Scrivere per il mondo dei giochi di ruolo

In questi giorni ho messo in stand-by i due progetti di scrittura attualmente aperti per completare il manuale del mio gioco di ruolo (GDR, per i profani, oppure RPG, role playing game).
Ne parlavamo lunedì, ma nel frattempo Mauro Longo, padrone di casa di Caponata Meccanica, mi ha intervistato sul suo blog. Ne ho approfittato per raccontare qualche dettaglio in più sul mio GDR, ma anche per raccontare i cambiamenti che ho apportato nel mentre al progetto. Per esempio il nome, che è diventato ufficialmente Italia Doppelganger: Role Playing Game.
ID:RPG, per gli amici.
Senza dimenticare le modifiche al sistema, che si è evoluto in qualcosa di autonomo e di indipendente. Leggete l’articolo e fatevi un’idea, ecco.

Dunque sto scrivendo prettamente per il settore dei giochi di ruolo. L’ho fatto spessissimo, ma da almeno 15 anni non mi cimentavo più in questo campo. Com’è stato rimettermi al lavoro sui GDR?
Parliamone un po’.

Il world building, che è il mio pezzo forte (si dice così?), è una faccenda che non ho mai mollato, nemmeno da scrittore di narrativa. Inoltre Italia Doppelganger è roba mia, quindi è stato piuttosto facile proseguire nel lavoro di costruzione e di dettaglio del mondo (dei mondi, al plurale) che riguardano questo ciclo di racconti e di romanzi.
Certo, si tratta di un tipo di scrittura diversa.
Coi racconti devo lesinare in particolari, rivelazioni e spiegazioni. Devo cioè centellinare quelli che i sapientoni chiamano infodump.
Coi GDR avviene il contrario. L’ambientazione deve essere ben descritta, di modo che il game master possa utilizzarla con facilità. Questo al netto del fatto che, secondo me, un buon game master deve avere dei margini di personalizzazione e di inventiva. Cioè non può affidarsi unicamente a tabelle e a schemi precisi.

C’è poi la questione del regolamento, che ha delle componenti prettamente matematiche.
Un regolamento non è un elemento tipico della narrazione. Non può permettersi di essere troppo fumoso né confuso. Un regolamento, essenziale o dettagliato che sia, deve essere pratico, chiaro, funzionale, equilibrato.
Deve essere, appunto, matematico.
Se un’azione è determinata da un tiro di dadi a sei facce, ottenere un doppio 1 oppure un doppio 6 deve necessariamente significare due cose differenti.
Scrivere il regolamento mi ha divertito. Quindici anni fa non era così – forse anche perché creavo avventure e mondi, ma affidandomi a regolamenti già rodati (AD&D, Il Richiamo di Cthulhu etc). In questo caso, come ho ampiamente spiegato, ho preso spunto dalle dinamiche dei vecchi librogame, ma alla fine sono riuscito a sviluppare delle house rules altamente customizzate, tanto da rappresentare un gioco nuovo e a se stante.

Ci sarà poi la faccenda di scrivere moduli d’avventura per ID:RPG. Si tratta forse dell’attività più prossima alla narrativa classica, anche se – chiaramente – non è la stessa cosa. Eppure i punti di contatto tra le due attività non mancano, tanto che un racconto può diventare un modulo d’avventura, e viceversa. È successo innumerevoli volte e non sarò certo io a interrompere la tradizione.

Concludendo, lavorare come scrittore per giochi di ruolo non è semplice, né è un’attività per i profani, ma è molto divertente e molto istruttivo. Chiama in causa abilità che non ricordavo di avere, e mi costringe a ragionare su un altro tipo di narrativa, il che non è affatto male.

Credo che scrivere per il mondo dei librogame sia un’altra cosa ancora, ma ci torneremo quando e se ci sarà l’occasione di farlo.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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3 commenti

  1. Alla via cosiˋ, Alessandro! Siamo tutti con te 🙂 Bello il titolo del GdR, mi piace. Anche per me eˋ un piccolo sogno che si realizza: vedere trasformarsi in realtaˋ (cartacea, pdf o quello che saraˋ ma qualcosa da poter manipolar,che trasformare, lanciare addosso dei giocatori per far diventare loro i capelli bianchi “e perdere l’amicizia” come diciamo scherzosamente quando un’avventura horror eˋ ben riuscita) un setting come ID che ho amato fin dalla prima novelette.

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