.
Non è una ripicca per offendere chi mi accusa di “scrivere troppo”, bensì un esperimento per tentare delle pubblicazioni in stile “edicola”, con regolarità e in formato breve, ma professionale.
Sinceramente, se non ci saranno imprevisti, credo che sia un ritmo piuttosto facile da tenere, per chi si occupa di scrittura da anni. Chi sostiene il contrario – al solito – vive di chiacchiere.

ucronia cina


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola

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2 commenti

  1. “Scrivere troppo” mi fa sempre abbastanza ridere.
    Ma da qualche parte hanno pubblicato il numero di parole al giorno accettabili e certificate per essere Veri Scrittori? 😀
    Buona scrittura!

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