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Le leggende nere su Nosferatu

Data la natura particolare del mio nuovo romanzo, Wax Moth, mi sono potuto permettere di appropriarmi di un’icona del cinema horror (o forse del cinema e basta, in senso assoluto) per trasformarla in uno dei villain della storia che ho scritto.
Si tratta del conte Orlok, il celeberrimo vampiro di Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, il capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau.
Nosferatu è un tema che ricorre ciclicamente, su questo blog, ma per la prima volta l’ho “vampirizzato” (è proprio il caso di dirlo) per farne un uso personale, narrativo.
Chi ha già letto Wax Moth sa a cosa mi riferisco, gli altri lo scopriranno.
Questo mi dà l’occasione di parlare delle leggende nate attorno a questo film.

La prima storia che cito non è una vera e propria leggenda, bensì un dato di fatto. Nosferatu, come è noto, è liberamente ispirato al Dracula di Bram Stoker. Forse sarebbe meglio dire che Murnau copiò bellamente la trama del libro, cambiando però nomi e luoghi. Lo fece, senza troppi voli pindarici, per non pagare i diritti alla famiglia Stoker. Peccato che gli eredi di Bram si accorsero ugualmente del plagio e lo denunciarono, vincendo la causa. Oltre a pagare un’ingente penale, il regista venne anche condannato a bruciare tutte le copie del film. Murnau riuscì a nasconderne una, ed è grazie a essa che il suo cult è arrivato a noi. Altrimenti il nostro immaginario del fantastico sarebbe orfano di una pietra miliare. Fa strano pensarci, vero?

Ci sono poi le leggende su Max Schreck, l’attore che interpretò il conte Orlok. Di lui si sapeva talmente poco che le dicerie iniziarono subito a circolare. Secondo alcuni Schreck era in realtà il regista stesso, Murnau, mascherato e truccato per interpretare il vampiro da lui concepito.
Ancora più suggestiva è invece la urban legend ante-litteram che racconta che Schreck fosse un vero vampiro, un non-morto slovacco, ingaggiato da Murnau per interpretare il conte. Le scene del castello del vampiro sono infatti state girate nella fortezza di Orlava, in Slovacchia, un luogo suggestivo e ameno, che sarebbe stata la tana di questa creatura.

Il castello di Orlava (Slovacchia)

Tale leggenda è stata immortalata nello splendido film del 2000 L’Ombra del Vampiro, che rende reale – cinematograficamente parlando – la diceria sul vero succhiasangue ingaggiato da Murnau. Se non lo avete mai visto recuperatelo assolutamente.

In realtà Schreck era un poco noto caratterista teatrale berlinese, il cui nome comparirebbe (il condizionale è d’obbligo) in diversi film muti degli anni ’20. Da qualche parte sarebbe perfino reperibile il suo necrologio, che parla di una morte avvenuta per infarto. Morte di cui diede notizia la moglie, l’attrice Fanny Norman. Ma forse è più romantico continuare a credere alla versione sul vero vampiro slovacco, amico del regista…

Impossibile non citare, infine, le letture metatestuali (e anche metafisiche) di Nosferatu, e che raccontano di un film visionario e profetico, capace di prevedere l’avvento del nazismo in Germania. Un nazismo visto come una creatura oscura, mortifera, capace di abbracciare le persone in un controllo ipnotico e pestilenziale. Nazismo metaforizzato nella figura disgustosa e semi-animale del conte Orlok.

Concludo l’articolo con un consiglio per gli acquisti: da poche settimane è in vendita la graphic novel italiana (realizzata da Paolo d’Onofrio) che riproduce scena per scena il Nosferatu di Murnau. La pubblica NPE editore, e la potete trovare su Amazon, scontata.


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3 risposte »

  1. Tu pensa che nel ruolo di Max Schreck ne L’Ombra del Vampiro, avrebbe dovuto esserci Nicholas Cage, che poi venne rimpiazzato da Willem Dafoe.
    Abbiamo schivato la pallottola ancora una volta 😀

  2. “Peccato che gli eredi di Bram si accorsero ugualmente del plagio e lo denunciarono, vincendo la causa.”
    Accidenti, chi se lo sarebbe mai aspettato? Ha addirittura cambiato i nomi dei luoghi! 😀
    Fortuna che il regista riuscì a salvare una copia.. La storia del cinema sarebbe stata molto diversa, altrimenti: è una pellicola che ha influenzato parecchio le produzioni successive, com’è ovvio che sia!

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