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The Age of Odin (di James Lovegrove)

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The Age of Odin
di James Lovegrove
Solaris Book editore
585 pagine, 5.05 euro (ebook) 5.46 euro (cartaceo)

Sinossi

Gideon Coxall è un buon soldato, ma nel resto ha sempre fallito: pessimo marito, cattivo padre, un perdente per i parametri della società civile. Mentre un inverno gelido e infinito stringe il mondo intero in una morsa micidiale, Gideon si mette alla ricerca del fantomatico Progetto Valhalla, organizzato da una misterioso finanziatore, nelle campagne dell’Inghilterra ricoperta di neve.
L’ultima cosa che Coxall si aspetta è però quella di trovarsi a combattere per difendere un gruppo di persone che dichiarono di essere gli Dèi del pantheon scandinavo: Odino, Thor, Freya e tutti gli altri.
Ma perché queste divinità stanno assoldando mercenari? Semplice: perché il Ragnarok sta arrivando.

Commento

Questa è la terza recensione che riguarda un romanzo scritto dall’autore britannico James Lovegrove, celebre per le sue trame che uniscono urban fantasy maturo e fantascienza militare non per esclusivo uso dei fanatici di guerra.
In passato abbiamo già parlato di The Age of Zeus e di Age of Aztec. Ottimi libri entrambi, che mi hanno spinto a recuperare quasi tutto ciò che Lovegrove ha scritto e pubblicato.

Questo The Age of Odin sposta, come è facile intuire, le attenzioni sul pantheon nordico/vichingo.
La storia è più lineare rispetto ai romanzi di cui vi ho parlato nei mesi scorsi. Cercando di limitare gli spoiler al minimo indispensabile, vi posso rivelare che Gideon Coxall, il protagonista, si trova coinvolto nel Ragnarok, dalla parte di Odino, contro Loki e le sue armate di mostri meccanici.
Non solo: il Dio dell’Inganno ha fatto il colpaccio, riuscendo a farsi passare dal mondo intero per un personaggio pubblico talmente potente e influente, che le sue risorse per fare la guerra contro Asgard sono praticamente infinite.

The Age of Odin è il racconto di questa guerra, che ha in Gideon la voce narranate. Voce piacevole, visto che l’ex soldato inglese è ironico, spesso sarcastico, e in grado di ridere in faccia agli Dei, oppure di portarsi a letto una di loro.
Ma la cosa notevole del romanzo è in realtà la sua struttura bellico-fantastica. Le divinità di Asgard vengono infatti assaltate non dai classici mostri della mitologia scandinava, bensì dalle versioni meccaniche/robotiche, fatte costruire da Loki per l’occasione.
Sicché abbiamo tank giganteschi, mecha in grado di sparare raggi di fuoco o di gelo, incrociatori volanti, e perfino un colossale serpente metallico dotato di una letale arma sonica.
Puro godimento per il lettore che vuole divertirsi, e al contempo bearsi delle trovate, sempre azzeccate, dell’autore.

The Age of Odin è un romanzo che non cambierà la storia della narrativa fantastica mondiale, ma che fa dannatamente bene il suo lavoro, per di più godendo di una scrittura molto buona, priva di inutili bizantinismi e di trovate sciocche per confondere il lettore.
Titolo ovviamente consigliato, ma al momento disponibile soltanto in lingua originale. Come del resto tutti i libri di Lovegrove, ahimé.

Illustrazione ispirata da "The Age of Odin".
Illustrazione ispirata da “The Age of Odin”.

– – –

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21 risposte a "The Age of Odin (di James Lovegrove)"

          1. Qui da noi hanno poi azzerato fantasia e immaginazione.
            È un continuo proporre e riproporre i difetti del paese, spesso in chiave comica.
            Non si riesce mai ad andare oltre.

          2. Oblomov, il simbolo dell’incapacità di capire e adeguarsi ai tempi dovrebbe essere icona nazionale…
            Fino agli anni ’70 si rideva, con gusto e feroce ironia, ora quello spirito graffiante e sardonico è diventato macchietta. Non hanno capito che anche le risate hanno fatto il loro tempo, oggi.

  1. tanto se non è paranormal romance da noi non arriva nulla. L’unico modo per venderlo da noi sarebbe quello di mettere una copertina ingannevole, con un Odino ringiovanito e con la barba di due giorni guardato lascivamente da un mostro meccanico dalle fattezze adolescenziali, il tutto virato in uno sfondo blu notte dove si intravedono per terra qualche teschio e in cielo qualche pipistello

  2. Questo è il primo libro di Lovegrove che io abbia letto, ed è ottimo.
    Autore divertente, agilissimo, e con una grande immaginazione.
    Misteriosamente ignorato in Italia (ma lasciamo perdere…)

  3. Temo anche io che in Italia non arriverà mai! 😦
    Però dai ragazzi consoliamoci….i romanzi di Glen Cooper, quelli si che li traducono tutti ! Lol
    Ecco, dopo questa battuta immagino che il tasso di suicidi tra appassionati salirà di molto. 😛

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