8 commenti

  1. I social media in generale e FB in particolare sono diventati una sorta di elemento di sfondo nella vita di moltissime persone e credo (spero) che la maggior parte degli utenti abbia ancora una fruizione tranquilla di queste piattaforme. Quello che vedo con grande preoccupazione è il crescente numero di haters o polemisti da tastiera, persone che veicolano tonnellate di aggressività con atteggiamenti al limite della parodia contro qualsiasi cosa percepiscano come a loro ostile. Non ho i titoli per fare ipotesi psicologiche ma non ci vuole una laurea per notare questo trend.

    1. Vero.
      Conosco alcune persone che fanno un uso “light” di Facebook. Quasi occasionale. Per contro devo dire che queste persone, nella loro ingenuità, sono piuttosto propense a cadere nel trappolone delle fake news e delle bufale. (Non che gli altri…)

  2. Come te, non mi sento di condannare Facebook a priori.
    E’ un ottimo canale per conoscere eventi e persone interessanti, in più per un cultore del trash e delle “meme” come il sottoscritto è una fonte inesauribile di perle.

    Mi rendo però anche conto che passo su quel social MOLTO più tempo di quello che dovrei. Spesso mi accorgo che quei “due minuti su FB e poi stacco” diventano venti come un soffio. Il tutto guardando il nulla cosmico solitamente. Ho più volte provato a limitarmi ma temo sia diventato un gesto talmente naturale (specie in metro, treno ecc) che temo di non poterne fare del tutto a meno.

  3. Come per molti strumenti non credo che di per se Facebook (e i vari altri social network) non sia ne buono ne cattivo, dipende tutto dall’uso che se ne fa. Io l’uso per tenermi aggiornarmi sugli argomenti di cui sono interessato e scoprire nuove cose, per incontrare persone che altrimenti non avrei conosciuto, oltre ovviamente per pubblicizzare il mio blog.

    Naturalmente non bisogna dimenticare l’altra faccia della medaglia. Il rischio di finire dentro a una bolla in cui vediamo e sentiamo solo quello che ci piace escludendo il resto. L’insorgere di gruppi e pagine che sopportano e diffondono teorie complottiste o razziste. Sopratutto bisogna evitare di postare qualsiasi informazione personale sui social network.

  4. Concordo con Angelo – Facebook (e per alcuni, inparte, Twitter) sono il background, come la radio ola televisione che si tenevano accese negli anni ’80 e ’90 mentre si facevano i compiti di scuola.
    Cosa facevo in quei 50 minuti? Leggevo, che altro avrei dovuto fare? 😉

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