libri · recensioni

Age of Aztec (di James Lovegrove)

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(for english version, scroll down)

Age of Aztec
di James Lovegrove
512 pagine
Disponibile in formato cartaceo o digitale

Sinossi

Secondo il calendario azteco la data è il 4 del Giaguaro, l’1 della Scimmia, nella Prima Casa. Vale a dire il 25 novembre 2012.
L’Impero Azteco domina il mondo intero, nel nome di Montezuma l’immortale, portavoce dei quattro Dei supremi, che garantiscono prosperità, benessere e le meraviglie di quella che viene chiamata “aztecnologia”.
Ma L’Impero è anche una potenza crudele, che richiede sacrifici umani e che mantiene l’ordine con leggi inflessibili e spietate, grazie ai corpi speciali delle forze armate: Giaguari, Aquile e Serpenti.
Nella colonia un tempo nota come Regno Unito un terrorista cerca di spingere il popolo alla rivolta. Il suo nome è Conquistador, la sua identità sconosciuta. Ma l’ispettrice Mal Vaughn è oramai prossima a scoprire il segreto di quest’uomo…

Commento

Di James Lovegrove abbiamo già parlato recensendo l’eccezionale The Age of Zeus. Il qui presente romanzo, insieme ad altri libri autoconclusivi dello stesso autore, forma il ciclo narrativo del Pantheon, in cui si immaginano degli scenari ucronici in cui i vecchi Dei (e le loro relative civiltà di riferimento) hanno mantenuto il loro potere sui mortali, dominandoli.

Così in Age of Zeus abbiamo le divinità dell’Olimpo greco, che si spartiscono il mondo, in un apparente dittatura illuminata, in Age of Ra facciamo conoscenza con un mondo Egittocentrico, dilaniato da una guerra civile tra vecchi e nuovi Dei, mentre in Age of Aztec, come accennato nella sinossi, lo scenario è quello di un immenso impero azteco che nel 2012 ha conquistato praticamente tutto il pianeta.

Guerriero Giaguaro. Immaginatelo armato di armi a raggi e protezioni in kevlar.
Guerriero Giaguaro. Immaginatelo armato di armi a raggi e protezioni in kevlar.

Lovegrove è bravissimo nel creare le sue ambientazioni ucroniche, procedendo passo dopo passo, e regalandoci delle storie intriganti, che mescolano speculazione fantastorica e fantaevolutiva a molta azione e a del buon sano, verace divertimento.
In Age of Aztec la trama è divisa in due grossi tronconi. Nella prima assistiamo alla caccia al terrorista da parte dell’ispettrice Vaughn, arcigna e complessata ispettrice del corpo dei Giaguari.
Il terrorista in questione è il Conquistador, una sorta di mash-up tra Batman e il Punitore, che ha come uno scopo quello di massacrare le gerarchie ecclesiastiche britanniche, facenti parti del “culto dei quattro”, la religione mondiale azteca.

Il Conquistador è Stuart Reston, un rampante industriale inglese, impegnato nella fiorente industria geotermica, che sorregge l’intera economia imperiale. Un insospettabile, almeno finché la Vaughn non lo scopre. A questo punto il destino di Reston sembra segnato, ma viene salvato da un gruppo di indipendentisti Maya, che lo portano nel cuore del Sudamerica, per renderlo partecipe del loro grande piano: assassinare l’immortale Montezuma.

Ed è in questa seconda parte del romanzo che Lovegrove pigia forte sull’acceleratore del divertimento, mettendo in scena le divinità azteche, che fanno la loro misteriosa ricomparsa per sfidare a loro volta l’Imperatore, che pare in qualche modo aver deluso le loro aspettative.
Ma chi sono in realtà queste divinità antropomorfe, dotate di armi a raggi e di poteri psionici?
Non ve lo svelo, perché temo di aver già spoilerato qualcosa di troppo. Vi assicuro però che il romanzo fila via liscio e godibile, ben equilibrato tra world building e azione. I personaggi sono altrettanto riusciti, così come è ben costruita la crescente tensione erotica tra l’ispettrice Vaughn (una vera bad ass) e il Conquistador.

Lovegrove sta diventando una sicurezza, un autore su cui puntare a occhi chiusi.
Infatti riparleremo presto di altri suoi romanzi.

montezuma
Montezuma, l’Imperatore Immortale.

Age of Aztec (english review)

We already discussed James Lovegrove when we reviewed the exceptional The Age of Zeus. This new novel, together with a number of other self-contained, standalone titles, makes up the narrative cycle of “The Pantheon”, in which the author imagines a number of uchronic scenarios in which the old Gods (and their respective civilizations) somehow still hold their power over we mortals, dominating us.

So, in Age of Zeus we see how the Grecian Olympian Gods have split the world among themselves, apparently establishing an illuminated dictatorship; in Age of Ra we meet an Egyptocentric world, torn apart by a war between old and new Gods; and in Age of Aztec, as mentioned in the synopsis, the scenario gives us a huge Aztec empire that in 2012 practically dominates the whole planet.

Lovegrove is extremely good in creating his uchronic settings, proceding by stages and giving us intriguing stories, mixing (psaeudo)historical and (psaeudo)evolutionary speculation with lots of action and good, healthy, old-fashioned fun.

In Age of Aztec the plot is split into two main sections. In the first, we follow Inspector Vaughn’s, a grim and complicated member of the Jaguar Corps, chasing after a terrorist.
The terrorist is the Conquistador, almost a mash-up of Batman and the Punisher, whose main purpose is kill-off the British priestly orders, members of the Cult of Four, the world-spanning Aztec religion.

The Conquistador is Stuart Reston, an up and coming British industrialist in the geotermal sector, holding together the whole Imperial economy. A man above suspicion, at least until Vaughn will not find him out. From then on, Reston’s fate seems to be decided, but he is saved by a band of Mayan freedom fighters, he is brought in the heart of South America, and involved in their great plan: kill the immortal Montezuma.

And it is in this second part of the novel that Lovegrove puts the pedal to the metal for fun, bringing the Aztec gods to the fore, that will return to defy in turn the Emperor, that somewhat betrayed their expectations.
But who are these anthropomorphic gods, armed with death rays and psionic powers?
I will not spoil the final revelation for you, because I have already spoiled a lot, I’m afraid. But I can tell you the novel runs along smooth as silk, and highly enjoyable. The characters are well-rounded, and equally well-rounded is the growing erotic tension between inspector Vaughn (a true badass) and the Conquistador.

Lovegrove is by now a certainty, a sure-fire author that I’d follow blind.
And in fact we’ll talk again about his novels.

(Translation by Davide Mana)

– – –

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7 risposte a "Age of Aztec (di James Lovegrove)"

  1. Sembra una gran figata, peccato che sia in inglese e che io non sia proprio una cima in materia. Dal post (ottimo come al solito) comunque si evince che l’opera in questione merita (e anche le altre del ciclo narrativo). La terrò sicuramente d’occhio. Grazie per la segnalazione 😀

  2. Ragazzi sapete se sul web è possibile trovare questo o altri romanzi dello stesso ciclo in italiano anche a pagamento (non conosco l’inglese).
    GRAZIE

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