Letture per l’estate: Regno a venire

Non ho letto tutto ciò che ha scritto James G. Ballard e di quello che ho letto non ho amato ogni cosa.
Tuttavia di Ballard apprezzo moltissimo la sua lettura/interpretazione dei nostri tempi, fatta attraverso la fantascienza sociologica o post-catastrofica, a seconda delle esigenze.
Ballard non è mai stato tenero con noi, occidentali moderni nascosti dietro una patina di perbenismo, di tecnologia avanzata e di civiltà. C’è sempre qualcosa di primordiale e di feroce che cova sotto questo humus sociale, e nei libri ballardiani emerge in modi disturbanti.
Lasciando perdere i romanzi più vecchi, che magari già conoscete, o che potreste considerare un po’ datati, vi consiglio quindi di recuperare uno dei suoi lavori più recenti e attuali: Regno a venire.

Richard Pearson, quarantaduenne pubblicitario, si reca a Brooklands, una cittadina come tante tra Londra e l’aeroporto di Heathrow. Alcune settimane prima suo padre, ex aviatore, è stato ucciso da un cecchino in un enorme centro commerciale di Brooklands, il Metro-Centre – un complesso di negozi, alberghi, piscine, centri sportivi – con una propria televisione via cavo che trasmette pubblicità, dibattiti e partite di calcio, hockey e rugby. Sperando di capire qualcosa di più sulla tragedia, Richard incontra l’avvocato del padre e la giovane dottoressa Julia Goodwin che ha prestato le prime cure al ferito dopo la sparatoria. Protetto da un’inquietante rete di omertà, il principale indiziato viene rapidamente rilasciato dalla polizia. Richard decide di trovare il vero colpevole. La culla del mistero è il Metro-Centre, tempio del consumismo più sfrenato, il cuore di Brooklands, il centro di una diffusa passione ossessiva per gli sport e di un nazionalismo perverso e violento. Sotto l’impulso delle sue campagne di marketing, il consumismo sembra sul punto di mutare in una pericolosa forma di fascismo suburbano. È questo ciò di cui ha bisogno l’Inghilterra per rivitalizzarsi?

Come potete intuire dalla sinossi, Regno a venire è una storia molto attuale. Scritto e pubblicato nel 2006, il romanzo anticipa di una decina d’anni ciò che l’Europa (Inghilterra in primis) sta vivendo, tra nazional-fascismi ibridati con marketing, identitarismo da slogan pubblicitario e il rapporto tra mass media, populismo e rigurgiti reazionari.

Regno a venire è anche l’ultimo romanzo di Ballard.
Una sorta di testamento, perlopiù sconosciuto in Italia, dove è passato in sordina. Beh, ora potete recuperarlo per meno di dieci euro.
Questo autore ha vissuto una fortuna a corrente alternata, in Italia. I suoi romanzi sono reperibili abbastanza facilmente, ma non ha vissuto il ciclo di eterne ristampe di cui beneficiano pochi altri scrittori: Asimov, Simmons, P.K. Dick (e ovviamente King per l’horror).
Ci sarebbe da indagare parecchio, a proposito delle dinamiche editoriali italiani, anche quando esse riguardano i grandi nomi della letteratura di genere. Magari un giorno lo faremo.

Comunque, tornando in topic, vi consiglio di recuperare Ballard.
Ne vale la pena.


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