film · recensioni

Pacific Rim (2013): Recensione

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Pacific Rim
di Guillermo Del Toro
USA 2013

Sinossi

Futuro prossimo venturo: nell’Oceano Pacifico si apre un portale dimensionale, la Breccia. Essa connette il nostro mondo a quello dei misteriosi Kaiju, mostri giganti in grado di avanzare fino sulle nostre coste, e di abbattere intere città.
Le nazioni più potenti reagiscono col progetto Jaeger: producono una serie di robot incredibilmente grandi e letali, in grado di combattere ad armi pari contro i Kaiju. Per i primi anni gli Jaeger sembrano avere la meglio sulle creature della Breccia, finché appaiono nuovi Kaiju, più grossi e più astuti, dotati di una bizzarra varietà di poteri supplementari (vomitare acido, emanare onde elettromagnetiche etc etc). A questo punto gli Jaeger rischiano di non essere più sufficienti per contrastare i mostri del Pacifico; tuttavia il leader del progetto, Stacker Pentecost, non ha intenzione di cedere il passo…

Commento

Il film più atteso dell’anno, almeno per chi ama un certo tipo di cinema.
Più atteso de L’Uomo d’Acciaio e di World War Z, che pure hanno macinato un certo hype, negli ultimi mesi.
Le aspettative erano tante, soprattutto per le garanzie offerte da chi sta al timone di questo progetto, vale a dire Guillermo Del Toro, uno di noi.
In effetti Pacific Rim non tradisce le attese, non delude le aspettative, non scontenta i fan.

Mostri giganti vs Robottoni, questa potrebbe essere la sinossi riassuntiva del film. E infatti questo offrono i 131 minuti della pellicola.
Ma ovviamente, trattandosi di Del Toro, e non di un anonimo regista qualunque, le sfaccettature sono molte, ricche e – senza girarci attorno – splendide.
Superficialmente non si può non notare gli omaggi, le dichiarazioni d’amore agli anime sui robot degli anni ’70 e ’80, su tutti quelli inventati dal maestro Go Nagai. Senza dimenticare gli ovvi rimandi ai film su Godzilla e soci. Tuttavia sarebbe assolutamente riduttivo affermare che Pacific Rim si riduce a questo.
Guillermo Del Toro è infatti abile a costruirci attorno una storia godibilissima per gli appassionati del fantastico, svelando pian piano il mistero sui Kaiju (senza impegolarsi con astruse trovate psico-filosofiche, ma anche senza banalizzare eccessivamente), e regalandoci uno scenario in cui tutti gli ingranaggi collimano alla perfezione.

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Sì, la bravura di Del Toro, a parer mio, è stata proprio questa: creare un universo narrativo, ricco di piccoli ma preziosi dettagli (uniformi, procedure operative, rimandi alla cronologia della guerra contro i Kaiju, perfino dettagli tecnico-ingegneristici), che compongo un insieme meraviglioso e stuzzicante.
Del resto la bravura si nasconde proprio nel piccolo. Quante volte abbiamo visto film potenzialmente belli, rovinati da una certa grossolanità nel trattare i particolari? Ecco, Pacific Rim va in direzione opposta e contraria, scegliendo la coralità, l’armonia, anche a dispetto di un po’ d’azione in meno.

Anche se, occorre dirlo, l’azione la fa comunque da sovrana. I combattimenti tra Jaeger e Kaiju sono tanti, assolutamente spettacolari.
Per una volta si riesce a godere di essi, comprendendo esattamente ciò che accade in scena, a differenza per esempio di Transformers, film che a me era piaciuto ma che, per assurdo, perdeva moltissimi punti proprio sul lato action.
Le armi e le procedure operative dei vari robot sono così belle e graficamente ben realizzate che faranno brillate gli occhi degli appassionati. Perfino i mostri, nella loro anfibia bruttezza, rasentano praticamente la perfezione.

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Una volta tanto non mi va di commentare le performance dei vari attori, sebbene tutti molto in ruolo. Ho ribadito l’importanza la coralità del film, e tanto vi deve bastare per intuire ciò con cui abbiamo a che fare.
Peccato aver letto in giro diversi commenti prevenuti su Pacific Rim. E’ quasi come se questo paese avesse purgato del tutto la sua cultura del fantastico. Da una parte ci sono i vecchi appassionati di fantascienza che ancora piangono sui fasti di 2001: Odissea nello spazio, come se da lì in poi non fosse stato prodotto più nulla di valevole (grandissima balla). Dall’altra abbiamo invece le persone a digiuno di buoni film del fantastico, che strepitano contro il presunto infantilismo di pellicole del genere.
Ovviamente senza averle viste.

Che poi, vale la pena sottolinearlo, Pacific Rim è un film divertente, ma non stupido. Ha una sua poetica, un suo immaginario, una sua potente magia, che permette agli spettatori di vivere per 131 minuti in un universo diverso.
La magia del cinema, la chiamavano una volta.
Quella che, per fortuna, qualcuno sa ancora riconoscere.

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– – –

PS: Che poi io Pacific Rim lo aspettavo così tanto, al punto da ispirarmi un ebook steampunk/ucronico che approfitta, seppur in minima parte, delle tematiche proposte nel film, pur in un contesto del tutto differente. Sto parlando de I Robot di La Marmora, che trovate nel link appena indicato, in duplice formato mobi ed ePub, a un euro e mezzo.
Fine dello spam quotidiano.

(A.G. – Follow me on Twitter)

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22 risposte a "Pacific Rim (2013): Recensione"

  1. Ma infatti chi ha un minimo di cultura del fantastico distingue perfettamente un Pacific Rim da un Transformers a caso. In Pacific Rim ci sono una coerenza narrativa e una cura per i dettagli che è sempre più raro vedere al cinema.
    E, non so da te, ma qui non sta neanche andando così bene come si pensava.
    Ed è un peccato…

    1. C’è chi poi non vuole vedere, o chi fa l’alternativo per partito preso.
      Sinceramente non pensavo fossero così in tanti.
      Provo un senso di stanchezza nel leggere certe affermazioni, certe “recensioni”…
      Ci si lamenta per una vita di film come G.I Joe e Transformers, poi, quando esce qualcosa di decente, lo si attacca con pregiudizio.

      In Italia non lo so, ma altrove Pacific Rim diverrà un cult.
      Per fortuna!

    1. O_o
      A me è capitato con WWZ. Dopo pochi minuti è saltato il proiettore. Siamo rimasti a vedere lo spettacolo dopo. Quasi cinque ore per vedere un film mediocre.

    1. tutti vorremmo vedere un seguito ma secondo me per essere davvero consacrato dovrebbe rimanere solo in modo che il giudizio rimanga incontaminato da seguiti che solo in rarissimi casi sono stati di pari livello

  2. Io ho scoperto della sua esistenza tipo 2 settimane fa e l’ho atteso tantissimo. *_* l’ho amato questo film, mi è piaciuto 10 volte di più di superman (che pure mi è piaciuto parecchio). A parte che amo Del Toro, ho amato molto la presentazione rapida e chiara dei personaggi per inquadrarli così da lasciare spazio all’ambient e all’azione (a me sono piaciuti i due scienziati e le scarpe di hannibal). C’è anche il pezzettino finale dopo i titoli tamarri! Ecco, poi ci sono stati i criticoni per partito preso Immuminati d’immenso che ci hanno spalato sopra o.ò paragonandolo ad Evangelion e ad un’altra manciata di voci casuali facilmente reperibili su wikipedia, mi sa che è diventata una moda, tanto un film non può difendersi da solo u.u

    1. “C’è anche il pezzettino finale dopo i titoli tamarri!”
      NOO! Al cinema dove l’ho visto dopo pochi secondi dall’inizio dei titoli di coda hanno acceso le luci e spento il proiettore…

      1. Il cinema deve proiettare fino a che c’è gente in sala, anche per tutti i titoli di coda se necessario. Dato che non si tratta di certo di un proiettore a pellicola non devono nemmeno fare il riavvolgimento, perché il film è digitale. Se non si tratta di un multiplex non capisco perchè vi abbiano cacciato fuori o.o (cmq la scena dura 10 secondi, non di più) a meno che non fosse uno spettacolo iniziato tardissimo…

  3. ero ad un multiplex allo spettacolo delle 20:00 quindi finito alle 20:35 circa… considerato che la scena dura pochi secondi la cosa mi fa parecchio inc*****e

  4. Volevo andare a vederlo stasera. Preso dall’ entusiasmo ero riuscito a convincere anche un po’ di amici. Stamattina ho deciso che ci andrò da solo o con chi è interessato, dopo aver passato una serata a sentir dire dai miei amici: ” sarà un cagata..il film coi robottoni…ma che roba è?… Andiamo a vedere il film dei maghi! C’è il maggiordomo di Batman!.”
    Superficialità a gogo…riescono a farmi ribollire il sangue. Io non so se il film mi piacerà, di sicuro so almeno il titolo e chi è il regista. Ma ieri ero l eccezione. E sottolineo che sono una capra in cultura cinematografica! Scusate lo sfogo, ma mi è calata una tristezza …

    1. Ti capisco perfettamente. I commenti stupidi, i sorrisini ironici, le battute che non fanno ridere, bensì feriscono…
      Sembra che là fuori ci sia un mondo intero infastidito dall’entusiasmo altrui.
      Solidarietà.

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