misteri · riflessioni

Tecnologie future: da fantascienza a scienza

Se la Crisi finanziaria ed economica non ci trasformerà in una civiltà senza più sogni, soldi e speranze, è probabile che fra qualche anno assisteremo ad alcuni sviluppi tecnologici davvero impressionanti.
Del resto, dal ‘900 in poi, la corsa alla scoperta scientifica è simile a un treno lanciato a velocità crescente. Certo, può fare paura e spiazzare, ma è anche inarrestabile e bellissimo da vedersi. Del resto cose che solo cinquant’anni fa (a volte anche meno) apparivano come improbabili invenzioni del cinema sci-fi sono oramai parte del quotidiano. Basti pensare a Internet, che dal 2000 al 2010 ha avuto una percentuale di penetrazione nella popolazione pari al 520% circa.
Una persona su quattro è oramai abituata a considerare il Web uno strumento di uso comune.
Senza dimenticare gli sviluppi della scienza medica, di quella bellica (eh sì, purtroppo), a tecnologie quali gli mp3 e gli ebook che hanno cambiato radicalmente il volto a colossi del mercato.
Ma quali sono le sorprese che doppiamo aspettarci da qui a dieci anni? Vediamo qualche esempio.

Computer a IA (Intelligenza Artificiale)

E’ una delle grandi sfide della nostra scienza. Ci siamo abituati all’idea dopo anni di film e libri in cui le macchine sono in grado di pensare. Sia quelle cattive (Terminator) sia quelle buone (Corto Circuito). Gli ingegneri informatici hanno continuato a lavorare anche in questa direzione. In realtà il traguardo dell’Intelligenza Artificiale sembra ancora molto lontano, per alcuni irraggiungibile. Tuttavia, pur essendo ben distanti dalla replica di una mente umana in forma computerizzata, è piuttosto vicina la realizzazione di calcolatori in grado di raggiungere la potenza di calcolo/ragionamento del cervello biologico.
Che non è la stessa cosa, ma costituisce comunque un grandissimo passo avanti.

Fusione nucleare come fonte energetica

Un’altra cosa di cui si parla da tempo immemore, ma che fra dieci anni potrebbe essere, almeno a livello ipotetico/teorico, già realizzata. Si tratterebbe di una fonte di energia inesauribile, pulita e sicura. Visto la situazione in cui ci troviamo oggi, tra scarsità di materie prime e inquinamento, sarebbe una vera e propria rivoluzione copernicana.
Ovviamente c’è un grosso punto di domanda: le megacorporazioni petrolifere cederanno il loro potere economico tanto facilmente?

Bentornati Mammuth

La Japan’s Riken Center for Developmental Biology ha annunciato di aver sviluppato un progetto per riportare in vita i mammuth, specie animale estinta da migliaia di anni. L’idea non è nuova, ma fino a qualche tempo fa era di difficilissima realizzazione. Ora, essendo migliorate enormemente le tecnologie relative alla clonazione, dovrebbe essere già facile a lavorare a qualcosa del genere. Facile immaginare che fra una decina d’anni ci saranno già in circolazione diversi esemplari di mammuth vivi e vegeti. A questo punto viene spontaneo chiederci: e perché non anche altre specie estinte? 

Stampa tridimensionale

Un altro dei vecchi sogni della fantascienza: la realizzazione di un oggetto vero e proprio, da stampare proprio come facciamo oggi per le bidimensionali, tradizionali pagine di carta. Attualmente i grandi ostacoli a una tecnologia del genere sono essenzialmente due: la dimensione dei macchinari indispensabili a realizzare tali “stampe” e gli elevati costi della procedura.
Non è tuttavia improbabile che un domani ciascun privato possa possedere una stampante tridimensionale per realizzare oggetti di uso comune. Con le inevitabile ricadute sul mercato e su molti settori di produzione.

Città a impatto zero

Masdar City sarà a 15 km da Abu Dhabi e costerà la bellezza di 22 miliardi di dollari. Ma ne varrà la pena. Sarà una città a emissioni zero, che offrirà casa a 50 mila persone e lavoro a 60 mila dipendenti sotto un migliaio di aziende. C’è da credere che ogni singolo dollaro sarà recuperato in pochi anni. Soprattutto, Masdar City potrebbe essere il primo esempio concreto di come una città possa esistere senza impattare troppo sull’ambiente.

Web semantico

Il Web 3.0 è l’evoluzione naturale dell’attuale web (detto 2.0), al quale viene aggiunta l’interazione diretta con l’utente. Già adesso stiamo facendo qualche passo in avanti. In futuro l’idea è di sfruttare appieno il 3D, l’uso del gps per tracciare la propria posizione e soprattutto quella branca chiamata “semantica”: in parole ristrette, le ricerche non saranno fatte seguendo dei semplici link, ma capendo quello che effettivamente l’utente stava cercando, il che include la comprensione di ironia e figure retoriche. Una sorta di avvicinamento all’Intelligenza Artificiale vera e propria.

… e molte altre ancora.
Qualcuno vuole aggiungere la sua previsione?
– – –

Fonti:

One Mind 
Matador Life

24 risposte a "Tecnologie future: da fantascienza a scienza"

  1. Splendido articolo, un paio di cose.
    La robotica: Un paio di giorni fa lessi la notizia che in Giappone, aggiungere un ovviamente, sono riusciti a riprodurre le fattezze e le espressioni di un bambino tramite un robot.
    Poi, tempo fa, lessi di uno sviluppo della tecnologia olografica. Durante un concerto di Snoop Dogg fu “riportato in vita” il rapper Tupac, a quanto ho letto, chi non sapeva nulla della morte del rapper, pensava fosse davvero lui li sul palco. Live.
    Strabiliante.

    1. La robotica! *0*
      Chissà se farò in tempo ad avere una cyborg commissionata su precise indicazioni.
      Mi accontenterei anche di un ologramma 3D davvero ben fatto.

  2. Ti dirò, ho in cantiere un articolo dedicato a Masdar City, mi hai fatto venir voglia di riprenderlo in mano. ^^

    Sul resto, di certo siamo ancora distanti da una intelligenza artificiale – per lo meno intesa come la intende il genere di fantascienza – ma già la stampa tridimensionale, da quel poco che ho letto, sembra essere una cosa molto più alla portata.

    Sul riportare in vita i Mammuth, ehm, boh, sono perplesso… forse è meglio che non mi esprimo. 😛

    Ciao,
    Gianluca

      1. Sono perplesso a livello non scientifico, eh, non ho appigli tecnici su cui basarmi.
        È solo una sensazione e una obiezione su quanto avrebbe senso – pratico – riportare in vita una specie estinta da un sacco di tempo. Per metterla dove, poi? Qualunque habitat ha il suo equilibrio adesso, inserendo nuove specie si sa che lo si altera pesantemente.

  3. Riguardo alla tua domanda sulle corporazioni petrolifere direi che si, presto perderanno influenza, o almeno non appena finira il petrolio 😀 E allora, quando saremo con le pezze al culo allora si che si daranno da fare a trovare nuove fonti d’energia. Sarà la più grande occasione per una svolta ”pulita” in ambito energetico che avremo. CHissà se verrà sfruttata…
    Comunque io vedrei occhiali o lenti a contatto a realtà aumentata, videogame in 3d e totalmente immersivi, oggetti semi-indistruttibili (ho letto pochi giorni fa di una plastica che ”sanguina” e si ripara da sola), armi sempre più spaventose (magari veramente in grado di influenzare il clima), e identificazione tramite cip impiantato sotto pelle (col cazzo! guai a chi mi tocca!).
    😀

    1. Magari delle armi farei anche a meno, sebbene non si sa mai: con una possibile invasione aliena forse è meglio essere pronti 😀
      Voto poi anch’io per tecnologie “immersive” in 3D… Ma non al cinema, bensì d’uso comune!

  4. Adoro questi articoli, davvero.
    Sulla stampa tridimensionale c’è già chi è al lavoro per abbassare i costi di produzione. Leggevo un articolo a tema proprio l’altro giorno. Il bello (anzi, il brutto) è che la stampa tridimensionale consente la costruzione di armi a costo pressochè nullo. Su Repubblica, un paio di settimane fa, c’era un altro articolo “a tema” dove questo cinese, con un paio di centinaia di dollari e una stampante tridimensionale, aveva replicato perfettamente una pistola e un Ak-47. Entrambi perfettamente funzionanti.

    1. Grazie per l’apprezzamento 🙂 Il giovedì allora sarà il tuo giorno, qui su Plutonia!
      Riguardo alle applicazioni belliche di certe tecnologie credo siano inevitabili. Penso al nucleare, per dirne una.
      Certo che produrre armi a basso costo è una cosa che mette una certa inquietudine :-S

  5. Per la fusione, a quanto si sa, siamo ancora indietro. Il progetto più avanzato è quello europeo e ha un orizzonte di fine esperimento al 2020. Anche i progetti per i reattori al torio, campo estremamente promettente, sono fermi agli studi di fattibilità e ai test strutturali (India e Cina i più interessati). Più nel breve potrebbero concludersi gli esperimenti in California sulla concentrazione di laser per ricreare condizioni estreme di temperatura, si parla comunque del 2015 come orizzonte.
    Nel medio periodo (cinque anni) mi aspetto qualche novità interessante nel settore dei materiali per i pannelli solari, per affrancarsi in quel campo dal silicio; per il web 3.0 arriverà stile “ferro da stiro” tutto il discorso degli occhiali di Google. Infine penso si faranno dei passi avanti a livello di studi genetici, sia come strumenti che come applicazioni.
    Sul lato bellico non mi preoccuperei troppo. Le teorie sulle armi provoca uragani o provoca terremoti sono risibili a dir poco. Potrebbe esserci qualche sviluppo verso lo spazio, quello sì. Il FALCON ormai sta uscendo dal guscio, il che apre le porte a un giocattolo strategicamente interessante.

  6. Matador Network mi ricorda molto trasmissioni come Voyager e/o riviste come Focus. Ho qualche dubbio che i computer, con le tecnologie attuali, possano raggiungere il potere di calcolo di un cervello umano (che tra le altre cose, è difficile da quantizzare perché il cervello umano non lavora come il microprocessore di un computer… già oggi, per fare 2+2, il computer è più veloce a dare la risposta rispetto a un essere vivente). I limiti di sviluppo del silicio sono ormai giunte a regime, tant’è che i processori, oggi, non sono più potenti di quelli di un decennio fa… sono solo più piccoli e accorpati in modo che possano lavorare in gruppo. L’ultimo processore con un singolo core prodotto andava a circa 3Ghz e aveva bisogno di una ventola enorme per essere raffreddato. Oggi i computer frullano alla medesima frequenza, ma il processore è composto da due, o quattro, e anche sei unità che lavorano a metà, un quarto, o un sesto di quella velocità… il totale, però, alla fine, è il medesimo.
    E’ quindi probabile un nuovo incremento di chip multicore… ma a me interessano di più gli studi sui chip quantici, sulle reti neurali, e sull’integrazione con la biologia (son già riusciti a far compiere alcune operazioni matematiche alle cellule di una foglia).

    La Stampa in 3D è già utilizzata in molti campi industriali. Per dire, a volte, dalle mie parti viene usata per creare prototipi in scala reale di ciò che sarà il prodotto finito. E’ costosa, e l’oggetto ottenuto è fragile, ma funzionale (meccanicamente). Un AK47 funzionante riprodotto in stampa 3D mi incuriosisce? Dove l’hai letto? Mi sembra un po’ al di là di ciò che è fattibile (specie per i sistemi a molla, la camera di scoppio etc etc).

    Mi stupisce che non citi il turismo spaziale… che già tra un anno sarà possibile con Virgin Galactic… e che probabilmente farà boom nel giro di un decennio visto che il volo spaziale è diventato di interesse per molte compagnie private. Nel volo sub orbitale, secondo me, si faranno passi da gigante in breve tempo, e forse ci dimenticheremo di quei barilotti che fino a oggi abbiamo chiamato capsule!

    Clonare un Mammuth? Oddio… e per quale motivo? Per l’avorio delle zanne, per la prelibatezza delle carni? Come potrebbero inserire un essere di quel tipo nell’ecosistema attuale? Ecco l’ennesima ingerenza dell’uomo nella natura.

    Le città a impatto zero? Impossibili… a meno che non si rinunci alla storia umana. Io non raderei mai al suolo la mia città per costruire case ecologiche. Che poi cosa significa? Oggi non esistono tecnologie, ne forme di energia, a impatto zero. E’ tutta fuffa. E’ stato calcolato che per costruire le “sole” batterie di una Prius si inquina tanto quanto l’inquinamento prodotto da un auto accesa per 10 anni senza mai spegnere il motore! Che senso ha?

    I materiali autoriparanti diventeranno presto realtà. Non so se verranno impiegati nell’uso quotidiano, ma ho visto video interessanti su paraurti sperimentali di un’auto, che dopo aver sbattuto contro un muro, piano piano si riparavano da soli grazie alla loro struttura chimica.

    Io credo, in generale, che nel prossimo decennio, e forse oltre, il vero sviluppo tecnologico avverrà nella chimica, e nella genetica. Certo… in paesi dove le ingerenze religiose non la faranno da padroni.

  7. Mi affascinano molto le città a impatto zero e i mammuth. E in generale le possibilità per riparare ai danni che abbiamo fatto attraverso queste tecniche.
    Mi ricordo, se non erro sulla rivista Hyperion (chiusa all’ottavo volumetto), un fumetto di Byrne, in cui si ipotizzava che gli umani si fossero concentrati in poche megalopoli sparse sul pianeta e avessero lasciato il resto allo stato di natura. Niente male…

    1. Le città alveare di Asimov? E anche le città a livelli di Nathan Never… è un concetto stra-usato in passato, affascinante… che se non ricordo male fu ispirato dai formicai. Ma era un’epoca differente alla nostra, dove per certi versi c’è una fuga dai centri storici per cercare abitazioni in piccoli centri abitati (oddio, Asimov ne scrisse… visto che i benestanti fuggivano dalle città alverare per andare a vivere in singole abitazioni orbitali… creando una vera separazione tra terrestri e spaziali… e avviando in questo modo la conquista dello spazio che poi, di seguito, porta alla creazione dell’impero!) ^^

  8. Post succosissimo e pieno di promesse. Quella della fusione a freddo mi riempie di gioia. Hai visto mai che davvero ci sarà energia illimitata, pulita e per tutti? Le altre notizie, compresa quella del mammouth, mi sembranomeno fantascientifiche di questa.

  9. Se cominciate con la storia che sono il solito pessimista vi dico la mia: molte di queste cose si avvereranno, ma la persona media non avrà i soldi per accedervi.

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