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Come impostare un blog (6- Integrazione con Twitter)

twitter

Nuovo articolo dedicato alla gestione di un blog “vincente”, almeno per quella che è la mia esperienza in materia. Poca o tanta che sia, non sta a me dirlo. Chi mi segue dall’oramai lontano 2007 sa quale genere di percorso ho fatto, e ancora sto facendo.
Questa rubrica non suggerisce nessuna formula magica, nessun trucco per guadagnare visite a casaccio o soldi facili, bensì solo regolette pratiche ed efficaci, che ottengono effetto se seguite con una certa costanza.
Finora abbiamo trattato i seguenti argomenti:

Quale struttura scegliere (blog multitasking o iperspecializzato?);
Come guadagnarci qualcosa;
Quando la passione diventa ossessione;
La netiquette del blogger;
I manuali di blogging.

Oggi invece esamineremo l’integrazione del vostro blog con uno dei tre principali social network a diffusione mondiale, Twitter. Quello che, per quel che mi riguarda, si sta dimostrando più blog-friendly.

Premessa: Facebook è senz’altro il social network con più utenti in Italia, mentre Google+ è quello che alla lunga incide maggiormente sul posizionamento nei motori di ricerca. Di questi parleremo un’altra volta, perché ritengo opportuno confrontarsi dapprima col cinquettante uccellino blu, Twitter. Proporzionalmente parlando, è forse il miglior social per promuovere articoli e post.
I motivi sono presto detti: Twitter è più “pulito” rispetto alla concorrenza, è più immediato, più concreto. Il limite di 140 caratteri a messaggio obbliga l’utente a venire al dunque senza perdersi in troppe chiacchiere.
L’uccellino blu è però anche il più difficile da imparare a usare. O meglio: utilizzarlo è facile e intuitivo, utilizzarlo ai fini di blogging richiede un po’ di apprendistato.

  • Cercate la vostra natura.

Ossia, fatevi un’identità. Twitter non è come Facebook, dove si passa dal serio al faceto nel giro di pochi secondi. Non se il vostro profilo Twitter nasce soprattutto con l’intento di promuovere ciò che realizzate professionalmente (blog, ebook etc). Decidete fin da subito se orientare il vostro profilo come un serio “aggregatore” dei vostri contenuti, oppure se utilizzarlo per le semplici chiacchiere online. Una scelta non esclude del tutto l’altra, tuttavia vi suggerisco di non trasformarvi in una creatura totalmente ibrida, cosa che spiazzerebbe i vostri followers. Twittare commenti simpatici fa bene allo spirito, ma ricordatevi che, se volete usare questo social professionalmente, da voi ci si aspetta soprattutto dei contenuti.

  • Seguite persone coi vostri interessi.

I primi utenti che dovete aggiungere sono quelli che nutrono i vostri medesimi interessi. Nel nostro caso faccio riferimento a colleghi blogger della medesima “parrocchia”. Se parlate di libri, seguite blog che fanno la stessa cosa. Probabilmente verrete aggiunti a vostra volta, innestando così il meccanismo del retweet, ottimo che far conoscere a nuovi, potenziali lettori, gli articoli che avete pubblicato. Ovviamente non dovete seguire soltanto utenti affini alle tematiche del vostro blog, ma senz’altro averne qualcuno tra i followers è un buon inizio. Espandere il giro di conoscere ad altri settori è il passo che vi consiglio di fare dopo aver consolidato la vostra posizione di partenza.

  • Aggiungete un tastino di condivisione.

Ossia: integrate il vostro blog con un tasto utilizzabile sia da voi che dai vostri lettori per condividere post e articoli su Twitter (e sugli altri social network). Le piattaforme di blogging più importanti, come WordPress e Blogger, ne sono provviste in automatico. In taluni casi sono anche già impostati, in altri basta attivarli, solitamente smanettando nelle opzioni generali del vostro servizio.
Attivate anche la condivisione automatica dei post appena pubblicati, di modo che vengano “rimbalzati” su Facebook e Twitter. Funzione utilissima, nel caso siate impossibilitati a condividere manualmente.

  • Parlate.

Twitter è meno cazzeggiante rispetto a Facebook, ma non dovete fare l’errore di considerare il vostro profilo come un muro, una bacheca a cui appendere soltanto la pubblicità relativa alle vostre attività. Interagite con gli utenti che vi paiono in grado di costruire chiacchierate costruttive. Condividete i contenuti altrui (gli altri vi ricambieranno il favore!). Siate propositivi. Buttate un’occhiata ai Trending Topics (TT), pur senza esagerare. Idem per le famigerate hashtag (gli argomenti indicizzati con cancelletto # davanti).

  • Imparate a Twittare nei vostri orari ideali.

I tweet globali quotidiani sono milioni di milioni. Imparate a non buttare i vostri in momenti morti, dove passeranno inosservati. Tutti gli studi statistici rivelano che i momenti migliori per twittare sono tra le 7 e le 9 del mattino, tra le 13 e le 14, e infine tra le 17 e le 20.
Sono però indicazioni di massima: se avete un particolare pubblico di riferimento, che si collega in altri orari, cercate di essere presenti in loro concomitanza.

  • Pubblicizzate il vostro profilo.

Fate sapere via blog (e via Facebook) che avete attivato un profilo Twitter. Utilizzatelo come firma delle mail. Fate un giro di messaggi per avvertite i vostri corrispondenti più fedeli che ora siete anche su quella piattaforma. In tal modo creerete una base minima di followers da cui iniziare a “cinquettare”, base che poi si allargherà da sé.

  • Aggregatevi

Iscrivete (gratuitamente) il vostro profilo Twitter a uno dei tanti validi aggregatori legati a questo social network. Essi servono a facilitare la ricerca tra utenti con medesime passioni. Basta infatti inserire cinque campi d’interesse preferenziali (esempio: libri, scrivere, fumetti, horror e blogging), e immediatamente verrete inseriti in una lista, dalla quale potrete a vostra volta cercare spiriti affini, anche su base geografica/linguistica. Spesso e volentieri il follow è reciproco. Vi consiglio per esempio l’ottimo Wefollow e il pratico Twiends. Se volete investire qualche soldino in un sito che offre maggior ordine e praticità vi consiglio Twollow.
Nota: si tratta di tre siti onesti e “puliti”, che non fanno mercimonio di followers, bensì aiutano gli autenti a trovarsi e ad aggregarsi con maggiore semplicità.

Infine vi consiglio di leggere questo post dell’amico Davide, dove troverete un link da cui scaricare un utile manualetto (in inglese) che vi aiuterà a gestire Twitter al meglio. Studiare ciò che si utilizza è sempre un’ottima cosa da fare; è perfino scontato dirlo.

A proposito, io su Twitter sono qui!

twitter vintage

23 risposte »

  1. Un post davvero utile e ben fatto! 🙂
    Concordo soprattutto quando consigli di parlare. Inzialmente usavo Twitter per condividere contenuti interessanti che reperivo in rete, non solo dal mio blog. Già dopo qualche ora d’utilizzo, ho capito che Twitter permette di costruire discussioni interessanti, che spesso si rivelano utili anche per trarre ispirazione per i post.

    • Grazie 😉

      Anch’io ci ho messo un po’ per capire che su twitter bisogna parlare, seppur in modo più ordinato e meno isterico rispetto a Facebook. E in effetti, pur usando tutti i social, Twitter è quello che ora preferisco 😉

  2. Ecco il mio problema è la forma ibrida, diciamo che faccio un pasticcio perché chiacchiero e pubblicizzo in maniera troppo variegata. Devo riflettere con calma e regolare il flusso con più equilibrio, grazie per le dritte. ^^

    • Occorre trovare l’equilibrio, sì, ma col tempo si riesce.
      Per esempio eviterei di usare twitter per impostare una lunga “chiacchierata” a due, magari con trenta tweet a testa nel giro di pochi secondi. E’ una cosa abbastanza antipatica ^^

    • Parlare nel senso di non utilizzare Twitter solo come rimbalzo di messaggi automatici generati, per esempio, da blog, o da Tumblr. Cosa che facevo anch’io fino a sei/sette mesi fa.
      Ovvero, in altre parole, occorre non dare la sensazione che sia soltanto una sorta di spam-bot.

        • Non è facile, bisogna farci la mano… Ti dirò, aver studiato un po’ la faccenda ho imparato ad amare Twitter. Prima più che altro mi esasperava.
          Poi, per tutto il resto, ci dobbiamo mettere il nostro (simpatie, antipatie etc). Di certo non è il social network ideale per le contro-trollate, questo sì.

  3. Bell’articolo, che fa il paio con quello di doc Mana letto qualche giorno fa. Di mio devo “obbligarmi” a parlare di più, ad oggi uso twitter solo come rimpallo per gli articoli. Complimenti Alex, come sempre preciso, pochi fronzoli e tanta classe.

  4. Questo post è praticamente un utilissimo mini manuale delle cose migliori da fare per innescare un circolo virtuoso di comunicazione nella Rete. Bravo e…grazie! 🙂 Credo che ne farò tesoro, soprattutto per quanto riguarda la parte non ludica della mia attività di blogger (con l’altro account di cui ti ho parlato); Immagino che all’inizio ci si debba abituare un po’ alla faccenda, soprattutto se – come me – si è abituati a postare in modo umorale su argomenti di nicchia. Ciao!

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