riflessioni

Come impostare un blog (3)

Visto che l’argomento piace, continuo a proporvi questa rubrica senza troppe pretese con argomento “come impostare un blog”. Dopo aver parlato dei motivi che potrebbero portare una persona a bloggare e delle varie strategie per cercare di far diventare tutto ciò un lavoro, oggi affronteremo un tema delicato: la passione che diventa ossessione.
Punto primo: diffidate da chi dice bestiate del tipo “a me non interessa avere lettori“. Sono bugie, frasi ipocrite e senza senso. Chiunque lancia il suo pensiero tramite un qualsiasi media (Facebook, Twitter, Blog, Forum) ha il desiderio di essere letto e commentato. Qualcuno lo fa per desiderio di confronto, altri per solitudine. Molti lo fanno per egocentrismo, o semplicemente perché credono di avere cose interessanti da dire. A ogni modo, credetemi, nessuno gestisce a lungo un blog che non registra visite né commenti.

Detto ciò c’è modo e modo di vivere questa cosa.
Il più sbagliato, a mio parere, è quello di scrivere articoli in funzione alla previsione di quanti lettori riusciremo ad attrarre. Post molto polemici, recensioni acidissime e feroci, insulti e attacchi più o meno demagogici (anche se mascherati da ben altro) sono i sistemi più semplici per attirare visitatori e commenti.
Come sappiamo c’è chi su queste strategie basa l’intera programmazione di un blog. La cosa triste è che sono strategie funzionanti. Se v’interessa macinare “hit” ed entrare nel novero dei guru virtuali, la strada è in discesa. Basta saper scrivere decentemente e individuare i giusti bersagli. Scrittori e cantanti, specialmente italiani, danno quasi sempre ottimi risultati, se presi virtualmente a sberle. I politici? Come sparare sulla Croce Rossa.

C’è chi invece sceglie toni più pacati, o addirittura freddi e distaccati come quelli utilizzati per i comunicati ANSA. A secondo della loro competenza riusciranno forse a crearsi comunque il loro pubblico, anche se questa strada è più lenta da percorrere, e spesso non porta da nessuna parte.
Quando però si iniziano a macinare i primi successi, superando la fatidica soglia delle 100 pagine viste giornaliere, si può cadere nell’ossessione di controllare spasmodicamente i contatori e le statistiche. Oltre a rovinare la salute psichica del blogger in questione, questa fissazione si traduce spesso in una serie di tentativi grossolani di migliorare il buon lavoro fatto fino a quel momento. Spesso si inizia a scrivere articoli doppi o tripli, privi di reale contenuto ma utili solo ad attirare altri visitatori. Altre volte si diventa un tantino megalomani, arrivando a credere di essere degni di straparlare di ogni cosa. 

La via di mezzo, per somma banalità, è la migliore. Non c’è miglior incentivo alla crescita del vostro blog se non una cura costante e il consolidamento di uno stile unico, che lo distingua dalla massa. Essere presenti sui vari social network è il secondo passo per guadagnare nuovi lettori (che difficilmente arriveranno dalle vostre parti per grazia ricevuta, specialmente se siete agli inizi). Tra l’altro ci sono ottime applicazioni che condividono gli articoli automaticamente sia su Twitter che su Facebook. Una volta impostati i parametri non dovrete nemmeno sbattervi di aggiornare quotidianamente i vostri social network.

Se una mattina vi sveglierete sudati e incazzati perché il vostro contatori è sceso sotto la media di visite giornaliere, vorrà dire che c’è qualcosa che non va. Se sentirete il bisogno di prendere mezza giornata di ferie per capire come recuperare immediatamente le visite perse, allora la situazione è già piuttosto grave. A quel punto una passeggiata all’aria aperta e una pausa di riflessione sono le due cure indicate nel breve periodo.

27 risposte »

  1. Avevo un appuntamento quasi settimanale con il lunedì polemico, ma è già da un po’ che non scrivo nulla di quel tipo. 🙂 Idem con il fatto che non c’è scritto da nessuna parte che si debba aggiornare il blog ogni giorno: ultimamente me la sto prendendo più comoda, sia sulla frequenza di aggiornamento sia sul controllo delle visite. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    • Io con l’aggiornamento quotidiano mi trovo bene, perché mi viene spontaneo. Se un giorno mi sentissi obbligato a farlo, mah, probabilmente capirei di aver sbagliato qualcosa.
      Idem per la scrittura: fino a qualche mese fa mi sentivo obbligato a proporre un ebook a intervalli regolari. Ora se non ho tempo o ispirazione, me la prendo piuttosto comoda.

  2. Concordo, e credo che il “sudore per il contatore” sia una fase che passano tutti, ed è anche giusto sia così. La passione deborda, tracima e poi viene incanalata correttamente perché sia forza creativa. Poi c’è chi non lo fa e diventa sempre più acido, incattivito. E apre un blog sulle regole della scrittura 🙂

  3. Ego versus identità, alla fine tutto torna in quella direzione. Almeno fino a quando non subentra una maggiore maturità e la serena decisione di fare quello che ci piace e non quello che vogliono gli altri (o che pensiamo gli altri vogliano). Non so tu ma sono decisamente stanco di sentire certe frasi o di vedere certi atteggiamenti.

    • Sì, anch’io sono stanco. Proprio per questo le rubriche come quella che state leggendo contengono un solo messaggio di fondo: fai quello che ti senti di fare.
      Di guru da quattro solide abbiamo fin troppi.

  4. Wow!
    Ribloggato DUE volte dai icittadiniprimaditutto!

    Un blog è uno strumento sociale.
    Usarlo per lanciare proclami è una scelta, ma una scelta sterile.
    In realtà il contatore degli hit è una comodità, e non deve diventare una dannazione – io comincio a preoccuparmi non quando calano gli hit, per dire, ma quando calano i commenti.
    Se nessuno commenta significa che ciò che ho postato non ha suscitato interesse, non ha provocato reazioni, ha lasciato chi lo ha letto così come lo aveva trovato.
    Questo si collega, se vogliamo, alle polemiche cercate con ansia da alcuni – è facile in questo modo suscitare reazioni.

    E che diamine, a volte il post polemico ci può anche scappare.
    Ma anche lì, bisogna starci attenti, perché la polemica dà assuefazione, bisogna farne sempre di più e sempre più aspra, o quelli che vengono a leggerci per osservare il sempre popolare spettacolo dell’indignazione altrui potrebbero stancarsi, ed andarsene.
    Come se ne sono già andati quelli che alle polemiche non sono interessati.

    Alla fine, io credo, è sempre una questione di essere una persona reale, dietro al blog.
    Cedere alla tentazione di costruirsi un alter-ego può essere catastrofico – anche perché di solito la linea di demarcazione fra strafigo e testa d’ostrica è quantomai labile.

    • Bravo.
      Proprio nella distinzione tra autore e personaggio passa la differenza tra vari tipi di blog.
      Se è una persona reale che parla, Ale o Davide che sia, il rischio di crearsi una maschera e una “setta” diminuisce sensibilmente. non c’è più il bisogno di dare a un certo tipo di lettori quel che vogliono, bensì ci si può confrontare in maniera più chiara e aperta.
      Blog che si sostengono con sole polemiche in fondo hanno una vita breve (ragionando in termini di anni). Anche perché da far battaglie di maniera al contraddirsi il passo è breve. Lo abbiamo visto tutti.

  5. Io giusto 5 minuti prima di leggere questo post ero davanti al contatore e alle statistiche per capirci qualcosa 🙂 Non sono ossessionato è che avendo aperto un blog da poche settimane tentavo di capire perchè ho ”abbastanza” visite provenienti da Russia e Stati Uniti…. Boooh!

    • È giustissimo e anche divertente controllarele statistiche,non fraintendere 😉 È il modo migliore per gestire al meglio il blog. L’importante è non rimanerne ossessionati.

  6. sai che io sono uno di quelli che dice spesso che scrivo a prescindere da quanti lettori avrò. Naturalmente però mi interessa sapere quanti contatti ci saranno, non in vista del loro incremento, ma solo per sapere se la cosa interessa. Io vedo così la questione: non scrivo in funzione di chi leggerà. ma, una volta scelto l’argomento (che deve piacere a me) cerco di scrivere nel modo più professionale possibile. Se un domani dovessi vedere che i miei post non se li fila nessuno, chiuderei semplicemente il blog, perché non ho altri argomenti più sfiziosi o allettanti su cui tuffarmi. Io scrivo di scrittura e di libri, a volte di qualche altra cosa che mi passa per la testa, e basta.

    • Mi sembra un buon metodo, perché in fondo si scrive in primis per se stessi, nonché di cose che ci piacciono.
      Io vario tra più argomenti, ma anch’io penso che, come te, se un domani dovessi registrare un netto calo di commenti, chiuderei baracca, visto che non ho molto altro di cui bloggare.

  7. Io non ho ancora un blog perchè il tempo scarseggia ma questi tuoi articoli mi mettono davvero molta voglia di cimentarmi…

    La storia dell’ossessione però la conosco perchè l’anno scorso quando ho postato il mio capitolo per il Round Robin sono stata le 3 ore successive a controllare se qualcuno commentava, cosa scriveva e quante visite c’erano sul blog.
    Ovviamente dopo 3 ore di questa specie di ubbriacatura mi sono concentrata un pochettino e mi sono sforzata di ritrovare un po’ di equilibrio.
    Forse la mia era solo la tipica reazione di chi posta qualcosa per la prima volta, ma bisogna starci attenti! 🙂

    • Ti confesso che quando pubblico qualche ebook questa paranoia prende ancora anche me. Temo i primi commenti e le prime reazioni ed è una cosa che ancora mi porto dietro e che forse mi porterò dietro per sempre. Certo, sono meno emozionale rispetto agli esordi, ma la corsa a controllare commenti e critiche c’è ancora 😉

  8. Ti chiedo quindi un consiglio: ho da poco superato la soglia delle mille visite ( :O ) ma ho pochissimi commenti. Credi che mettere un piccolo testo (“Tutti i commenti, anche di poche righe, sono ben accetti”) per spronare gli utenti? Perché ricevo abbastanza visite (20 al giorno circa) ma è come se la gente si mettesse paura di commentare ;___;

    PS: frecciatine >__________>

    • Sì, potrebbe essere un’idea specificare che desidereresti dei commenti e un po’ di interazione. So che sembra sciocco ma a volte è meglio incitare i lettori 🙂

  9. mah…io credo di avere questa ossessione, spendo tante e troppe ore a controllare il contatore, a cercare un articolo che secondo me attira visitatori, cerco tutte le strategie per attirare anche solo una persona.
    Bruttina la cosa. Questo articolo un pochino mi ha aperto gli occhi. Altri consigli oltre a quelli che hai già dato?
    Grazie.
    Daniele

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