L’invasione dei vampiri energetici

energy vampire eye

Forse con un titolo del genere vi aspettavate un articolo superpulp. Mi spiace deludervi, ma oggi si parla di cose molto concrete, ma non per questo meno terrorizzanti.
Dei vampiri psichici, o energetici, me ne sono già occupato diverse volte. Qui, per esempio, trovate un articolo abbastanza completo che ne parla.
Torno in argomento dopo aver letto l’agile ma completo saggio di Cinzia Mammoliti, I serial killer dell’anima. Al link che vi ho appena indicato trovate le informazioni minime necessarie per capire di che libro si tratta.
In realtà il saggio della Mammoliti parla più di manipolatori che non di vampiri energetici, a cui comunque è riservato un interessante capitolo (che tra l’altro sottolinea le somiglianze tra i due generi di soggetti).
Che differenza c’è tra vampiri energetici e manipolatori? I primi possono anche essere dei parassiti occasionali, da un “morso” e via, mentre i manipolatori sono persistenti e monomaniacali.
Detto ciò, vi siete accorti di quanti vampiri energetici circolano negli ultimi mesi?

Io sì.
Sono diventato un attento osservato di questo fenomeno, una specie di Van Helsing impegnato nella caccia ai parassiti psichici.
E, come vi dicevo, di mese in mese in Italia questi soggetti fastidiosi (e spesso anche pericolosi) paiono moltiplicarsi.
Lo noto nella vita di tutti i giorni, ma anche sul blog, e sui social network.
Senz’altro c’entra anche il periodo di crisi economica che sta attraversando il paese.
Perché sostengo ciò? Presto detto: i vampiri energetici sono, per definizione, coloro che non riescono a essere mai contenti della loro esistenza, e che quindi devono “succhiare” la positività delle persone che hanno attorno. Ovviamente le prede più succulente sono quelle ricche di energie, di creatività, di voglia di fare.

Quante volte in questi ultimi mesi qualcuno vi ha detto di tenere i piedi per terra, di non progettare troppe cose, che tanto oramai è impossibile realizzarle?
Può essere un parente, un amico, un collega, magari anche il vostro compagno.
Lo riconoscete perché è quello che smorza l’entusiasmo, che ventila pessimismo definendolo realismo.
E’ il tizio che vi dice di non mettervi in proprio, perché non è il momento.
E’ quello che vi suggerisce di tenervi il vostro lavoro, per brutto e stressante che sia, perché tanto non ci sono alternative.
Oppure è quello che continua a chiedervi che senso ha coltivare una passione – musica, scrittura, lettura, sport – dal momento in cui non genera soldi.
Magari è anche il tizio che insinua sospetti sulla vostra fidanzata. Non direttamente, per carità… “Ma sei proprio sicuro che sia quella giusta per te?

Per il vampiro energetico voi siete solo delle batterie da risucchiare.
Per il vampiro energetico voi siete solo delle batterie da consumare.

Trattasi di una forma di livellamento verso il basso.
Se fossimo in uno dei miei racconti parlerei di una forma pandemica che si diffonde sempre più velocemente.
Nel mio piccolo potrei citarvi decine di piccoli assalti vampireschi subiti in questi mesi.
Dal tipo che mi suggerisce di non scrivere più, che intanto in Italia non legge nessuno.
Oppure quelli che, scoprendo che sto cercando di riacquistare una forma fisica discreta (grazie al binomio dieta + esercizio fisico) hanno iniziato a fare una serie di battutine solo apparentemente innocue, per farmi intendere che tanto non ce la farò.
Senza dimenticare quelli che “eh, ma come fai a cambiare lavoro, coi tempi che corrono? Ti rovinerai.”

Per carità, io non sono mai stato uno stolto ottimista. Mi definisco un realista, ben conscio dei rischi e delle potenzialità di ogni situazione e/o scelta.
Ma sono un realista propositivo, o almeno cerco di esserlo.
Il vampiro psichico vuole invece distruggere chi ha un qualsiasi sogno, in modo da portarlo al suo livello di vuoto esistenziale.
Se prima si trattava spesso di un processo inconsapevole (il genitore che induce il figlio a non seguire i propri sogni, per fare qualcosa di – a suo dire – più concreto), ora il processo mi sembra assai mirato e voluto.
I vampiri energetici attivi superano quindi in numero quelli passivi.
Vi aspettano al tavolino di un locale, mentre sorseggiate il caffè.
Vi inseguono nelle uscite con gli amici, per deridere il vostro entusiasmo, trattandolo come una sciocchezza.
Vi perseguitano sul vostro blog, pronti a ricordarvi che le vostre inutili passioni non possono essere considerati futuri lavori.

Non c’è rifugio, bensì solo resistenza.
L’invasione è in atto.

energetic vampire

– – –

Alex Girola – follow me on Twitter

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16 commenti

  1. Per fortuna fino a questo confine del belpaese non sono ancora arrivati in massa. Considerando che nell’ultimo anno mi sono licenziato due volte, entrambe da contratti a tempo indeterminato e con buone posizioni, che porto avanti progetti senza fine di lucro e non ho obiettivi certi per il futuro, non c’è stato nessuno che mi abbia apostrofato in quei modi.
    Nemmeno i famigerati “parenti”, mi rendo conto che devo essere fortunato (gli amici puoi sceglierteli ma la famiglia…) a trovare anzi sostegno “energetico”, davanti a scelte come le mie.
    Forse queste “creature” scelgono zone con fattori diversi, sembrerebbe possibile un incrocio tra la Megalopolisomanzia e le leggende urbane a là Mothman Prophecies 🙂

    1. Forse perché dalle tue parti c’è una mentalità leggermente diversa? Ossia migliore…
      Non credo sia una spiegazione così banale, sai?
      Comunque ti invidio (e ti stimo ^^)

  2. Io non so perché perdi tempo a scrivere queste cose… a cosa servono? A chi giovano? Pensi che ti facciano bene per il futuro? Non sarebbe meglio lavorare, invece di perdere tempo coi blogghini? Eh? Eh? 😀

  3. Sullo ‘stolto ottimismo’ sai che la pensiamo diversamente.
    Dicevo qualche settimana addietro ad una amica, che come risultato di quattro miliardi di anni di evoluzione guidata da fenomeni casuali, non possiamo non essere ottimisti – siamo gli ultimi di una lunga linea di giocatori d’azzardo che hanno vinto.
    Però è vero che cercare di essere positivi diventa sempre più difficile a fronte di chi non solo non ci crede – fatti suoi – ma pare sia infastidito dal fatto che qualcuno ci creda.
    Spesso è vampirismo psichico.
    Spesso è anche cercare di segare il prossimo al fine di avere più spazio.
    Non che ci riescano, ma rendono difficoltoso e faticoso l’andare avanti.

    velocemente, poi – mi segno il libro della Mammoliti, e… non mi ero mai accorto che Morpheus facesse pubblicità subliminale per la Duracell!

    1. Spiego lo “stolto ottimismo” con un semplice esempio.
      Lo stolto ottimista è quello che ti dice: Ma vendili questi ebook! Senz’altro farai come Konrath e diventerai ricco! .
      Senza alcuna analisi realistica delle condizioni in cui versa il settore (e il paese).
      Io sono quello che: Provo a venderli, i miei ebook. Male che vada mi farò un’esperienza in più e avrò qualcosa di nuovo da raccontare. .

      Esempio banale, lo riconosco.

      1. Chiaro.
        Tu lo chiami “stolto ottimismo”, io lo chiamo “eccesso di entusiasmo”.
        L’entusiasmo è bene, troppo fa male.
        Come un sacco di cose 😉

  4. la butto li banalizzando un po’: è un problema di mentalità italiana.
    Da noi lo spirito di iniziativa viene sempre con sospetto se non proprio con sfiducia, ed alla fine è una cosa sfibrante per chi prova a fare qualcosa di diverso.
    E’ emblematico come nel mondo anglosassone viva il mito, anche ora se un po’ sfiorito, del made self man, mentre qui da noi – anche grazie ad esempi non proprio belli – uno che emerge battendo nuove strade meglio degli altri viene considerato alla stregua di un maneggione.
    Magari il mio pensiero è un po’ sempliciotto, ma penso che alla base ci sia una profonda invidia sociale, e chi è scontento di sé stesso e della propria vita non sopporta il successo altrui.

    1. Non è banale, c’è molta verità.
      Non a caso questo è il paese che da decenni si regge sulle raccomandazioni.
      Lo zio che raccomanda il nipote, etc etc.
      Il self made man è una figura rare e di solito viene vista male, specialmente se inizia a parlare dei suoi successi.
      Risulta fuori sincrono, rovina le “tradizioni”.

  5. Quanta verità in un solo post, quanta mediocrità fuori e quanta pazienza noi che, imperterriti, continuiamo a portare avanti un progetto e continuiamo ad avere quella forza che ci permette di guardarci allo specchio e dire “Ok, la mia vita, nonostante tutto, non è malaccio”

    “Non c’è rifugio, solo resistenza” e si resiste per noi e per quei pochi che vogliono ancora vivere dignitosamente.

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