doom · riflessioni

I miei amici non leggono. Che fare?

Per una serie di coincidenze ho sentito delle considerazioni simili – tre o quattro – in poco più di venti giorni.

I miei amici non leggono nulla. Come posso convincerli a cambiare?

La questione non è semplice.
Io la riassumerei così: non puoi farlo. Non puoi cambiarli. Non puoi convincerli a leggere, se non ne hanno voglia.
Magari è triste ma è così.
In passato la situazione era migliore?
Non lo so. Io da ragazzino ho frequentato gente che aveva la passione per la lettura, ma è anche vero che ciascuno di noi cerca – tendenzialmente – persone con cui condividere interessi e affinità varie.
Negli anni ’90 conoscevo un bel po’ di coetanei che amavano i miei stessi libri, ma crescendo ho diversificato le mie frequentazioni.
Sì, sui social conosco soprattutto lettori, autori e blogger, ma su Facebook ci si ritaglia appositamente una bolla di followers (“amici” mi sembra un termine davvero improprio) della stessa tribù, ancor più di quanto avviene di persona.

La verità è che in Italia la passione per la lettura è sempre stata raccontata come una cosa un po’ d’élite.
Leggere deve essere “impegnato”, guai a divertirsi. Andate voi ad appassionare un quindicenne con le sole letture di Verga, Manzoni, Dante e Leopardi. Badate bene: io adoro alla follia due di questi autori, quindi il mio non è uno strale contro di loro. È che, semplicemente, a 14-15 anni un ragazzino ha bisogno di stimoli importanti e vivaci, per interessarsi di qualcosa.

Io ho avuto dei prof, alle medie, che mi regalavano gli Urania che avevano appena finito di leggere. E avevo uno zio, pace all’anima sua, che mi comprava libri sui dinosauri e sull’astronomia, già quando ero in seconda/terza elementare. Inoltre in casa sono sempre girati dei fumetti, da Tex Willer a quelli de Il Giornalino.
Abbiamo poi parlato spesso, qui su Plutonia, di quanto l’approccio con la lettura ludica – i librogame – sia stato fondamentale per farmi appassionare dei libri in generale.
Insomma, potrei riassumere così: da ragazzino leggevo cose divertenti.

Le leggo ancora ora, ma ovviamente ora il mio spettro di gusti letterari si è ampliato moltissimo.
Resto tuttavia convinto che leggere sia soprattutto uno spasso.

Prenderei a bastonate tutti gli adulti che impongono ai loro pargoletti di smettere di leggere cose “troppo fantasiose” (fumetti in primis) e di restare coi piedi per terra, perché contano solo le cose concrete. Il massimo che possono ottenere è che i loro figli smettano di leggere del tutto.

Ma, tornando al principio di questo post, si può appassionare un adulto alla lettura?
Ho qualche dubbio. Diciamo che è molto difficile.
Con lo smartphone sempre sottomano viene facile distrarsi online. Oh, capita anche a me. Non a caso leggo meno delle metà dei libri ed ebook che leggevo dieci anni fa.
Poi adesso va di moda spararsi le maratone su Netflix etc. Lo si fa per staccare la spina, ed è OK. Lo capisco, lo faccio anch’io, di tanto in tanto. A volte è tempo ben speso, altre volte si butta del tempo a seguire dei serial che non valgono una mazza. Ma, anche in questo caso, moltissime persone non hanno la percezione che l’alternativa offerta da un libro sia valida.

Sapete una cosa? Dopo tanti anni non do nemmeno loro la colpa di questo disinteresse. Siamo diventati quel che siamo per una serie di ragioni.
La lettura, come passione, non morirà, ma sarà sempre più minoritaria. C’è soltanto da prenderne atto.
Se c’è qualcosa che possiamo fare è, a mio parere, continuare a suggerire (senza però sembrare degli zeloti rompicoglioni) titoli divertenti. Fa niente se qualcuno non li giudicherà “adeguati a una persona adulta”. Chi spara certe sentenze probabilmente ha letto l’ultimo libro in quinta superiore.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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6 risposte a "I miei amici non leggono. Che fare?"

  1. Bisogna capire che leggere, anche se è divertente, è impegnativo e non sempre si ha la voglia di impegnarsi – a volte si è stanchi, a volte si è pigri… e qualcuno potrebbe non notare che qualsiasi genere di storia esista in tv, al cinema o come videogioco, può esistere anche come libro o fumetto.
    Penso che a scuola si dovrebbero alternare le letture classiche a qualcosa di più frizzante e moderno – se si ha come obiettivo che gli studenti amino leggere; se si concepiscono le letture solo come compiti, non c’è da stupirsi se a separare certe persone dall’analfabetismo di ritorno ci siano solo guida tv e social.

  2. E questa volta non posso fare a meno di contribuire. A parte che sarà una coincidenza ma di questo tema parlavamo poche ore fa su Twitter 😉

    Da adolescente odiavo leggere o meglio, ho odiato leggere fino a quando ho dovuto fare i riassunti dei libri (a volte solo dei brani) che mi costringevano a leggere.

    Poi ho iniziato a leggere libri di avventura per fatti miei (J. Verne e J. London) e una volta finito non dovevo riassumerlo a nessuno, semplicemente andavo nella ricca libreria di casa e ne prendevo un altro.

    Allo stesso tempo i fumetti. Prima Topolino, Il corriere dei Piccoli in seguito Tex, Spiderman o L’uomo Ragno come era edito al tempo e poi Superman in originale ancora dopo.
    Eppure ho letto per fatti miei almeno tre volte I promessi sposi mentre gli altri ne analizzavano ogni singolo versetto.

    Ho il “vantaggio” che amo poco vedere la TV (anche se a volte vedo serie americane in originale) e appena posso apro un libro.
    Da un po’ di anni sono passato agli e-book dato che lo spazio a casa era insufficiente oltre e soprattutto per la praticità di poterli portare sempre con me.

    Mi fanno tanto ridere quelli che mi dicono: “io non potrei mai leggere un e-book amo troppo l’idea di girare le pagine, l’odore della carta…” e poi scopri che non leggono nulla da 15 anni.
    PS ho spesso di spiegare perché leggo principalmente in e-book. Ognuno è libero di fare come vuole.

    Di rimando non vedendo la TV scopro per caso di programmi che esistono da anni e che non ho mai sentito nominare!

    Di amici che amano leggere ne ho pochi. Quella veramente vorace come me è la mia mamma che nonostante sia diventata cieca ha trovato con gli Audiolibri la possibilità di non smettere di vivere il suo personale viaggio con
    la fantasia.

    Ecco fatto. Ho scritto un commento fiume.

  3. Io credo che la componente di pigrizia derivi dal fatto che nella lettura – a differenza di ciò che capita con glia ltri media- è necessario per il lettore metterci del proprio. Deve trasformare in immagini ciò che legge, deve riempire gli spazi vuoti che noi gli lasciamo perché faccia propria la storia che sta leggendo.
    Questa componente di sforzo personale è spesso percepita come un difetto – non ci sono le spiegazioni, i dettagli sono vaghi, non si capisce il protagonista che mestiere faccia…
    Sarà colpa della televisione? Chissà…
    Ma d’altra parte, conosco una persona che per una trentina d’anni ha dichiarato la lettura inutile e superata, vantandosi di non aver mai letto unromanzo, ed ora da pochi mesi è diventato “autore ed editore” – per cui non è mai troppo tardi, no?
    Oppure è una tragedia. A scelta.

    1. Buongiorno Davide. Sono d’accordo ma è proprio quello che mi piace del leggere. Difatti tendo a non vedere i film dei bei libri che ho letto altrimenti poi vedo QUELLE facce e sento QUELLE voci quando leggo magari il seguito di una saga. Quando un libro non mi è piaciuto allora 2 ore per vedere il film posso spenderle e magari è meglio del libro.

      In alcuni casi però è stato il contrario. Presi coraggio con Il Signore degli Anelli dopo aver visto il primo film ed ho amato così tanto la trilogia che la sto rileggendo dopo anni.

  4. L’ha ribloggato su Alessandria today @ Pier Carlo Lavae ha commentato:
    Ribloggo questo articolo che mi trova concorde a parte le esperienze che ciascuno si fa di amici che non leggono e non c’è modo di convincerli. La conclusione è triste ma realistica e comunque non devono mai mancare i tentativi e i suggerimenti: chi semina, spesso non può vedere il raccolto.

  5. Sono d’accordo con la chiusura: in effetti tendo a “consigliare” ai miei amici libri su libri, a qualcuno gliel’ho anche regalato per qualche occasione speciale… Ognuno ovviamente pensato per la persona in questione. Ed almeno in un paio di casi questo è servito a farli affezionare alla lettura, o meglio ad approfondire un genere che magari non credevano all’inizio interessante.

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